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Mariano Volani, grande imprenditore: per realizzare i sogni serve coraggio

4 Settembre 2014

Mariano Volani, grande imprenditore: per realizzare i sogni serve coraggio

Abbiamo incontrato il Cavaliere del Lavoro Mariano Volani, trentino di Volano (centro agricolo della Val Lagarina) e attualmente residente a Rovereto. Ricca la sua esperienza professionale, ricopre cariche diplomatiche, tra le quali il Consolato onorario della Repubblica del Vanuatu per l’Italia. È Presidente della Multigram SRL (Società di consulenza e Buiseness Development dei beni culturali) di Rovereto, Consigliere d’Amministrazione del Policentro Sviluppo SRL – Milano – Centro Polifunzionale in Siena e attivo in numerose iniziative culturali in Italia e all’estero. In un incontro a Rovereto nella sua bellissima residenza gli abbiamo posto alcune domande alle quali ci ha risposto con grande dovizia di argomenti.

Cavaliere, Lei è un imprenditore, mi permetta la definizione, insolito. Investire nella cultura è interessante per chi vuole fare attività d’impresa?

“In tutto il mondo e in tutte le epoche storiche l’imprenditore “illuminato” ha investito  nella cultura e nella bellezza e ciò per due buoni motivi:

Il primo, per contribuire alla crescita spirituale delle popolazioni della propria città o del  proprio territorio aprendo le menti alla creatività e al bello delle giovani generazioni.

Il secondo, perché rappresenta una attività strategica per lo sviluppo economico-occupazionale per un Italia, ricca di beni culturali, il cui settore attira il 40% di 100 milioni di turisti dal mondo, ogni anno, ovvero l’unica risorsa naturale del Paese da sviluppare e valorizzare quale megatrend del 21 secolo; il “petrolio” sempre trascurato dai governanti che non capiscono che 1 euro investito in cultura produce ricavi per 2 – 3 euro oltre che occupazione di diplomati laureati che oggi fanno parte di quel 40% di giovani che non trovano lavoro Ricordo che fin dal 1.700 il Grand Tour d’Italia era considerato un obbligo per regnanti, principi, aristocratici, borghesi e intellettuali europei per la loro formazione.

Ecco perché ho sempre investito nel settore creando nuove iniziative come il Festival Oriente-Occidente quale co-fondatore e primo Presidente ; l’HC Volani nello sport della pallamano vincendo 4 scudetti d’Italia e 4 Coppe Italia; le produzioni worlwide di Opere, Balletti, Concerti  dalla Arena  di Verona per il mondo, i 10 balletti più famosi al Bolshjoi di Mosca, il Museo Nazionale Giuseppe Verdi nella sua città natale di Busseto. Tutte attività economicamente profittevoli ma soprattutto capaci di grandi stimoli per la mente umana.”

Ci racconti delle Sue esperienze nel mondo della televisione. Quando Lei ha iniziato in Italia era una cosa del tutto nuova. Come mai ha osato tanto?

“Nel lontano 76 del secolo precedente una sentenza della cassazione ha liberalizzato l’etere, prima monopolio di stato con la RAI, aprendo praterie immense di opportunità agli imprenditori privati nel settore della comunicazione.

Vivendo in quegli anni la “Civiltà dell’immagine”  che attraverso le nuove tecnologie, il satellite, l’home video, si stava ampliando in tutto il mondo alcuni imprenditori “visionari” hanno intuito l’enorme potenzialità del settore e tra i primi  ci sono anch’io che nel maggio’77, in compagnia di alcuni giornalisti e giovanissimi aspiranti ha investito nella realizzazione di TVA – Televisione delle Alpi – creando da zero la “ prima televisione privata” del Trentino Alto Adige e la terza in Italia con un audience di 250 -300 mila ascoltatori al giorno ed uno  “ share” del 30% all’ora del telegiornale.

