Politica

Nomadi a Merano

10 Marzo 2013

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Nomadi a Merano


Nuovo campo nomadi a Merano, i giovani della Destra inscenano proteste.

di Jimmy Milanese

roulotte

 

 

 

È una reazione molto inquietante che potrebbe trascendere verso derive di intolleranza. Abbiamo raccolto i commenti preoccupati del vicesindaco Balzarini, dei Verdi e del PD

 

 

Con 23 voti favorevoli, 5 voti contrari e 6 astensioni, nella seduta del 28 febbraio scorso il Consiglio Comunale di Merano ha accolto lo studio di fattibilità (del costo di 1,3 ml di euro), elaborato dall’ingegner Wolfgang Helfer, per la realizzazione di un nuovo campo nomadi nella zona della confluenza tra fiume Adige e Rio Haarwaal. Dopo 32 anni di proteste inascoltate di cittadini disturbati da schiamazzi, odori molesti e furtarelli vari, sembra finalmente giunta una svolta sulla questione nomadi.

 

Invece no. “Gioventù italiana” la componente giovanile guidata Augusto Ponticelli presente all’interno de “La Destra”, formazione coordinata dell’ex presidente del Consiglio Provinciale, Mauro Minniti, ha ideato una singolare protesta, posizionando per 28 ore una roulotte – simbolo della vita nomade – in Piazza del Grano, proprio davanti alla questura.  

 

Per i nomadi 1,3 ml di Euro, acqua, luce, gas, canone Rai e per gli italiani 0”,

vi siete bevuti il cervello”,

Anche noi siamo nomadi: Balzarini, Genovese regalateci la casetta

 

Questi sono gli slogan dei ragazzi di Ponticelli, che oltre alla protesta hanno proposto una raccolta firme contro la decisione del Consiglio Comunale.

 

Per capire meglio le reazioni a questa manifestazione de La Destra e comprendere meglio le posizioni delle forze politiche in campo, abbiamo raccolto le opinioni di Enzo Nicolodi (Verdi),Vanda Carbone (Partito Democratico), Giorgio Balzarini (vicesindaco di Merano) e Alfonso Ponticelli (La Destra).       

 

Secondo Enzo Nicolodi, dei Verdi, questa manifestazione “semina vento per raccogliere tempesta. Da 30 anni i nomadi vivono in condizioni difficili senza che nessuna amministrazione abbia preso decisioni”–sostiene il rappresentante dei Verdi. Una amministrazione deve governare il territorio e ordinare dove c’è disordine, rendere gradevole dove c’è degrado. Quella adottata, sicuramente non è la soluzione umanamente migliore, dice, ma è finalmente questa è una prima decisione. “Non nascondo che la convivenza pare essere difficile, ma il problema va rilanciato attraverso il dialogo per costruire un minimo di accettazione reciproca”. 

 

La posizione del PD, espressa da Vanda Carbone, invece, è critica, essendosi il suo gruppo astenuto dalla votazione. Infatti, afferma Vanda Carbone “da tempo anche il Pd propone una divisione del campo nomadi attualmente ospitato alla confluenza. Questo per incentivare il processo di integrazione dei suoi occupanti, lo ricordiamo, tutti residenti a Merano, e fino ad oggi ammassati in un’area sprovvista di servizi adeguati. Un’area di 2000 mq era stata da noi individuata alla Cafa sud, sicuramente più idonea e meno costosa dell’ attuale sistemazione. Infatti, noi contestiamo sia la non definizione una volta per tutte della questione, sia la spesa di circa 450 ml di euro per la messa in sicurezza dell’areale del Rione Assunta”. 

 

Si ritiene soddisfatto dell’esito della delibera, invece, il vicesindaco Giorgio Balzarini, accusato da La Destra, assieme all’ assessore per le relazioni con i quartieri, Carmelo Genovese (Alleanza per Merano), di avere disatteso una delle loro promesse elettorali. Afferma, il vicesindaco che “sono 32 anni che non si trova una soluzione certa al problema e noi lo abbiamo fatto, anche diminuendo il numero di componenti del nuovo campo. Per questo non ci sentiamo di accogliere l’accusa mossa da La Destra. Il nostro modello è il Campo Nomadi di Bressanone, mentre l’opzione Cafa sud, proposta dal PD non andava bene, perché quella è una località adiacente ad una scuola. Se il PD era così convinto poteva portare avanti questa soluzione quando era in Giunta”. Condanna senza appello la manifestazione de La Destra che, secondo Balzarini “accende la miccia dell’odio e del razzismo e porta alla deriva nazionalista e razzista. Inoltre, aggrava la situazione oggi ostile ai nomadi, che domani potra volgere contro gli stranieri, poi i disabili e poi contro gli orientamenti religiosi”

 

Della questione abbiamo anche discusso proprio davanti alla roulotte sistemata in Piazza del Grano, con il coordinatore regionale della Destra Alfonso Ponticelli Ponticelli. Egli nega qualsiasi intento razzista verso i nomadi, e afferma la volontà di difendere i diritti degli abitanti del quartiere. Rimarcando l’intento prolemico dell’«operazione roulotte», il coordinatore di La Destra spiega che la soluzione deve essere trovata spostando il campo nomadi fuori dalla cinta urbana meranese e sicuramente sollevando il Rione Assunta da una situazione di sofferenza che prosegue da ormai troppi anni.

 

La questione «campo nomadi» a Merano rischia di innescare una spirale di astio e odio interetnico difficile da controllare. Infatti, la Giunta a guida SVP col l’appoggio di Alleanza per Merano e Lista Civica per Merano, decide di investire ingenti denari pubblici per lo spostamento e il restyling del campo nomadi, ma non sembra per il momento in grado di dialogare con quella popolazione che conosce a fondo i problemi derivanti dalla convivenza con una comunità nomade.

 

Con quali strumenti e intensità verrà garantita la sicurezza e il rispetto delle norme di pubblica sicurezza nel nascente campo nomadi? Chi si occuperà della gestione e della mediazione sociale al suo interno? A chi verranno assegnati i posti disponibili e secondo quali criteri? Tutte domande alle quali il Municipio di Via Portici dovrà presto fornire convincente risposta, proprio per evitare che la questione «campo nomadi» si trasformi degeneri pericolosamente in scontro etnico.

 

Jimmy Milanese

 

 

 

 

 

 

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