Politica

Franz Stronach

1 Marzo 2013

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Franz Stronach


Franz Stronach, il Beppe Grillo austriaco?

di Gitti Martini

austria

Il ricco imprenditore del settore automobilistico minaccia di stravolgere la stabilità politica, ma anche Verdi e Fpö puntano a entrare in Parlamento

 

L’esito delle elezioni politiche italiane occupa da giorni le prime pagine dei giornali stranieri.

Nella sua edizione del 26.febbraio il quotidiano tedesco Handelsblatt con uno sguardo alle elezioni che in Austria si svolgeranno in autunno si poneva questa domanda: “E se l’Austria facesse la fine dell’Italia?”

 

Come in Italia anche in Austria si sta facendo strada un volto nuovo nella politica: Franz Stronach, una carriera di imprenditore di successo alle spalle nel settore delle automobili con Magna International (Forbes lo colloca nella sua classifica dei più ricchi del mondo al 736mo posto). Stronach è un vero e proprio “self made man”; a 20 anni emigrò in Canada per cercare fortuna e ad oggi il suo patrimonio ammonta a 1,2 miliardi di Euro. All’età di 81 anni con una fortuna di imprenditore consolidata Stronach ha sentito il bisogno di fare qualcosa per la sua terra d’origine e ha deciso di darsi alla politica. Stando ai sondaggi il “Team Stronach” potrebbe ottenere una percentuale di voti tra il 10% e il 15% alle prossime elezioni austriache.  Il 25% degli austriaci vorrebbe una partecipazione di Stronach al futuro governo almeno come ministro, così un sondaggio dell’istituto OGM di Vienna.

 

Stronach è già stato paragonato da diversi quotidiani austriaci, tra cui l’autorevole Kurier, a Beppe Grillo.

Come Grillo infatti l’imprenditore si presenta come volto nuovo, che si oppone al sistema dei partiti tradizioniali. Stronach si rivolge all’elettorato deluso e stanco dai grandi nomi del potere e si scaglia contro l’attuale sistema politico. 

Il successo di Stronach cavalca anche l’indignazione popolare suscitata da una serie di scandali che recentemente  ha investito il paese e che ha coinvolto nomi illustri della politica austriaca. Si tratta della privatizzazione di Telekom Austria o della Hypo Alpe Adria Bank. Stronach invoca la trasparenza, condanna la corruzione e i vecchi sistemi dei partiti. Il fondatore della Magna International è, come Grillo del resto, critico nei confronti dell’Unione Europea e predica un’uscita dell’Austria dall’Eurozona. Slogan come “Usiamo i nostri soldi per i pensionati non per le banche, gli speculatori e gli stati in bancarotta del Sudeuropa” trovano terreno fertile tra la popolazione austriaca, per tradizione una delle più “euroscettiche”.

 

Il “team Stronach”, fondato nel settembre 2012, rappresenta una spina nel fianco in particolare per la “große Koalition” a Vienna. I due grandi partiti il “rosso” SPÖ e il “nero” ÖVP governano praticamente incontrastati da molti anni e hanno plasmato l’immagine paese. Il successo economico dell’Austria, che ha margini di crescita maggiori della Germania si fonda anche sulla stabilità politica, risultato della coalizione di governo a Vienna.

 

L’ingresso di Stronach in politica mette in pericolo questa stabilità. Soprattutto elettori del partito conservatore ÖVP potrebbero decidere di appoggiare Stronach, al quale attribuiscono una grande competenza in materia economica. Sia l’SPÖ che l’ÖVP continuano a perdere consensi. La possibilità che dopo le elezioni nessuna delle due grandi coalizioni abbia i numeri sufficienti per avere la maggioranza in parlamento  e che sia necessario costruire una più instabile “intesa a tre” non è poi così remota.

L’esito delle lezioni in Austria é incerto, in Parlamento entreranno anche i Verdi e il partito di destra FPÖ, i quali sicuramente vorranno dire la loro sulla formazione del futuro governo.

 

Da qui all’autunno si svolgeranno, in Austria così come in Germania una serie di elezioni a livello locale per la formazione delle assemblee federali. Questo sabato tocca alla Carinzia e alla Bassa Austria, il collegio elettorale più vicino a Vienna: riuscirà il Team Stronach già in questa occasione a far saltare il vecchio sistema partitico? Tutta l’Austria rimane in attesa del risultato con il fiato sospeso.

 

Gitti Martini

 

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