Editoriali Italia

Il Governo fa cassa sulla Rai, ma nel sud Italia non si paga il canone

27 Aprile 2014

Il Governo fa cassa sulla Rai, ma nel sud Italia non si paga il canone

Come si è recentemente saputo, e riportato, il Governo per fare cassa vuole mettere le mani anche nelle tasche della Rai dalla quale pretende 150 milioni di Euro. Nulla di scandaloso visto che il direttore Gubitosi si gloria a destra e a manca di avere il bilancio in attivo, nessun miracolo però visto che ha tagliato le produzioni riempiendo i palinsesti di programmi acquistati all’estero (in particolare in Germania e negli Usa) e per giunta replicandoli. A questo punto tuttavia credo sia necessario offrire un suggerimento a Gubitosi e a Renzi: non sarebbe il caso di far pagare il canone anche nel sud Italia a tutti coloro che hanno un televisore, l’evasione e´sotto gli occhi come ciascuno può constatare di persona. Non ci vorrebbe una complessa indagine: basterebbe controllare quante sono le antenne sui tetti e raffrontarle a quanti pagano il canone. Ma tutti se ne guardano bene: perché avere problemi? Non e’ meglio far finta di nulla? Non si sa mai che l’evasore sia amico di “uno che conta” il quale probabilmente non gradirebbe un simile sgarbo. 
La stessa cosa, cioè evitare di essere troppo curiosi negli affari degli altri, sta accadendo in Calabria ove l’ineffabile ministro Alfano ha mandato un rinforzo di rappresentanti dell’ordine per “controllare il territorio e contrastare possibili infiltrazioni mafiose”. Una uscita propagandistica, quando tutti sanno chi sono i mafiosi e dove operano. Per fare un esempio: non e’ certo un mistero il fatto che i gestori delle strutture turistiche che gravitano attorno a Capo Rizzuto, ogni anno ad inizio stagione sono costretti ad assumere come personale coloro che vengono indicati dalla ‘ndrangheta e che sono costretti, sotto la minaccia di un incendio “spontaneo” che distrugga tutte le strutture, ad acquistare il pane da quel determinato forno, la frutta e la verdura da quel determinato negoziante, gli alimentari dall’altro e così via. 
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