Un’avventura eccitante e di grande successo capace di interpretare la realtà regionale per diventare lo specchio della propria gente, formando una squadra di ragazzi e ragazze affiatata e piena di passioni per il nuovo mezzo tant’è che crescendo con TVA si sono affermati i vari Maria Concetta Mattei del Tg2, Maurizio Ferrandi, Tiziana Morigi, Giorgio Dalprà, Sergio Mucci, Lorenzo Lucianer, Augusto Bleggi, Giancarlo Pedrotti, il Chiomento, la Ceccon e molti altri che rappresentano una “ nidiata” di professionisti oggi in RAI regionale e in altri media, di grande esperienza ed eccellente professionalità.

Nel 1978 , diventato il “Cavaliere del Lavoro” più giovane d’Italia, titolo conferitomi dal Presidente Pertini, ho ideato e presieduto per anni la prima Sydication TV italiana – CTA , Compagnia Televisioni Associate – che univano in un network nazionale una TV per una regione, per un giornale che copriva le 20 regioni d’Italia acquistando programmi comuni, producendo documentari originali sulla millenaria storia d’Italia, attingendo le news e realizzando giornalmente e settimanalmente TG e rubriche specialistiche  con i giornalisti delle migliori testate italiane associate.

Queste incredibili ed eccitanti esperienze imprenditoriali del settore comunicazione che creavo a latere delle mie attività internazionali nel settore delle costruzioni d’acciaio –alluminio- vetro, ormai consolidate, mi hanno permesso di guardare ad Est che con la caduta del muro di Berlino si aprivano mercati vergini da conquistare con il know-how e le esperienze acquisite in Italia.

Così, con un atto di coraggio e per molti di incoscienza, ho realizzato in pochi anni ben 4 importanti televisioni private quali:

  • PRIMA TV  – a  Praga  per la Repubblica Ceca nel ‘92-‘93 che ha rappresento la prima TV  privata post comunista dell’ex impero sovietico
  • PIETY CANAL – ( Canale 5) a San Pietroburgo nel ’96 – TV pubblica nata nel 1939 con 3.000 dipendenti coprente un territorio grande 30 volte l’Italia, convertita in TV privata con 5 anni di lavoro insegnando costi e ricavi, marketing, palinsesto, ecc. per un management che conosceva solo i costi finanziati annualmente dal governo di Mosca.
  • POLONIA 1 – a Varsavia – TV satellite e cavo – per la Polonia che copriva l’intero territorio fornendo programmi e capacità gestionale incluso la raccolta pubblicitaria, tutto questo nel 1997.
  • EFIR Weekand – a Sofia – per la Bulgaria nel 1997 con trasmissioni originali italiane in lingua bulgara per il weekend di ogni settimana.

Tutte grandi esperienze  che mi hanno permesso di conoscere culture, civiltà e realtà di Nazioni con storie e passato profondamente diversi e di allacciare rapporti personali e duraturi con l’elite dei singoli Paesi che hanno rappresentato anche un buon business.”

Mi sembra di capire che l’innovazione sia uno dei suoi punti forti. Infatti ora Lei porta avanti un progetto molto interessante, la “smartguide”. Potrebbe essere interessante anche per i musei dell’area tedesca in Alto Adige, Austria e magari Germania?

“E’ vero!

Tutta la mia vita di imprenditore – giramondo- è stata caratterizzata dall’innovazione continua di prodotto/servizio, di processo, di area geografica.

Dagli edifici di acciaio, alluminio, vetro degli anni ’60, alle TV private degli anni ’70. Dalla prima società home-video d’Italia – la Domovideo e l’Hotel Video Network- degli anni ’80 alle Tv private dell’ Est  Europeo degli anni ’90 sino alla scoperta dell’ economia della cultura“.

 Agli inizi del 21 secolo lessi un libro di Jeremy Rifkin, il guru americano che studia i trends di mercato che diceva:

Il 19 secolo è stato caratterizzato dall’economia della produzione;

 il 20 secolo dall’ economia dei consumi

 il 21 secolo sarà caratterizzato dall’economia dell’esperienza e della cultura”. 

