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RADIOGRAFIA DEI TORI

31 Marzo 2014

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RADIOGRAFIA DEI TORI

La Ebel del Bolzano è come quei videogiochi dove all’ultimo livello trovi il mostro. Ebbene, eccolo all’orizzonte che si staglia il profilo brutto dei Red Bull Salisburgo, pecora nera della splendente stagione in Ebel dei Foxes. D’altronde non sarebbe una finale altrimenti. Proviamo, però, ad analizzare più nel dettaglio questa squadra che ospiterà i biancorossi nella sua Eisarena da 3.200 posti ma che aspetteremo anche al Palaonda verosimilmente più gremito. I precedenti, come detto, dicono male al Bolzano capace di vincere solo alla prima sfida in casa con un sofferto  4-3 e a Salisburgo, più di recente, con un ottimo 3-2 salvo poi soccombere in tutti gli altri incroci. Al Palaonda tori rossi corsari per 2-3 e 1-3 e poi implacabili in altre due occasioni casalinghe per 3-1 e 5-2. Non sarà facile, dunque, per i ragazzi di Tom Pokel, ma ci sono altri numeri che possono incoraggiare.

Il power play dei biancorossi, per dire, seppur di pochissimo è superiore a quello degli austriaci con una percentuale di realizzazione del 19,92% contro 19,86%. Il penalty killing, però, arride al Salisburgo che “uccide” l’82,51% di penalità contro il 79,92% dei Foxes. Ragionando sui singoli i pericoli maggiori sembrano essere nascosti nelle stecche di Garrett Roe e Thomas Raffl. Il primo è quello che ha racimolato più punti, 54, mentre il secondo, forse il più noto giocatore dei Red Bull, è il top scorer con 25 segnature. Come dimenticare, però, gente come Domynique Heinrich che da autentico talismano ha un plus/minus (il rapporto tra gol fatti e subiti mentre un giocatore è presente sul ghiaccio) di 32 oppure Andrea Kristler  che ogni volta che vede il Bolzano sembra abbia un drappo rosso davanti agli occhi con i suoi 6 punti nei testa a testa. Non a caso la top three della classifica a punti di Salisburgo viene completata proprio da Raffl (50) e Meckler (48), con Mark Cullen quarto a 41. Nel plus/minus, invece, Red Bull domina direttamente la classifica generale con ben 6 giocatori nei primi 10: a far compagnia a Heinrich, infatti, ci sono Roe (30), Brian Fahey (29), Meckler (28), Michael Boivin (26) e Raffl (25). In soldoni significa che questa squadra segna moltissimo e subisce poco. A proposito di subire ecco che il goalie sloveno Luka Gracnar para con uno 0,918% che è, curiosamente, la stessa percentuale di Jean Philippe Lamoureux, il portiere del Villach appena battuto. Il nostro Jaroslav Hübl si ferma un poco sotto: 0,915%. Il backup austriaco, Bernd Brücker, non vale il titolare con 0,909%. Occhio, comunque, quando il puck è sulla stecca di Meckler, Raffl e Fahey: gente che tira senza pensarci due volte considerando i rispettivi 206, 171 e 168 shots. Roe, invece, è anche sovrano dell’assist con 36 davanti all’onnipresente Meckler (29) e Troy Milam (27), mentre il più cattivo è Fahey con 77 minuti di penalità seguito da Andrea Kristler (63) e Raffl (56). Se c’è maliziosamente da far innervosire qualcuno, dunque, questi sono i nomi.

Il Bolzano, in conclusione, parte chiaramente da sfavorito, ma questo lo si sapeva e, per dirla tutta, è un mantra che ha accompagnato tutta la stagione. Vedendo come è andata tanto vale ripetere quello che alcuni cronisti austriaci precipitosi pronunciavano a Villach: “Per Salisburgo sarà una passeggiata”.

Alan Conti

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