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OBIETTIVI URGENTI IN MATERIA URBANISTICA PER IL COMUNE DI BOLZANO

15 Aprile 2014

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OBIETTIVI URGENTI IN MATERIA URBANISTICA PER IL COMUNE DI BOLZANO

L’Assessore Pasquali ha presentato alcune proposte di modifica alla Legge Urbanistica Provinciale

“Il Comune di Bolzano, attraverso l’ Assessorato all’ Urbanistica ha da tempo attivato un processo propositivo di forte collegamento con il Legislatore provinciale, che tenendo conto della specialità della città capoluogo rispetto al resto del territorio della provincia, è orientato ad introdurre un approccio innovativo in molti aspetti della vigente regolamentazione urbanistica”. Ha esordito così stamane l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Bolzano Maria Chiara Pasquali nel corso di una conferenza stampa in municipio convocata per illustrare alcune proposte di modifica della Legge Urbanistica provinciale.

“Oggi la città di Bolzano – ha detto l’Assessore Pasquali- è soggetta a tre importanti questioni: l’ impossibilità normativa ad intervenire per ovviare al gravoso impatto che hanno sul paesaggio le costruzioni non finite o bloccate per anni e che versano anche in cattivo stato di manutenzione; l’ applicazione di una normativa in regime sanzionatorio per presunti abusi edilizi derivanti da difformità negli atti amministrativi anche risalenti ad alcuni decenni fa e la difficoltà a promuovere uno degli assunti fondamentali dell’ urbanistica contemporanea nei centri urbani densamente edificati che recita: “Costruire sul costruito uguale risparmio di suolo”, laddove la normativa specifica delle zone di completamento ne impedisce di fatto la trasformazione”.

L’ Assessorato all’ Urbanistica del Comune capoluogo auspica quindi l’istituzione di un tavolo tecnico Comune/Provincia che dia seguito alla revisione completa della Legge Urbanistica, introducendo un capitolo ad hoc per la città di Bolzano.

“Noi intendiamo proporre alcune soluzioni ai temi posti.   Per l’art 72 comma 7/bis  proponiamo che  “qualora, dopo il rilascio di una nuova concessione edilizia ai sensi del comma 7 dell’art. 72 i lavori non siano stati ultimati per la parte riguardante l’involucro esterno comprensivo di serramenti, intonacatura, copertura e balconi e sistemazioni esterne, la concessione edilizia sia da intendersi decaduta”. All’ art 88 comma 3: “In caso di decadenza della concessione edilizia, per cause ascrivibili alla fattispecie di cui al comma 7/bis dell’art. 72, il Sindaco applica alle costruzioni realizzate o per parti di esse una sanzione pecuniaria a partire dalla diffida del Comune per ogni mese o frazione dello stesso nella misura dello 0,5% del costo di costruzione di cui all’art. 73 della Legge Urbanistica Provinciale 13/97.  Il Consiglio Comunale valuta le seguenti due ipotesi:
a) la demolizione delle opere costruite a cura e spese dell’interessato, nel caso in cui entro 1 anno dal provvedimento sanzionatorio di cui sopra non vengano completate le opere ai sensi dell’art. 72 comma 7/bis. In caso di inottemperanza provvederà d’ufficio l ‘amministrazione comunale.
b) l interesse pubblico a mantenere le opere non terminate per portarle a conclusione. Nel caso il consiglio comunale provvede ad approvare la variante urbanistica destinando l area ad opere di interesse pubblico. Al privato proprietario viene corrisposta un’ indennità determinata ai sensi del comma 4 dell’ art 16 della LUP. Le presenti norme valgono anche per le concessioni edilizie valide alla data di entrata in vigore della presente norma e per quelle scadute con opere non terminate da più di dieci anni”.

Altra proposta di modifica della Legge Urbanistica mira a risolvere tutti quegli “abusi” edilizi che di fatto tali non sono, in quanto 35 anni fa e oltre la prassi per le procedure delle concessioni edilizie, delle licenze d’uso e degli accatastamenti era molto diversa rispetto ad oggi. Molti cittadini infatti che in quegli anni avevano ottenuto una regolare licenza d’uso o accatastamento, nonostante il progetto concessionato fosse diverso da quello realmente realizzato, si trovano oggi, nel momento in cui vogliono per esempio, intervenire sul loro appartamento, o venderlo, a dover produrre un progetto in sanatoria pagando notevoli sanzioni (minimo 1.000 Euro). Altro tema è quello relativo alle parziali difformità,  (art.86 bis)  quelle inferiori al 2% rispetto al progetto approvato. La proposta è di escludere per queste fattispecie le sanzioni previste. Si tratta di una semplificazione sia per gli uffici che per i richiedenti e un giusto rispetto nei confronti dei quei cittadini che si sono sempre mossi  cercando di rispettare le regole”.

Infine un ulteriore proposta di modifica della normativa urbanistica mira a favorire la possibilità che nei centri urbani densamente edificati si possa effettivamente “costruire sul costruito”  soprattutto laddove la normativa specifica relativa alle  zone di completamento ne impedisce la trasformazione.

Oltre all’Assessore Pasquali, in conferenza stampa sono intervenuti i dirigenti e funzionari dell’Assessorato Stefano Rebecchi, Fulvio Rizzolo e Franco Barducci.

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