Musei, Città d’Arte, Viaggi e Turismo, Parchi a Tema, Entertainment, Sport, Spettacolo, Cinema e Musica stanno diventando rapidamente il nucleo di un nuovo ipercapitalismo fondato sull’accesso ad esperienze culturali a pagamento”. 

Questa la “scintilla“ che mi ha acceso la mente tuffandomi nello studio e nell’ analisi dei Beni Culturali per capire lo “ stato dell’ arte” e  le potenzialità affermate da Rifkin.

Nello stesso anno 2001 entrai quasi casualmente  nel CdA  del nuovo MART di Rovereto e per alcuni anni da consigliere d’amministrazione ho potuto conoscere le problematiche museali verificando la mancanza di managerialità nella gestione della cosa pubblica e l’arretratezza nella valorizzazione dei molti musei che ho visitato su e giù per lo stivale. Una visione ottocentesca della governance museale che è noto a tutti con una classe politica che non ne ha capito né l’importanza della loro valorizzazione né le potenzialità economico-occupazionali per le giovani generazioni.

Capito i meccanismi e constatato l’inesperienza gestionale del pubblico mi son detto: avrò occasione di fare e gestire un Museo con le mie idee imprenditoriali. Così l’occasione mi si è presentata quasi casualmente ed è nato il Museo Nazionale Giuseppe Verdi di Busseto, città natale del grande Compositore. Ne parlerò in seguito.

Da tali esperienze tuttavia né è nata una innovativa idea di start up : FABRICA LUDENS – la tecnologia incontra la cultura.

Una mia società partecipata da FBK – Fondazione Bruno Kessler di Trento che con i suoi 380 ricercatori rappresenta un’ eccellenza europea della Ricerca & Sviluppo del settore ICT,  nel CdA siedono il Cavaliere del Lavoro Mariano Volani come Presidente, l’ing Marco de Nicola come CEO, il Prof Mario Zen di FBK come Vicepresidente e Consigliere, mentre ne completano la governance Marco Volani come Marketing Director e Luca Marangoni in qualità di Product Manager. Un mix di esperienze e visionari.

La “ Mission” è quella di sostituire le vecchie ed obsolete audioguide a bottoni – vecchie di 20 anni – con un’innovativo “ smartguide System” messo a punto nel 2012/2013 che consente a Musei  e  Mostre, Aree Archeologiche, Città d’Arte, Basiliche, Monumenti, Parchi a Tema di innovare il racconto e la fruizione dei percorsi museali con apparecchi “smartguide” multimediali, automatici, wi-fi, plurilingue con le tecnologie avanzate “ allo stato dell’ arte”  e un innovativo “ modello di business”. 

I primi due prodotti-smartguide 7 e smartguide 3.5 – dotate di tutti gli accessori e cuffie audio/video plurilingue sono state immediatamente un successo di mercato con la contrattualizzazione di ben 15 Musei, Basiliche, Parchi a Tema in soli 8 mesi di questo 2014 grazie all’eccellente design e contenuti dei prodotti/servizi offerti al pubblico a 1 o 2 euro contro i 5-6 euro delle vecchie audioguide.

Poiché noi offriamo il sistema completo e funzionante all’ente museale a nostra cura e spese e senza esborsi da parte dello stesso con un contratto di comodato pluriennale (3-5 anni) suddividendo le entrate da noleggio al 50% significa valorizzare meglio il percorso museale, produrre entrate supplementari importanti per il Museo che nulla ha investito e rendere democratico  e più appagante la visita del cliente ( www.fabricaludens.it)

Quindi dopo l’Italia molte richieste ci sono pervenute dall’estero come Russia, Bulgaria, Austria e tanti altri Paesi che affronteremo al più presto.

