Editoriali Politica

In Sudtirolo mostra sulla presenza degli Ebrei, in Europa derive xenofobe preoccupanti

30 Novembre 2012

In Sudtirolo mostra sulla presenza degli Ebrei, in Europa derive xenofobe preoccupanti

RIGURGITI ANTISEMITI IN UNGHERIA 

Mentre a Castel Tirolo sta per concludersi in questi giorni la mostra dedicata agli Ebrei in Sudtirolo, Marton Gyongyos, deputato di Jobbik, il partito di estrema destra ungherese presente in parlamento, chiede venga stilata una lista dei funzionari ebrei perché definiti una minaccia per il Paese.

Jobbik, noto per i suoi stretti legami con l’organizzazione nazionalista e paramilitare della Guardia ungherese, una formazione dichiarata ufficialmente illegale, è presente in parlamento ed esercita quindi il potere legislativo.

Evidentemente in Europa siamo tanto democratici da permettere a partiti manifestamente xenofobi e antisemiti di rappresentarci. E’ questa l’Europa del 21 secolo? Quale lezione abbiamo tratto dalla seconda guerra mondiale? Non siamo stati sufficientemente vaccinati dalla colpa dei tanti, troppi europei coinvolti nel massacro degli ebrei? Solo in Ungheria furono tra 500 e 600 mila gli ebrei morti nella Shoa!

Con forte sdegno la comunità ebraica ungherese reagisce alla sortita del politico, mentre la deputata liberale Timea Szabo, presidente del comitato parlamentare per i diritti umani di Budapest presso il Financial Times fa sapere che non è la prima volta che esponenti del Jobbik si sono espressi con giudizi antisemiti contro la comunità ebraica.

In Italia l’on. Fiamma Nierenstein, vice Presidente della Commissione Esteri alla Camera, ha reagito con parole durissime auspicando una presa di posizione da parte dell’Italia, oltre che del governo ungherese e dell’Europa. Commenti e reazioni che sembrano aver preoccupato l’antisemita Marton Gyongyosi il quale, adducendo giustificazioni capziose, tenta di attribuire le sue esternazioni al contesto legato alle tensioni provocate dall’ultimo conflitto di Gaza.

Come al solito, la critica all’operato della politica d’Israele altro non è che una debole e meschina copertura alle campagne di propaganda antisemita.

 

Giornalista pubblicista, scrittore.
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