{"id":233737,"date":"2026-11-06T21:30:52","date_gmt":"2026-11-06T20:30:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/?p=233737"},"modified":"2026-11-06T21:46:30","modified_gmt":"2026-11-06T20:46:30","slug":"tanja-jarussi-larte-di-guardare-oltre-tra-ricordi-emozioni-e-liberta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/de\/2026\/11\/06\/tanja-jarussi-larte-di-guardare-oltre-tra-ricordi-emozioni-e-liberta\/","title":{"rendered":"Tanja Jarussi, l&#8217;arte di guardare oltre: tra ricordi, emozioni e libert\u00e0"},"content":{"rendered":"<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"771\" data-id=\"233741\" src=\"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/73562-1-1024x771.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-233741\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/73562-1-1024x771.jpg 1024w, https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/73562-1-300x226.jpg 300w, https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/73562-1-768x578.jpg 768w, https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/73562-1-16x12.jpg 16w, https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/73562-1-1536x1157.jpg 1536w, https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/73562-1.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"771\" height=\"1024\" data-id=\"233740\" src=\"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/73560-771x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-233740\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/73560-771x1024.jpg 771w, https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/73560-226x300.jpg 226w, https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/73560-768x1020.jpg 768w, https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/73560-9x12.jpg 9w, https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/73560-1157x1536.jpg 1157w, https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/73560.jpg 1446w\" sizes=\"(max-width: 771px) 100vw, 771px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"771\" data-id=\"233742\" src=\"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/73559-1024x771.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-233742\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/73559-1024x771.jpg 1024w, https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/73559-300x226.jpg 300w, https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/73559-768x578.jpg 768w, https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/73559-16x12.jpg 16w, https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/73559-1536x1157.jpg 1536w, https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/73559.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"771\" data-id=\"233743\" src=\"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/73545-1024x771.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-233743\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/73545-1024x771.jpg 1024w, https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/73545-300x226.jpg 300w, https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/73545-768x578.jpg 768w, https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/73545-16x12.jpg 16w, https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/73545-1536x1157.jpg 1536w, https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/73545.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n<p>Ho conosciuto Tanja Jarussi in occasione della mostra \u00abSpazio d\u2019artista\u00bb, allestita negli spazi del maestoso palazzo meranese di via Ottone Huber, dove un tempo si svolgevano le cure fisioterapiche. In quell\u2019occasione, l\u2019amico Leonardo Roperti, presidente di IDEA, un sodalizio artistico-culturale molto attivo a Merano, aveva organizzato, lo scorso anno, una mostra alla quale aveva partecipato anche Tanja.<br \/>Attualmente, sempre a Merano, \u00e8 in corso, ancora fino a domani, presso il Centro per la Cultura, la continuazione della prima edizione di \u00abSpazio d\u2019artista\u00bb.<br \/>Tanja Jarussi, bolzanina di nascita, ha inaugurato qualche giorno fa, presso la Galleria dell\u2019Associazione degli Artisti della Provincia Autonoma di Bolzano, in via Bottai 4, la mostra \u00abInsonnia\u00bb, insieme ad Annamaria Lorenzini, Giovanna Da Por, Celestina Avanzini, Paola Bradamante e Cristina Vignocchi, tutte appartenenti ad ArteDonnaCollective.