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Jansen, pioniere dell’espressionismo urbano, a Bolzano

30 Maggio 2014

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Jansen, pioniere dell’espressionismo urbano, a Bolzano

Marcus Jansenartista statunitense, è pioniere indiscusso della pittura espressionista urbana: ex soldato della Guerra del Golfo,  nelle sue tele dense di personaggi  sono ravvisabili tracce  emblematiche  di vissuto autobiografico.  Nato a New York nel 1968, da madre caraibica e padre tedesco è vissuto in Germania  per  alcuni anni. Vive e lavora tra New York e Miami. (Nella foto il suo studio)

Nella  esposizione di Bolzano a cura della sottoscritta Anna  Bonanni,  presso  l’Angolo  del notaio Umberto Russo, in collaborazione con la galleria  Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter di Milano, opere  di vari  formati e periodi, compresi  lavori recenti.

Tele con intrecci di nervature sottili, frammiste ad ampie campiture dai rimandi onirici, popolano il mondo artistico jenseniano, ma laddove i contenuti allegorici o l’inquietudine si fanno più espliciti, ecco la pennellata rendere l’atmosfera meno fosca e aperta. In questo variegato humus dalla narrazione fluida, un filo rosso lega   la realtà urbana cui Marcus Jansen, in prevalenza attinge  e le sue emozioni.

L’artista, declina il codice spazio-tempo  con  pennellate energiche, sospese tra grafismi  e paesaggi fatiscenti.  Scenari desolanti, scorci post-industriali, intrisi di latente  cupezza quanto di fascinazione, sono cifra   della sua prossimità esistenziale con  lo spettatore. Altresì, elementi  di carattere simbolico  si manifestano con creature sembianti: tra cui corvi, clown, maiali volanti e altro in sospensione tra reminiscenze e proiezioni.

La narrazione pittorica nel suo complesso,  pur attingendo a soggetti simbolici  è sovente  rielaborata  in forme archetipe: dai giocattoli ai cieli alieni come in The Visitors, che ne punteggiano la texture sino al contrappunto onirico della progressiva rarefazione  cromatica.

Nel grande olio, smalto e tecnica mista Imminent Threat seppure rielaborato il ricordo è vivo, partecipante, per converso, la calibratura del colore tende a sfumare la drammaticità dell’azione bellica. Non a caso, al margine della tela un pallone rosa,  ne tempera anch’esso la dura realtà evocativa.

La pittura di Jansen, è  priva di schemi o schizzi preparatori e in quanto tale, ci partecipa di un flusso creativo costantemente aggiornato, potenzialmente attento alla realtà che lo circonda, da cui gli spunti concettuali per le sue opere  fatalmente suggestive.

In fondo, il suo procedere nel tempo  germina dall’idea che l’ha determinato  sia esso passato o presente purché sia qualcosa da trasmettere hic et nunc con impellenza.  Dunque è l’atto artistico-concettuale, che si interpone  alla rapidità eccessiva di una epoca, affinché l’oblio non prevalga nel susseguirsi degli accadimenti.

Espressione e contenuto sono una costante delle opere di Jansen, ricercatore delle verità recondite, dei segni rivelatori inseriti ad hoc in una narrazione estetica  ove  scenografie abitate  da sottesa malinconia ci svelano vissuti remoti, surreali, quanto immanenti  nella percezione  sensoriale.

Dunque, ancora atmosfere  strutturalmente composite eseguite con varie tecniche e materiali, oltre agli olii e smalti , stencil, giornali, legni; ne testimoniano  le affinità con la pop art e con l’astrattismo espressionista, declinati con nuova poetica.

Egli, è ritenuto uno dei pittori più innovativi della seconda metà del Novecento. Definito: “il padre del moderno espressionismo urbano”, da Jerome A. Donson, suo scopritore e mentore, il quale, ha lavorato  con i mostri sacri dell’arte contemporanea  come Jackson Pollock, Robert  Rauschenberg,  Franz Kline e William de Kooning,   negli anni in cui era responsabile delle mostre itineranti per il MOMA di New York. Tra i riconoscimenti più prestigiosi: il premio come il miglior artista USA nel 2011, oltre alla collaborazione con Absolut  Vodka. Suoi  lavori sono presenti, tra gli altri, al Museo di Arte Moderna di Mosca (MMOMA), presso il Museo Nazionale di Belle Arti di Taiwan e alla Smithsonian Institution di Washington.

Va sottolineata, la particolarità della mostra Jansen, che seppure  atipica rispetto ai canonici spazi espositivi di un artista museale quale egli è, ha identica valenza artistica per compiutezza e integrità espositiva. Il cui valore aggiunto, peraltro, è dato dalla disponibilità dello spazio privato  di via Fago, 30 (Bolzano)  ideato dal notaio Umberto Russo per Arte in Casa, creatore di questa inedita formula a supporto dell’Arte. Il vernissage si terrà appunto in quella sede l’11 giugno 2014 alle ore 19,00. La mostra si concluderà il 30 giugno.

One Comment
  1. Bruno L.Romani

    Sicuramente è originale Marcus Jansen, l'articolo descrive con chiarezza il suo modo di fare pittura.

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