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HCB ALZA I PREZZI, LA RABBIA DEI TIFOSI

9 Aprile 2014

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HCB ALZA I PREZZI, LA RABBIA DEI TIFOSI

L’hockey a Bolzano è da sempre sport di popolo: nato e alimentato in buona parte dalla città popolare, dalle sue famiglie, dai papà con i bambini. Questa splendida cavalcata in Ebel ha restituito questa piena dimensione a uno sport molto amato con un affetto sopito che aspettava solo di essere mosso sotto la brace. La serie finale contro i Red Bull Salisburgo rappresenta l’apice assoluto e gara 2 ha registrato un sold out al Palaonda con 7.200 persone come solo i tifosi di lungo corso ricordano contro le corazzate Varese o Milano. Ebbene l’evolversi sportivo ha portato gara 4 ad essere ancora un gradino sopra per importanza (sarà comunque l’ultima) così la società Hockey Club Bolzano ha pensato bene di prendere la penna e ritoccare i prezzi d’ingresso. Non ieri, quando alle 21.30 già si sapeva la sorte dei Foxes, ma oggi nelle ore di apertura del botteghino per la prevendita. Le curve, ovviamente asticella minima, passano da 20 a 25 euro per gli adulti, da 10 a 15 per i bambini, i settori centrali intermedi da 25 a 35 e i settori A/C (non centrali) e da 30 a 45: rincari anche del 25%. Un’operazione, sia chiaro, piuttosto comune per le società sportive così come altrettanto comune è l’arrabbiatura dei tifosi. Per dire: qualche mese fa anche gli ultras della Juventus contestarono vivacemente un’operazione simile pur contando sullo stadio, forse, più bello d’Italia e una squadra soddisfacente. Normale, dunque, che la rabbia si sia riversata in fretta sul web con destinatario il patron dell’Hcb Dieter Knoll che da buon amministratore delegato ragiona prima con la banconota e poi con la pancia dell’emozione. Un paio di differenze rispetto ad altre realtà, però, ci sono: prima di tutto qui siamo di fronte a un tifo che sta conoscendo un risorgimento e in secondo luogo si tratta di una piccola mazzata che colpisce pure chi la squadra l’ha seguita dall’inizio e, forse, meriterebbe una carezza. Un papà con due bambini venerdì sera deve scucire minimo 55 euro, se viene anche mamma perché curiosa 85. Troppo.

Entrando nel dettaglio delle reazioni da tifosi in molti maledicono le scelte societarie, ma ammettono un certo piacere nel colpire comunque i fan occasionali, i bolzanini portati al Palaonda più dalla moda che dall’amore. Normale per un fedelissimo che si è sciroppato chilometri di trasferta e che cantava in curva pure quando si piallava il Pontebba in partite incerte come il referendum in Crimea. Una società, però, dovrebbe porsi anche l’obiettivo di fidelizzare questo “avventore occasionale” perché comunque è un numero che può sempre tornare utile, spendibile nel campo del brand e del marketing. Non è affatto detto che puntare tutto sull’incasso secco sia comunque l’investimento più redditizio. Probabilmente il Palaonda sarà pieno in ogni caso perché lo meritano i ragazzi, ma altrettanto probabilmente qualcuno deciderà di non sfruttare la prima occasione. Tifosi si nasce ma, fuori di romanticismo, in alcuni sport minori lo si diventa pure sfruttando una scoperta anche casuale. Forse si poteva ottenere uguale incasso proponendo un prezzo non rincarato e un balzello facoltativo da 5 euro da proporre come simbolico ringraziamento allo splendido campionato. Lo avrebbero pagato quasi tutti senza particolari mugugni salvando anche la forma. Si potevano, forse, trovare altre idee ma questa creatività è dote rara per chi guarda prima alla moneta e poi al cuore.

Alan Conti

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