<br \/>Mi ero accordato con Tanja per incontrarci in Galleria dopo le 16.00. Verso le 16.30 ho varcato la soglia e l\u2019ho vista intenta a conversare con una signora e un bambino. Tanja era di spalle. Non ho voluto disturbarla, cos\u00ec, con passo lento e occhio attento, ho cominciato a osservare i lavori esposti.<br \/>Bench\u00e9 fossi concentrato sulle opere alle pareti, non ho potuto fare a meno di ascoltare le parole del bambino, che esprimeva il proprio apprezzamento per i lavori di Tanja e le rivolgeva alcune domande, chiedendo spiegazioni. Mi ha colpito la sua curiosit\u00e0, il suo interesse sincero per quelle opere e il modo spontaneo con cui cercava di comprenderle.<br \/>Quando sono giunto nei pressi dell\u2019area in cui erano esposti i lavori di Tanja, lei si \u00e8 accorta della mia presenza e mi ha subito salutato con uno sguardo caloroso. Le ho fatto cenno di fare con calma, ma lei mi ha risposto che il bambino era un suo alunno. Interessante, ho pensato, immaginando gi\u00e0 l\u2019intervista che le avrei fatto.<br \/>Poco dopo \u00e8 entrato in Galleria l\u2019amico Amedeo Masetti, altro artista meranese, con il quale ho scambiato alcune battute sulla pittura e sulla scena artistica in citt\u00e0.<br \/>\u00abOggi sono stato in tre Gallerie: alla Civica di piazza Domenicani, alla Piccola Galleria di via Streiter e ora sono qui\u00bb, mi ha detto Masetti, spiegandomi che, per chi non risiede a Bolzano, non \u00e8 sempre possibile frequentare le Gallerie con la stessa disinvoltura.<br \/>Dopo ci siamo seduti al tavolo posto a lato della sala espositiva. Masetti ha preso il libro degli ospiti e ha scritto il suo commento, mentre io ne approfittavo per prendere qualche appunto. Poi ci siamo salutati.<br \/>Nel frattempo, Tanja aveva terminato di conversare con il piccolo e sua mamma e si \u00e8 seduta al tavolo con me. Finalmente abbiamo potuto dedicarci alla nostra chiacchierata.<br \/>Curioso di capire perch\u00e9 quel bambino mostrasse tanto interesse per i suoi lavori, ho chiesto a Tanja se insegnasse educazione artistica.<br \/>\u00abDa sedici anni insegno scenografia alle elementari e alle medie. \u00c8 un\u2019attivit\u00e0 che mi d\u00e0 tante soddisfazioni. Infatti, ho collaborato con grandi registe come Flora Sarubbo e Monica Trettel. Oltre a questo, mi occupo anche di altri progetti, come Up-cycling, Re-cycling, Land-Art e Bottega dei colori naturali\u00bb, spiega Tanja, con la luce negli occhi di chi fa il proprio lavoro con passione.<br \/>Non posso non chiederle dove abbia studiato. Tanja fa subito riferimento agli anni trascorsi all\u2019Istituto d\u2019Arte di Trento, dove il professor Dibiasi l\u2019aveva guidata con perizia, incoraggiandola a seguire sempre con convinzione la propria strada.<br \/>\u00abPer Dibiasi era fondamentale che noi riuscissimo a motivare con noi stessi il perch\u00e9 delle nostre scelte artistiche\u00bb, spiega Tanja, che, dopo aver concluso l\u2019Istituto d\u2019Arte, prosegue gli studi all\u2019Accademia di Firenze.<br \/>Sono un po\u2019 stupito del fatto che un\u2019artista con un approccio cos\u00ec sperimentale all\u2019arte come Tanja abbia scelto un\u2019Accademia con una linea cos\u00ec tradizionale come quella fiorentina. Le pongo la domanda senza troppi giri di parole: \u00abPerch\u00e9 Firenze e non Urbino?\u00bb Tanja capisce subito dove voglio andare a parare. \u00abIo a Firenze ho studiato con Giulietti, era l\u2019unica classe di ramo informale allora. \u00c8 vero, eravamo circondati da un mondo rinascimentale, dalla grande arte del passato. Tuttavia, noi andavamo al Centro per l\u2019arte contemporanea Luigi Pecci di Prato e al Teatro Studio di Scandicci\u00bb, racconta Tanja, appoggiando il gomito sul tavolo.<br \/>Poi, volgendo lo sguardo verso i dipinti appesi alle pareti, ricorda che avrebbe voluto frequentare l\u2019Accademia di Perugia, soprattutto perch\u00e9, nei primi anni a Firenze, i grandi maestri non seguivano direttamente gli studenti, ma soltanto gli assistenti. Una situazione che, nelle Accademie pi\u00f9 piccole, non si verificava.<br \/>\u00abL\u2019arte richiede confronto. Io, per\u00f2, andai ad Arezzo, feci gi\u00e0 mostre durante gli studi e conclusi l\u2019Accademia a Firenze\u00bb, racconta Tanja, che pone l\u2019accento sul fatto che l\u2019arte debba sempre coinvolgere.