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FILT/CGIL SUL PIEDE DI GUERRA PER IL RINNOVO DEL CCNL

14 Marzo 2014

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FILT/CGIL SUL PIEDE DI GUERRA PER IL RINNOVO DEL CCNL

“Sulle società di trasporto, necessari più controlli dalla Provincia”

Davanti ad una platea di delegati e sindacalisti si è svolto questa mattina il X Congresso provinciale della FILT/CGIL, la categoria che riunisce gli autoferrotranvieri (trasporto ferroviario, Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana, lavoratori del trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano), i lavoratori delle autostrade, dell’aeroporto, dell’ente nazionale di assistenza al volo, i lavoratori del settore trasporto merci e logistica, gli addetti agli impianti a fune, degli appalti ferroviari  e della Croce bianca.

Un congresso che si svolge in un contesto di profonda crisi per il settore, in primis a livello locale:  “La crisi conferma l’urgente necessità di investimenti infrastrutturali e di un sistema di regole certe del mercato dei trasporti – ha detto Romolo Radicchi, coordinatore della categoria – nella gran parte del comparto trasporti, il prodotto è il servizio: in questo settore in modo più marcato che in altri, puntare sulla qualità del servizio significa tutelare i diritti contrattuali dei lavoratori e la sicurezza sul lavoro”.

Sono proprio in tema di contratto e sicurezza i punti all’ordine del giorno dell’agenda sindacale delle prossime settimane: la Filt/Cgil, infatti, aderirà allo sciopero in programma il prossimo 19 marzo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale, scaduto da oltre 5 anni. “Difendiamo l’importanza del CCN – sempre Radicchi – in termini di affermazione della parte normativa e di quella economica:  la verità è che dopo quasi cinque anni di mancato rinnovo contrattuale, i lavoratori rimangono ostaggio delle imprese che eludono il confronto; i governi che si sono susseguiti, troppi per la verità, non hanno destinato risorse adeguate al comparto”.

La Filt/Cgil chiede inoltre un intervento urgente e determinato da parte della Provincia sul personale impiegato dalle aziende di trasporti subappaltate: “Succede sempre più spesso di riconoscere ex colleghi, in pensione, alla guida di pullman e autobus di società che gestiscono in subappalto il servizio di trasporto – spiega Gianni Paparella, delegato Filt – oltre ad impegnare posti di lavoro sottratti a giovani e disoccupati, la questione è grave anche da un punto di vista della sicurezza, vista l’importanza che ricoprono la capacità di concentrazione, attenzione e di riflessi alla guida dei mezzi”.

Radicchi, nella sua relazione non ha mancato una riflessione anche sul settore del trasporto merci, duramente provato anche in Alto Adige: Il trasporto merci si svolge in maniera prettamente terziaria e su gomma. Mancano piattaforme logistiche: il sistema è improntato essenzialmente su modelli produttivi frammentati, legati attraverso una catena di appalti-subappalti che si muovono con tariffe al massimo ribasso – ha concluso Radicchi –  L’autotrasporto merci, per effetto di un’asfittica domanda interna dei consumi, si è adeguato al mercato, evidenziando ancora di più un eccesso di offerta, un ulteriore dominio del trasporto su gomma e lo straordinario perdurante nanismo, vera e propria frantumazione, del proprio sistema imprenditoriale”.

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