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LE PREBENDE D’ORO E LA SOCIETA’ ALTOATESINA

11 Marzo 2014

LE PREBENDE D’ORO E LA SOCIETA’ ALTOATESINA

Nel nostro paese si dibatte ancora sulla caduta di legalità e sulla crisi di legittimità quali cause che logorano la democrazia e le pubbliche istituzioni.

E’ una realtà che rattrista e delude: sembrava lontana dai nostri luoghi e riferita “all’altra Italia” a quella fuori dalla nostra Provincia. Oggi non è così

Tralascio i problemi nazionali per testimoniare che nella nostra “isola felice” esiste un clima che a dir poco è avvelenato: grande scalpore continua a suscitare la vicenda delle ” indecenti prebende d’oro” assegnate ai nostri locali amministratori pubblici.

Se ne discute “coram populo” con giusta riprovazione: è un esempio d’immoralità legale e d’ingiusta l’arricchimento che imporrà a tutti di regolare meglio la locale vita pubblica e la selezione della classe politica.

Non c’è stato reato vero e proprio, ma c’è qualcosa di peggio: un’autorità pubblica ha tratto vantaggio economico da una situazione nella quale si era trovata grazie proprio al suo ruolo pubblico.

Il denaro pubblico è stato indebitamente utilizzato e l’arricchimento – formalmente legale ma moralmente illegittimo – è ingiustificato: serve l’immediata, diretta e formale richiesta di restituzione per il maltolto e di risarcimento del danno subito anche d’immagine.

Non credo che le attuali regole non siano sufficienti: esiste il diritto-obbligo a una buona amministrazione sancito dalla Carta Europea come anche il principio costituzionale del buon andamento e altre norme ancora… fino alla condanna dell’arricchimento ingiustificato.

E i controlli formali? A seguito della riforma costituzionale del 2001 il legislatore ha ulteriormente disciplinato l’esercizio del controllo della Corte dei conti anche nei riguardi di ogni assemblea elettiva …”volto – tale controllo –  a garantire che ogni settore  risponda effettivamente al modello ideale tracciato dall’art. 97 della Costituzione ,ossia quello di un apparato pubblico realmente operante sulla base dei principi di legalità, imparzialità ed efficienza.

A parte i giudizi etici, l’aspetto principale del fattaccio ossia se il presunto beneficio delle pensioni d’oro (terribile se si pensa a quanti cittadini soffrono per ragioni economiche e quanti hanno perso la vita suicidandosi) sia l’effetto non di formale abuso quanto di  atto di natura culturale. Mi spiego.

L’azione locale non aggiunge niente di nuovo nel senso che i modi, magari le forme e i protagonisti sono analoghi a quelli conosciuti (purtroppo) in altre parti del nostro territorio nazionale.

Il “nuovo” è invece il luogo in cui ciò è avvenuto: se è indubitabile che nella Provincia Altoatesina – ritenuta nella sua supremazia istituzionale centro propulsore politico ed economico dell’intero Alto Adige – si realizzano degenerazioni – allora il potere politico locale dovrà a lungo riflettere sia per difendere l’immagine – ormai opaca – dell’isola felice sia per evitare gli effetti dirompenti per il sistema.

In altri termini dovrà superare la propria visione ancora tecnocratica per recuperare una moderna dimensione politica capace e all’altezza  di coinvolgere e convincere ancora l’opinione pubblica.

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