Quindi anche l’Alto Adige, la Germania, l’Austria e la Svizzera potranno adottare questo innovativo sistema per la valorizzazione dei loro Beni Culturali con i vantaggi sopradetti.”

Lei tra le tante cose ha ideato il Museo Nazionale Giuseppe Verdi. Come le è venuto in mente di farlo e con quali risorse? Gli enti pubblici generalmente non hanno denaro per gli investimenti culturali.

“Da sempre grande appassionato di musica e suonatore da piccolo del clarinetto con la banda del Paese e dopo 10 anni suonatore all’organo della chiesa ho speso il tempo  libero della mia prima giovinezza a scappare di casa per andare all’opera all’Arena di Verona. Verdi, Puccini, Mozart, Bizet, Rossini e Donizzetti mi incantavano con le loro musiche immortali, con le trame ottocentesche delle loro opere ispirate alla grande letteratura ottocentesca, con l’immersione della mente e dello spirito nelle atmosfere romantiche di quei capolavori che hanno forgiato il mio sapere artistico.

Così un bel giorno degli anni 2000 un impresa di Busseto mi chiede un sopralluogo per progettare un nuovo albergo in città. Attirato dall’idea di visitare la città dove è nato Verdi ho aderito all’invito e dopo aver constatato che li l’albergo  non aveva senso per la piccola dimensione della città chiedo all’impresario stesso se  mi porta a visitare il Museo Giuseppe Verdi E lui mi dice, non c’è nessun museo Verdi ma solo la Casa Natale, il Teatro Verdi e Casa Barezzi, suocero del Maestro e suo pigmalione.

Allora dico: portami dal Sindaco che ne voglio parlare!

Il Dott. Luca Laurini – Sindaco mi dice : ” Caro Volani noi non abbiamo i soldi per fare il Museo Giuseppe Verdi  mentre sto facendo il Museo Civico della Città nella cinquecentesca Villa dei Marchesi Pallavicino.

In breve ho convinto il Sindaco Laurini a cedermi la Villa Pallavicino in comodato d’uso gratuito per 50 anni e con i miei amici italiani e stranieri ho ideato, finanziato e realizzato l’allestimento del Museo Nazionale Giuseppe Verdi che, inaugurato il 10 ottobre 2009 ancora oggi presiedo e gestisco con forte spirito imprenditoriale che mi ha consentito di chiudere i bilanci degli ultimi 3 anni con un leggero utile e senza aver ricevuto nessun aiuto dal pubblico.

Un piccolo miracolo di gestione oculata in un panorama italiano dove tutti i musei pubblici sono sempre in rosso.

Il percorso ideato e allestito su un progetto dello scenografo e regista M Pierluigi Pizzi rappresenta le 27 opere di Verdi con le scenografie  “originali” di Casa Ricordi, le atmosfere e  tessuti ottocenteschi con le quadrerie di Francesco Hayez, le musiche immortali del Maestro che creano atmosfere  romantiche per un immersione onirica nei capolavori verdiani. Da Nabucco a Rigoletto, Trovatore, Traviata fino all’Otello, Aida, Forza del destino Falstaff, il museo celebra il genio verdiano e ne valorizza il patrimonio artistico dell’Autore di opere liriche più rappresentate al mondo.  

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 ( www.museogiuseppeverdi.it

Lo completano tutti i servizi aggiuntivi, la stagione, di eventi e concerti  annuali, e il racconto, stanza per stanza ,del critico d’arte Philippe Daverio con le innovative audioguide plurilingue, automatiche, multimediali, con una visione storica dell’epoca, dei fatti e personaggi che hanno influenzato Verdi nella creazione delle proprie opere.

Conservatori, scuole, associazioni e  fan  verdiani di tutto il mondo arrivano dai 5 continenti per immergersi nell’Universo verdiano in un Museo “unico al mondo” che ne celebra l’Uomo, le Opere, il Mito del “Cigno di Busseto”. 

