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RIFARE L’ITALIA: “LA SINISTRA DEVE TORNARE A PARLARE DI LAVORO E SVILUPPO”

29 Marzo 2014

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RIFARE L’ITALIA: “LA SINISTRA DEVE TORNARE A PARLARE DI LAVORO E SVILUPPO”

Per rifare l’Italia bisogna uscire dalla crisi e per uscire dalla crisi la sinistra deve tornare ad avere posizioni chiare e precise su lavoro e sviluppo per ricostruire il Paese e farlo uscire dalla crisi. Questo in estrema sintesi il pensiero dell’onorevole Matteo Orfini, che ieri ha presentato a Bolzano “Rifare l’Italia”, l’area politico-culturale del Partito Democratico, e la rivista bimestrale “Left Wind” ad essa collegata.

In conferenza stampa, presenti Vanda Carbone, Chiara Pasquali, Cornelia Brugger e Mauro De Pascalis, il parlamentare romano ha sottolineato come “con l’associazione e la rivista, si voglia dare un contributo all’azione del governo Renzi su temi quali lo sviluppo, il lavoro, l’industria e le privatizzazioni”.

Assolutamente contrario Orfini all’idea che le privatizzazioni potrebbero sanare il debito pubblico perché questo provvedimento significa far perdere qualità dei servizi”oltre ad essere una goccia che non risolverebbe affatto il problema.

Per Orfini, infatti, “il problema delle imprese non è solo l’alta tassazione e il costo del lavoro, come sostiene il presidente della Confindustria Squinzi e per i quali Renzi ha messo in campo dei buoni provvedimenti, ma la mancanza di commesse che, con l’aumentare dei consumi, vedrebbero un rialzo”.

Il leader di “Rifare l’Italia” ha detto, poi, che “lo Stato debba recuperare il suo ruolo di propulsore dell’innovazione con in vestimenti ad hoc. I Paesi che hanno retto meglio la crisi – ha proseguito – sono quelli che non hanno rinunciato al ruolo di investitori in questo settore”.

Orfini ha lodato il governo “per i buoni provvedimenti messi in campo in materia di investimenti per l’edilizia e per il recupero idrogeologico”, ma ha criticato “il piano sul lavoro, presentato con decreto dal ministro Poletti.

Interessante la sua posizione sull’apprendistato per il quale, ha detto, serve l’obbligo della formazione.

Infine, il parlamentare romano, in merito all’incontro sulla formazione professionale previsto per settembre a Bolzano tra la cancelliera Merkel e il premier Renzi, ha detto che “il modello altoatesino, pur essendo molto interessante, non può essere esportato in tutta Italia, per le complessità presenti nel nostro Paese. Ma – ha aggiunto parlando di Europa – la discussione tra i due leader a settembre dovrà fare i conti con i risultati delle elezioni europee, che di certo vedranno l’avanzata delle forze antieuropeiste. L’Europa dovrà prendere coscienza che al centro della discussione non dovranno esserci più i conti in ordine, ma la disoccupazione, che ha portato molti cittadini ad non amare più l’Europa”.

 

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