Editoriali Politica

“Bisogna cambiare tutto per non cambiare niente”

20 Aprile 2013

“Bisogna cambiare tutto per non cambiare niente”

Politica in fallimentoNapolitano rieletto 

“Bisogna cambiare tutto per non cambiare niente” scrive Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel suo capolavoro letterario, “Il Gattopardo”. Un’Italia diversa quella di Tomasi, ma sempre, come la ricetta Napolitano bis ci mostra, profondamente reazionaria. 

Quanto rumore, dibattiti, polemiche, offese e gogne mediatiche in questi giorni, per risolvere nel modo più comodo e meno innovativo quanto chiesto dagli elettori nell’ultima tornata elettorale. Abbiamo rieletto il vecchio/nuovo presidente Giorgio Napolitano per evitare l’ennesima volta il salto di qualità necessario e tanto richiesto dalla massa di elettori, scontenti di una classe politica dimostratasi incapace di governare. Com’è possibile che non si sia voluto trovare una convergenza su alcun candidato proposto nei giorni scorsi dalla sinistra. E’evidente che in un parlamento diviso in tre non si trovi una soluzione condivisibile da tutti, ma è altrettanto intollerabile che singoli aventi diritto al voto del presidente della repubblica usino il proprio voto come mezzo di vendetta o ricatto personale nei confronti del proprio avversario. Il presidente della repubblica rappresenta l’unità nazionale del paese con tutte le funzioni previste dalla Costituzione. L’elezione di questi è sempre espressione dello specchio dell’elettorato e non di partitocrazie. Forse la nostra classe politica non è in grado di interpretare la volontà di chi l’ha eletta, cosicché potrebbe essere auspicabile dare la parola direttamente ai cittadini. Se è vero che il capo dello stato rappresenta l’unità nazionale, allora perché non eleggerlo direttamente senza l’intermediazione e giochi di partito.

Intanto però la Costituzione difficilmente sarà toccata e così non ci resta che augurare al caro presidente altri sette anni di proficuo lavoro, caparbietà, pazienza e buona salute.

 

Giornalista pubblicista, scrittore.
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