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SLITTINO, METTERE IN SICUREZZA LE PISTE

2 Marzo 2014

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SLITTINO, METTERE IN SICUREZZA LE PISTE

“A due anni esatti dalla morte di mio figlio Romano scrivo a Lei per sollecitare una regolamentazione provinciale relativa alla sicurezza delle piste di slittino che attualmente è lasciata al buon senso dei gestori.” Inizia così la missiva di Claudio Campiti, padre del ragazzo morto l’anno scorso su una pista per slittini a Sesto Pusteria, la lettera è indirizzata al Presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher, e prosegue “Mio figlio Romano di 14 anni è morto sulla Croda Rossa di slittino, larga pochissimi metri e con alberi di alto fusto non protetti, praticamente a bordo pista. Proprio – schiantandosi – su uno di essi mio figlio ha perso la vita e credo che queste poche righe possano bastare, se Lei è sensibile alla gravità del problema, per intervenire in merito”.

Quello che ci auguriamo tutti è che il Landeshauptmann ascolti l’appello di questo padre, svuotato dal dolore per la perdita del giovanissimo figlio, e che intervenga quanto prima per mettere in sicurezza le piste presenti sulle montagne altoatesine, affinché non si ripetano più tragedie simili.

One Comment
  1. Rossella Campiti

    Il 4 luglio 2014 a Bolzano si apre la fase dibattimentale con l'escussione dei primi testimoni . Alla sbarra la società Dolomiti di Sesto - Sextner Dolomiten Spa , presieduta da Senfter, re dello speck e grande amico di Durnwalder,gestrice delle pericolosissime , non a norma piste da slittino e Talamini Alessio , maestro di sci FIS e dell'Ordine dei Maestri di Sci del Veneto , complici della morte di Romano Campiti.

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