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Fondo straordinario per l’editoria

27 Giugno 2014

Fondo straordinario per l’editoria

“Siamo di fronte a un provvedimento che definirei innovativo. Abbiamo puntato innanzitutto al sostegno della nuova occupazione, passaggio fondamentale per dare nuova energia a un settore oggettivamente in crisi”. Con queste parole il sottosegretario Luca Lotti commenta la firma del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che istituisce un Fondo straordinario per gli interventi a sostegno dell’editoria che ammonta a 120 milioni di euro per il triennio 2014-2016. Il decreto disciplina i criteri di erogazione per i circa 45 milioni previsti per l’anno in corso, destinate a incentivi agli investimenti in innovazione tecnologia e digitale, incentivi all’assunzione di giornalisti, misure di sostegno ai programmi di ristrutturazione aziendale che prevedano una revisione dell’organico con il ricorso ai prepensionamenti, parziale finanziamento degli ammortizzatori sociali.
“Con il decreto”, continua Lotti, “si prevedono sgravi fiscali al 100% per 36 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato, al 50% per le assunzioni a tempo determinato e ulteriori incentivi per la trasformazione del tempo determinato in indeterminato che a quel punto avrà sgravi retroattivi. Si prevede anche l’obbligo di trasformare il 20% dei contratti a tempo determinato in indeterminato, pena lo stop all’erogazione dei contributi”.

Inoltre è stata inserita una norma che obbliga ad avere almeno una assunzione a tempo indeterminato ogni tre prepensionamenti. E ancora un’altra norma che impedisce a chi va in prepensionamento di avere in seguito un rapporto di lavoro dipendente o autonomo con l’azienda che ha ricevuto il contributo del Fondo.

Il Sottosegretario ha inoltre spiegato che “una parte minima del Fondo viene destinata agli ammortizzatori sociali, a condizione che vi sia un intervento almeno di pari ammontare da parte delle imprese editoriali”.

Altro provvedimento importante, che Lotti sottolinea con orgoglio, è “la nostra attenzione per i giovani, in particolare per chi ha meno garanzie: nei giorni scorsi abbiamo firmato un accordo per garantire a Roma una stanza con wi-fi gratuito per i freelance e i collaboratori precari. E sempre nei giorni scorsi la commissione sull’Equo Compenso ha raggiunto un accordo che garantirà di fatto un compenso minimo garantito che fino ad ora non c’era: purtroppo, come ha spesso denunciato l’Ordine dei giornalisti, oggi ci sono alcune aziende editoriali che pagano tre o quattro euro per un articolo, mentre con questo accordo un pezzo di 1600 battute dovrà essere pagato 20,8 euro”.

Un primo passo significativo, che dovrebbe diventare un punto di partenza per una vera rivoluzione nel giornalismo.

 

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