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Sì a un parco tecnologico light

8 Luglio 2014

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Sì a un parco tecnologico light

 

Un parco tecnologico ragionato, ponderato, intinto nella cautela finanziaria. La giunta provinciale ha dato oggi l’ufficiale semaforo verde al progetto previsto in zona industriale nel quadrato tra le vie Buozzi, Galvani, Di Vittorio e Volta. Si era partiti con l’ente pubblico a mostrare il bicipite con l’intenzione di edificare un centro di attrazione per le aziende innovative, ma buttando uno sguardo nelle casse si è pensato bene di proporsi in una forma più snella. Intanto, chissà come mai, ha perso la denominazione di “polo”.

Il pubblico, dunque, costruirà la sua parte già prevista per Eurac, Fraunhofer, parti di Lub, Casaclima, Tis con un carico di quaranta start up più varie ed eventuali, ma non farà un passo in più con le spalle poco coperte. Tutta l’area prevista per i privati sarà di competenza esclusiva delle aziende, spese di costruzione incluse. “Un’impostazione diversa – specifica il presidente della Provincia Arno Kompatscher che nel mazzo di competenze sventola pure quella dell’assessorato all’innovazione – che può contare su un ampio consenso delle categorie”. Più dettagliato è il direttore di dipartimento Andrea Zeppa: “Si tratta di una svolta importante perché riusciamo a non correre il rischio di costruire per nulla lasciando determinare il reale fabbisogno all’iniziativa privata. E’ una sensibilità nuova che ci permette di evitare indebitamenti”. La spesa prevista, comunque, non si trasforma di colpo in una bazzecola. “In totale siamo intorno ai 70 milioni di euro”. Nella migliore delle ipotesi, tra una decina d’anni, la proporzione dell’insediamento potrebbe vedere l’80% di strutture riferite all’imprenditoria autonoma e il 20% annaffiato dalla mano provinciale. Una composizione che farà suonare qualche campanello pure in Municipio. “Se questi saranno i numeri ci saranno molti lavoratori che si concentreranno in quella zona. Il ruolo del Comune, a quel punto, potrebbe diventare determinante in chiave di mobilità”.

Stilate, intanto, alcune appropriate linee guide per mettere ordine nell’ingarbugliato percorso che porterà alla costituzione di questo curioso centro di innovazione. “Pretendiamo un carico burocratico limitato – continua Kompatscher – e un’attenzione particolare allo sviluppo dei laboratori con confronto continuo con il mondo economico. Il parco, poi offrirà servizi accessibili anche da aziende esterne e una particolare attenzione sarà posta alle tecnologie alimentari con accordi tra Laimburg e la Lub”. Tra le interessate spuntano i nomi di Senfter per i salumi e Maccaferri per ingegneria di vario livello.

Inizio dei lavori fissato già per quest’anno, anche se la bonifica di alcune aree, per la verità, è già cominciata da tempo. Dall’insediamento dei primi enti si comincerà fare sul serio per il primo parco che non avrà nemmeno un albero. Curioso paradosso.

 

Alan Conti

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