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Decreto su semplificazione e catasto, continua la corsa

25 Giugno 2014

Decreto su semplificazione e catasto, continua la corsa

Procede l’iter della delega fiscale, che al passaggio dei primi due decreti legislativi (semplificazione 1 e catasto, presentati nei giorni scorsi) è stata sottoposta a una prima verifica del mondo delle imprese ieri a Roma, alla tavola rotonda organizzata da Confartigianato in collaborazione con il Sole 24 Ore e trasmessa in streaming dalle 10 alle 12.30

Il vice ministro dell’Economia, Luigi Casero, sollecitato dal direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato imprese, ha spiegato che la delega ha tre pilastri: ridurre la pressione fiscale, semplificare gli adempimenti e arrivare alla certezza del diritto. “Il primo degli interventi sul catasto – ha detto Casero – è già fatto e così quello sulla semplificazione. Ma ne arriverà un secondo entro luglio, dove troveranno poso le disposizioni sulla forfetizzazione del reddito per alcune categorie, soprattutto, il passaggio dal criterio dei costi-ricavi a quello di cassa delle entrate-uscite”.

E sulla questione che preoccupa molto il mondo dei Caaf e dei sostituti d’imposta, cioè la sanzione di 100 euro per ogni Cud errato, legata alla precompilazione della dichiarazione da parte del fisco, ha voluto rassicurare sul fatto che il decreto semplificazione 1 è appena arrivato all’esame del Parlamento, e lo spirito del Governo è quello di procedere come si è fatto con la legge delega 23, cioè di cercare una condivisione il più ampia possibile. La vera platea dei potenziali interessati dalla dichiarazione precompilata, ha detto Casero, è di 20 milioni di contribuenti, considerando che molti dipendenti e pensionati non lo presentano o passano direttamente a Unico.

Giorgio Merletti, presidente di Confartigianato Imprese, ha parlato tuttavia di “concorrenza sleale”, richiamando la differenza tra l’imposizione fiscale sulle imprese in Italia e nel Regno Unito, dove si aggira sul 5 per cento; Casero ha ribadito l’impegno, nel semestre italiano di presidenza europea, a chiedere una convergenza delle politiche fiscali dei vari Paesi.

 

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