Cultura e società

Le indimenticabili tele del pittore Dall’Oglio

26 Luglio 2013

Le indimenticabili tele del pittore Dall’Oglio

Artista Merano

Molti forse lo hanno dimenticato, perchè non sufficientemente affermato. Emilio Dall’Oglio (1915 – 1988) è stato uno dei grandi artisti del dopoguerra sulla piazza sudtirolese e anche oltre. Tra i suoi grandi meriti ricordiamo quello di aver superato le barriere etniche, legando artisti locali di estrazione tedesca, ladina e italiana, senza distinzione alcuna, in nome di ciò che forse solo l’arte può fare, il superamento dei pregiudizi. 

Di Emilio Dall’Oglio hanno scritto personaggi di spicco, come Vicenzo Costantini, Silvio Branzi, Gino Pancheri, Eva Kreuzer-Eccel, Antonio Manfredi, Alfred Boensch, Mario Giorini, solo per citarne alcuni, eppure a Merano pochi si ricordano di lui. Qualche giorno fa ho visitato un caro amico, il giornalista Francesco Palchetti, amico intimo di Dall’Oglio e insieme abbiamo rimembrato vecchi ricordi. Certo, i miei non risalgono agli anni in cui Palchetti bazziccava negli storici ritrovi degli artisti d’avanguardia di Merano, come il “Wunderbar” e il “Piccolo Bar”.
Libero nello sgaurdo e nelle soluzioni espressive, concreto nell’uso del colore, forte nella rappresentazione, intenso nella comunicazione: queste sono le caratteristiche più evidenti della pittura di Dall’Oglio. Nel rapporto con l’interlocutore l’artista si afferma con grande forza senza nascondere la sua intensa partecipazione. 
A oltre vent’anni dalla sua scomparsa sarebbe auspicabile una personale di questo grande pittore, da considerare autentico artista, tra i più autentici che si possano incontrare.  

Giornalista pubblicista, scrittore.
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