Ironia della sorte: fin dal 2010 ci è stato assegnato un contributo di 200.000 euro dalla Provincia di Parma sull’investimento privato dell’allestimento, con i fondi europei della cultura e  ad oggi 2014 non ci è stato erogato nemmeno un euro! Questo è il pubblico!”

Da imprenditore con tanti anni d’esperienza e grande cultore del bello, cosa consiglierebbe ai giovani intraprendenti in questo periodo di crisi economica?

“Molti giovani laureati e diplomati, conoscendo l’esperienza accumulata in 45 anni di attività imprenditoriale del sottoscritto nei mercati internazionali, mi rivolgono spesso una semplice domanda: “ quale consiglio mi può dare per intraprendere un’attività lavorativa appagante e decorosamente remunerativa per dare un futuro alla mia vita?”

In un mercato del lavoro fatto di incertezze e precarietà del mondo dell’impresa, di rigida ingessatura nel pubblico e di scarsa propensione al coraggio e al sacrificio in molti giovani la risposta non è facile.

Per esperienza vissuta spiego loro che dipende molto dal livello di preparazione scolastica  che si portano dietro, dalla conoscenza “vera”, delle lingue che possiedono, dal coraggio che sanno esprimere poiché il principio è:

“ Le opportunità del mercato globalizzato sono infinite ma per coglierle ci vuole determinazione e senso dell’avventura che a 25 – 30 anni dovrebbe essere il sale della vita.”

Ai giovani sognatori e intraprendenti, a questa nuova generazione di aspiranti managers, professionisti, imprenditori del “secolo cinese” e della globalizzazione dei mercati va insegnato il “ credo” dei conquistatori di tutte le epoche.

I 5 precetti che devono darsi per decidere il loro futuro  sono:

  1. Visione:cioè capire dove va il mondo e cavalcare  i megatrends del futuro  sia nei settori della ricerca, delle start up e dei nuovi “ modelli di business”.
  2. Passione: individuato il settore più consono alla propria preparazione e al proprio talento/vocazione la passione è certamente il motivo che permette di perseguire l’obbiettivo con successo.
  3. Innovazione: di prodotto, di processo, di servizio, di mercato che la conoscenza e le tecnologie digitali di oggi permettono consentendo il superamento dei  vecchi modelli di business. ( killer application)
  4. Formazione: che significa aggiornamento continuo, per tutta la vita lavorativa nel settore prescelto rispetto alla formazione scolastico/ universitaria, che va intesa come base di partenza e non di arrivo.
  5. Internazionalizzazione: delle idee, dei progetti, dei prodotti/servizi da perseguire nell’ immenso mercato globale che nel 3° millennio ha aperto la porta della Cina, dell’ India, dei Paesi dell’ Est, del Medio Oriente, dell’ Africa e dell’ Eurasia quali mercati emergenti. Significa: “ from local to global ” delle attività future.

La vecchia Europa, con la sua cultura, la sua storia millenaria, la qualità della vita può insegnare molto al resto del mondo soprattutto  a quelle nazioni che da poco hanno iniziato uno sviluppo prorompente che coinvolge miliardi di persone nel mondo.

E i giovani, neolaureati e diplomati, rappresentano il fattore-chiave dello sviluppo economico ma soltanto se gran parte di loro troveranno lo spirito del rischio e dell’ avventura che consentono loro di credere nei 5 precetti suddetti come principi saggi e utili a conquistare un futuro di sogni e nuovi orizzonti per le proprie aspirazioni.”

A questi giovani invio l’aforisma che mi sono dato a 18 anni per il mio futuro:

“In ogni uomo la distanza

tra i propri sogni e la realtà

è solo il coraggio”.

Foto d’apertura: Mariano Volani -Presidente, Vincenzo Bernazzoli -Presidente Provincia di Parma e Luca Laurini -Sindaco di Busseto

Giornalista pubblicista, scrittore.
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