Lettere & Commenti

CORTE DEI CONTI E PROVINCIA

24 Febbraio 2014

CORTE DEI CONTI E PROVINCIA

Auspicabile imparzialità senza livore da una parte e franchezza senza pavidità dall’altra. I quotidiani locali hanno riportato la vicenda avvenuta durante la celebrazione dell’apertura dell’anno giudiziario contabile di Bolzano. In particolare si è enfatizzato l’intervento del Procuratore generale e al margine il conseguente comportamento del Presidente della Giunta Provinciale. Non ero presente alla cerimonia ma non si può negare che l’opinione pubblica non si sia interrogata su quanto avvenuto.

Ebbene seguo il contenzioso sulle rispettive attribuzioni tra la locale Corte dei Conti e l’Ente Provincia. Tale conflitto, per fortuna, si è concluso con la recente decisione della Corte Costituzionale (sentenza n.60/2013) che ha dichiarato che nell’attività di controllo e di vigilanza della Corte dei Conti non vi è alcuna “usurpazione” di funzioni e di prerogative a danno della Provincia. In altri termini la Corte ha confermato il potere – dovere del Giudice contabile a esercitare – a garanzia dell’equilibrio economico-finanziario e della corretta gestione delle risorse collettive – neutrali controlli tecnico – finanziari sull’Ente Provincia. Questi i pregressi fatti giuridici.

Eppure sembra che gli “animi” dei due Enti non si siano acquietati e per tornare alla cerimonia ho trovato inquietante sia il duro e pesante atto d’accusa della Corte rivolto alla Provincia sul “latente stato d’insofferenza nei confronti dei controlli di legalità” sia la “silenziosa fuga” del Presidente Arno.

I generici rimproveri alla Provincia meritano – senza giri di parole – il necessario approfondimento e chiarimento – sia perché un’accusa – se indefinita – pregiudica di per sé il prestigio, l’imparzialità e il buon andamento dell’Amministrazione pubblica, sia anche perché alla presenza di fatti e comportamenti lesivi del ruolo istituzionale e dell’interesse pubblico si ha l’obbligo – da parte di chi ha la formale competenza – non solo di accusare ma anche di ritualmente intervenire, come ad esempio è avvenuto nei riguardi del Capo dello Stato accusato di interferenze. E allora: bisogna attendere la cerimonia dell’apertura dell’anno giudiziario per accusare l’Ente Provincia? E’ stato scritto che il magistrato aveva da togliersi … qualche sassolino. E’ vero? Protagonismo o schema ideologico? … Non  scherziamo.

Per quanto riguarda la politica non è condivisibile il comportamento silenzioso e forse “pavido” assunto dal rappresentante della Provincia presente alla cerimonia e che ha incassato – senza batter ciglio – critiche e offese. Il compito di un buon amministratore pubblico è servire, attraverso trasparenza e virtù, la sua “polis” e garantire al meglio e senza ombre il perseguimento del bene comune. Ed allora perché non difendere a gran voce il proprio ufficio?  Perché non far sentire la voce a difesa della Provincia? Mistero.

Infine a chi l’onere di dare una completa, chiara e tranquillante risposta a questa brutta storia?

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