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LO SVILUPPO ECONOMICO HA MUTATO LE REGOLE

17 Marzo 2014

LO SVILUPPO ECONOMICO HA MUTATO LE REGOLE

E’ ormai da lungo tempo che giornali, radio, televisioni varie si occupano della crescente schiera di disoccupati, di posti di lavoro persi e della conseguente necessità di crearne di nuovi, ma a fronte delle denunce di questi problemi, le ipotesi avanzate per risolverli sono state ben poche e di scarsa o nessuna rilevanza. A questo punto, vi confesso, che mi è venuto un dubbio per il quale chiedo il Vostro parere: stiamo forse attraversando un travagliato periodo di transizione verso una nuova epoca come avvenne con il passaggio da quella medievale a quella rinascimentale, dall’era dei cavalli alle macchine a vapore poi a quelle elettriche e infine del motore a scoppio?

Vorrei ricordare che ben pochi al momento dei mutamenti epocali sembravano rendersene conto e a volte anzi si opposero. Credo che pochi, anche oggi, siano consapevoli che, probabilmente, ci troviamo nel mezzo di un cambiamento epocale, con una differenza: se l’accelerazione verso il “nuovo” è andata sempre più veloce nelle varie “ere”, ora sta assumendo delle velocità supersoniche.

Se questa ipotesi fosse esatta, si dovrebbe avere il coraggio di prendere coscienza di una nuova realtà che non segue più i vecchi schemi ai quali eravamo abituati: ad esempio che non si può inseguire all’infinito il mito secondo cui il prodotto interno lordo debba essere in continua espansione; che le risorse non sono infinite; che non potremo avere sempre più disponibilità di beni e ricchezza; che nuovi popoli si stanno confusamente affacciando al nostro continente reclamando pari benessere e che nulla fermerà la loro avanzata; che le regole del mondo del lavoro, come le abbiamo concepite sino ad ora, non varranno più in un futuro ormai presente; che i sindacati dovranno prendere atto che l’arma dello sciopero èormai obsoleta; che vinceranno coloro che riusciranno ad “inventarsi” delle forme di lavoro diverse da quelle tradizionali.

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