Cultura e società

Un tram che si chiama desiderio

6 Dicembre 2012

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Un tram che si chiama desiderio

tram

di Jimmy Milanese

LO SCRITTORE MERANESE FREDDY LONGO RICORDA TENNESSEE WILLIAMS

 

Jimmy Milanese incontra Freddy Longo che ricorda la sua amicizia con il grande drammaturgo americano del Novecento del quale va in scena a Bolzano da giovedì 6 dicembre l’opera teatrale “Un Tram che si chiama desiderio”.

 


Ogni tanto, nella nostra vita accade qualcosa d’imprevisto, dal quale non ci riprenderemo mai più. Da quel momento, niente sembra uguale a come era prima: i nostri occhi vedono quello che ci era stato nascosto e sgorgano parole, pensieri e idee che non ci erano mai appartenute, ma da qualche parte c’erano, eccome se c’erano. In estrema sintesi, questo accade in “Un tram che si chiama desiderio”, opera teatrale e cinematografica scritta da uno tra i più importanti drammaturghi americani del novecento, Tennessee Williams, dal 6 dicembre al Teatro Comunale di Bolzano, per la regia di Antonio Latella, le scene di Annelisa Zaccheria e, tra gli interpreti, Laura Marinoni e Vinicio Marchioni.

 

Per capire questo capolavoro e per entrare nell’universo immaginativo del grande scrittore americano, non ho dovuto fare molta strada, anzi, è bastato fare un salto a casa di Freddy Longo – che di Tennessee Williams fu amico – per l’intervista più intensa che mi sia capitato di realizzare. Freddy Longo è uno di quei personaggi che la storia tiene nascosti, come se volesse proteggerli dalle nefandezze del suo scorrere. Ha scritto diversi romanzi di ampio successo e, tra questi, uno è dedicato al suo grande amico. “A Colazione da Tennessee Williams” (Castoldi, 2006). È un ricordo, quasi un pegno di riconoscenza del poeta bolognese ma meranese d’adozione verso un uomo che incontrò per caso e un’amicizia durata alcuni giorni di intensa frequentazione. Quaranta anni dopo quell’incontro ho cercato le tracce di Williams che sono rimaste in Longo, e le ho trovate, nelle sue parole, nel suo sguardo, nella sua casa, accanto a un Soldati, uno Schifano e al poster dell’amica Gina Lollobrigida.

 

Questi quindici minuti d’intervista ripercorrono i momenti della loro conoscenza, riflettono sulle debolezze di un uomo che si sentiva perennemente solo, spesso in conflitto con i suoi rimorsi. È un Williams privato, intimo, che scrive opere immaginandone prima i protagonisti, e che vive con profondo dolore un’infermità famigliare. È anche a quell’uomo che Freddy Longo deve la sua passione per il cinema, per la letteratura, per la scrittura. Ne esce fuori un ritratto delicato, in punta di piedi, scritto con una penna che va ancora a intingere il suo inchiostro nel calamaio. Una piacevole conversazione capace di spiegare come Williams sia arrivato a quel desiderio, a quella stazione, a Vivien Leigh come protagonista nella prima teatrale e nella riduzione cinematografica; in attesa che il sipario si apra e Latella ci conduca nella sua lettura teatrale che sta raccogliendo successi ad ogni fermata. Un’affascinante introduzione a una delle opere teatrali contemporanee più amate dal pubblico anglosassone.

 

Un tram che si chiama desiderio

Calendario

BOLZANO: Teatro Comunale di Bolzano – Piazza Verdi

Turno A – giovedì 6 dicembre h. 20.30

Turno B – venerdì 7 dicembre h. 20.30

Turno C – sabato 8 dicembre h. 20.30

Turno D – domenica 9 dicembre h. 16.00

 

 

Jimmy Milanese

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