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“Sanità, ottimizzare i servizi per razionalizzare i costi”

3 Luglio 2014

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“Sanità, ottimizzare i servizi per razionalizzare i costi”

“Ottimizzare i servizi per razionalizzare i costi, in altre parole riorganizzare”. È questa l’esigenza numero uno della sanità altoatesina, secondo la Cgil/Agb, alla luce del bilancio illustrato di recente dall’Azienda sanitaria. “Il sistema sanitario locale regge e la spesa medica in rapporto al PIL si colloca nella media nazionale e ben al di sotto di quelle sostenute dai vicini paesi europei – sottolinea il segretario generale Alfred Ebner – ma non mancano i punti di criticità: balza all’attenzione il numero esagerato di accessi al pronto soccorso, indicativo evidentemente della confluenza di utenti ben al di la di quelle che sono le sue finalità per la medicina d’urgenza. Così come non può passare inosservato il numero delle prestazioni ambulatoriali nelle strutture ospedaliere, causa del dibattuto e annoso problema delle lunghe liste d’attesa”. Il segretario generale fornisce un quadro della società altoatesina che sta progressivamente invecchiando, con conseguente aumento delle patologie croniche e invalidanti: “Siamo convinti che una soluzione concreta sia rappresentata dalla valorizzazione della medicina di base, potenziandola sul territorio in un’ottica, oltre che di assistenza, anche di prevenzione delle malattie, rafforzando il sistema sanitario pubblico. Sono aspetti che non possono essere sottovalutati o banalizzati, perché nessuna assicurazione privata assumerebbe in carico soggetti malati in forma cronica o persone anziane, se non a costi proibitivi. Ora spetta alla politica avviare il percorso di cambiamento”. Cristina Masera, segretaria provinciale della Funzione pubblica chiede un maggiore coinvolgimento delle parte sociali: “È necessario fare funzionare i gruppi di lavoro che sono stati insediati ad hoc”. Il riferimento della segretaria è anche alla Commissione per il riordino clinico: “I risultati  economici, in termini di risparmio, non devono diventare la priorità: è necessario ragionare sulla qualità dei servizi da erogare. Ad oggi, ad esempio, nessuno ha interpellato la commissione per il riordino clinico che avrebbe le professionalità e le competenze per dare un contributo di spessore”.

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