<br \/>\u00abNon amo l\u2019approccio elitario, le torri d\u2019avorio. Io voglio entrare in sintonia con chi si interessa ai miei lavori\u00bb, spiega Tanja, per la quale l\u2019arte \u00e8 tante cose: tecnica, ricerca, concetto, ma mai priva dell\u2019elemento estetico.<br \/>Per un attimo ci guardiamo senza dire nulla, come se volessimo entrambi soffermarci sulla veridicit\u00e0 di quanto Tanja ha appena affermato.<br \/>Infine, prima che io inizi a fotografare i diversi lavori esposti nella sala e al piano inferiore, Tanja mi spiega che non vuole dipendere dalle dinamiche del mercato. \u00abCollaboro con gallerie d\u2019arte, ma ho bisogno della mia indipendenza\u00bb.<br \/>Mentre fotografo le sue opere e mi soffermo a osservarle con attenzione, ho la sensazione che gli oggetti perdano lentamente la loro forma e il loro significato originario, lasciando emergere i ricordi e le emozioni che custodiscono. Ogni cosa sembra raccontare una storia, un&#8217;esperienza, un momento della vita.<br \/>Osservando i lavori di Tanja, per un attimo il mio pensiero va a mia nonna, ormai scomparsa. Alcune immagini sembrano riportarmi indietro nel tempo, risvegliando ricordi lontani legati agli oggetti e ai momenti della mia infanzia. Forse \u00e8 proprio questa una delle qualit\u00e0 pi\u00f9 interessanti del suo lavoro: la capacit\u00e0 di far riaffiorare, attraverso le opere, qualcosa di profondamente personale, che in qualche modo appartiene anche alla memoria di ciascuno di noi.<br \/>Terminato di scattare le fotografie, saluto Tanja e mi congedo da lei. Mi avvio verso la macchina, parcheggiata proprio di fronte al Museion. Forse non \u00e8 una semplice coincidenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho conosciuto Tanja Jarussi in occasione della mostra \u00abSpazio d\u2019artista\u00bb, allestita negli spazi del maestoso palazzo meranese di via Ottone Huber, dove un tempo si svolgevano le cure fisioterapiche. 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Interessante, ho pensato, immaginando gi\u00e0 l\u2019intervista che le avrei fatto.Poco dopo \u00e8 entrato in Galleria l\u2019amico Amedeo Masetti, altro artista meranese, con il quale ho scambiato alcune battute sulla pittura e sulla scena artistica in citt\u00e0.\u00abOggi sono stato in tre Gallerie: alla Civica di piazza Domenicani, alla Piccola Galleria di via Streiter e ora sono qui\u00bb, mi ha detto Masetti, spiegandomi che, per chi non risiede a Bolzano, non \u00e8 sempre possibile frequentare le Gallerie con la stessa disinvoltura.Dopo ci siamo seduti al tavolo posto a lato della sala espositiva. Masetti ha preso il libro degli ospiti e ha scritto il suo commento, mentre io ne approfittavo per prendere qualche appunto. Poi ci siamo salutati.Nel frattempo, Tanja aveva terminato di conversare con il piccolo e sua mamma e si \u00e8 seduta al tavolo con me. Finalmente abbiamo potuto dedicarci alla nostra chiacchierata.Curioso di capire perch\u00e9 quel bambino mostrasse tanto interesse per i suoi lavori, ho chiesto a Tanja se insegnasse educazione artistica.\u00abDa sedici anni insegno scenografia alle elementari e alle medie. \u00c8 un\u2019attivit\u00e0 che mi d\u00e0 tante soddisfazioni. Infatti, ho collaborato con grandi registe come Flora Sarubbo e Monica Trettel. Oltre a questo, mi occupo anche di altri progetti, come Up-cycling, Re-cycling, Land-Art e Bottega dei colori naturali\u00bb, spiega Tanja, con la luce negli occhi di chi fa il proprio lavoro con passione.Non posso non chiederle dove abbia studiato. Tanja fa subito riferimento agli anni trascorsi all\u2019Istituto d\u2019Arte di Trento, dove il professor Dibiasi l\u2019aveva guidata con perizia, incoraggiandola a seguire sempre con convinzione la propria strada.\u00abPer Dibiasi era fondamentale che noi riuscissimo a motivare con noi stessi il perch\u00e9 delle nostre scelte artistiche\u00bb, spiega Tanja, che, dopo aver concluso l\u2019Istituto d\u2019Arte, prosegue gli studi all\u2019Accademia di Firenze.Sono un po\u2019 stupito del fatto che un\u2019artista con un approccio cos\u00ec sperimentale all\u2019arte come Tanja abbia scelto un\u2019Accademia con una linea cos\u00ec tradizionale come quella fiorentina. 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