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Fmi, bene Job acts, ma pensioni e sanità troppo care

18 Settembre 2014

Fmi, bene Job acts, ma pensioni e sanità troppo care

Il Fondo Monetario Internazionale questo pomeriggio ha affermato che il Prodotto Interno Lordo italiano calerà ancora nel 2014 dello 0,1%, mentre dovrebbe ricrescere nel 2015 (+1,1%), e nel 2016 (+1,3). Nel 2013 la crescita dell’economia italiana è stata negativa, del -1,9 e nel 2012 era -2,4. quest’anno si prevede come detto una risalita del debito pubbico che toccherà quota 136%, per poi scendere progressivamente. Per questi e altri motivi, secondo il Fmi, servono azioni più radicali nella creazione di posti di lavoro. Sempre secondo l’Fmi, alla fine di quest’anno si prevede un tasso di disoccupazione del 12,6%, un record negativo dal dopoguerra ad oggi. In materia di costi dell’economia, L’articolo 4 del Fmi relativo all’Italia ribadisce l’importanza della spending review, ma ricordando come ulteriori risparmi saranno molto difficili senza rivedere l’elevata spesa per le pensioni, e aggiungendo che vi sarebbero più spazi per correggere la spesa sanitaria. Il Fmi promuove l’ambiziosa agenda del Presidente Matteo  Renzi, plaudendo alla proposta sul contratto unico per i lavoratori, ma sostenendo che la pronta attuazione delle riforme è fondamentale per creare lavoro, aumentare la produttività e il potenziale di crescita, e che anzi attuarle simultaneamente sarebbe la soluzione migliore.

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