{"id":233625,"date":"2026-11-02T19:41:00","date_gmt":"2026-11-02T18:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/?p=233625"},"modified":"2026-11-01T20:45:04","modified_gmt":"2026-11-01T19:45:04","slug":"trento-ladige-torna-protagonista-a-60-anni-dallalluvione-la-citta-riapre-le-ferite-del-1966","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/de\/2026\/11\/02\/trento-ladige-torna-protagonista-a-60-anni-dallalluvione-la-citta-riapre-le-ferite-del-1966\/","title":{"rendered":"Trento, l\u2019Adige torna protagonista: a 60 anni dall\u2019alluvione la citt\u00e0 riapre le ferite del 1966"},"content":{"rendered":"<p data-pm-slice=\"1 1 []\"><strong>Una mostra diffusa, esperimenti scientifici, filmati storici, un nuovo libro e un&#8217;escursione sul fiume: dal 3 all\u20198 novembre un programma di iniziative per ricordare la tragedia che provoc\u00f2 22 vittime e migliaia di sfollati. La memoria diventa anche uno strumento per capire i rischi di oggi.<\/strong><\/p>\n<p>Ci sono immagini che il tempo non cancella. L&#8217;acqua che invade le strade, le case sommerse, la citt\u00e0 trasformata in un&#8217;isola e migliaia di persone costrette ad abbandonare le proprie abitazioni. Sono le immagini dell&#8217;alluvione del novembre 1966, una delle pagine pi\u00f9 drammatiche della storia recente del Trentino. A sessant&#8217;anni da quella tragedia, Trento torna a confrontarsi con il proprio passato attraverso un calendario di iniziative che unisce memoria, cultura, arte e divulgazione scientifica.<\/p>\n<p>Il 4 novembre 1966 una memorabile ondata di maltempo colp\u00ec il territorio provinciale. Nella notte tra il 4 e il 5 novembre, l&#8217;Adige ruppe gli argini nella zona di Roncafort, a nord di Trento, sommergendo ampie parti del capoluogo. La piena dell&#8217;Avisio contribu\u00ec ad aggravare la situazione, mentre numerose altre localit\u00e0 vennero investite dall&#8217;emergenza: dalle valli di Fassa e Fiemme al Primiero, dal Tesino alla Bassa Valsugana, fino alla Val Rendena e alla Val di Sole. Il bilancio fu pesantissimo: 22 vittime, migliaia di sfollati e circa 500 persone rimaste senza casa.<\/p>\n<p>Per ricordare quei giorni e riflettere sulle trasformazioni del territorio e sulla prevenzione dei rischi idrogeologici, dal 3 all&#8217;8 novembre sono in programma appuntamenti promossi dal Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna della Provincia autonoma di Trento, dal MUSE, dal Comune di Trento, dalla Fondazione Museo storico del Trentino e dal Mart.<\/p>\n<p>Si comincia marted\u00ec 3 novembre con <strong>\u00abLa citt\u00e0 sommersa\u00bb<\/strong>, una mostra fotografica diffusa nel centro storico di Trento, curata dal Comune e dall&#8217;Azienda per il Turismo. Il percorso riporter\u00e0 i visitatori nei luoghi che, durante l&#8217;alluvione, furono immortalati dagli obiettivi di Flavio Faganello, Rodolfo Rensi e Costantino Armani. Le fotografie storiche dialogheranno con gli stessi scorci della citt\u00e0 contemporanea, permettendo di osservare direttamente i cambiamenti avvenuti in sei decenni. Una sorta di macchina del tempo a cielo aperto, nella quale la memoria prende forma proprio negli spazi che furono teatro dell&#8217;emergenza.<\/p>\n<p>Mercoled\u00ec 4 novembre il MUSE dedicher\u00e0 la giornata alla conoscenza dei fenomeni naturali e alla cultura della prevenzione. Dalle 11 alle 16 sono previste due attivit\u00e0: <strong>\u00abGeoshow: acqua, terra, fuoco\u00bb<\/strong>, con incontri scientifici ed esperimenti dal vivo su terremoti, eruzioni, frane e alluvioni, e <strong>\u00abAllerta alluvioni: tutte\/i pronte\/i!\u00bb<\/strong>, un&#8217;esperienza interattiva basata su un gioco di ruolo e una simulazione immersiva. L&#8217;obiettivo \u00e8 avvicinare il pubblico, anche pi\u00f9 giovane, alla comprensione dei rischi naturali e dei comportamenti da adottare in caso di emergenza.<\/p>\n<p>Alle 17.30, sempre al MUSE, sar\u00e0 presentato il volume <strong>\u00abSguardi sul fiume Adige\u00bb<\/strong>, un&#8217;opera di 388 pagine che raccoglie i contributi di 42 autori tra storici, tecnici e studiosi. Curato da Lorenzo Malpaga, dirigente del Servizio Bacini montani della Provincia, e Alessandro de Bertolini, ricercatore della Fondazione Museo storico del Trentino, il libro nasce dall&#8217;esperienza del convegno \u00abPassato, presente e prospettive del fiume Adige, da Resia all&#8217;Adriatico\u00bb, svoltosi a Trento il 13 ottobre 2025.<\/p>\n<p>Il volume affronta il rapporto tra il fiume, il territorio e le comunit\u00e0 che lo abitano, mettendo insieme prospettive storiche, ambientali e tecniche. Particolare attenzione \u00e8 riservata alle opere di difesa idraulica, spesso poco visibili nel paesaggio quotidiano, ma fondamentali per la sicurezza collettiva. L&#8217;Adige viene raccontato non soltanto come possibile fonte di pericolo, ma anche come patrimonio ambientale e paesaggistico da tutelare e valorizzare. Un equilibrio delicato, che richiede conoscenza, manutenzione e capacit\u00e0 di prevenire i rischi.<\/p>\n<p>La giornata proseguir\u00e0 a Palazzo delle Albere con l&#8217;inaugurazione di un nuovo spazio espositivo all&#8217;interno della mostra <strong>\u00abWater Flow. Acqua, arte, scienza, umanit\u00e0\u00bb<\/strong>, curata dalla Fondazione Museo storico del Trentino e dal MUSE. Al centro saranno proposti filmati storici realizzati nel 1966 da Costantino Armani, Giuseppe Sebesta e Bruno Angelini durante e dopo l&#8217;alluvione. La sezione \u00abAcqua Furens\u00bb presenter\u00e0 inoltre fotografie inedite della tragedia a Trento, firmate da Camillo Kier, in dialogo con la video-installazione \u00abThe Raft\u00bb di Bill Viola. Un incontro tra documentazione storica e linguaggio artistico che restituisce alla memoria dell&#8217;evento una dimensione visiva ed emotiva.<\/p>\n<p>Domenica 8 novembre, alle 9, il programma si sposter\u00e0 direttamente sull&#8217;Adige con un&#8217;uscita di <strong>soft rafting di circa dieci chilometri<\/strong>. Accompagnati dagli esperti di Trentino Wild e dagli educatori scientifici del MUSE, i partecipanti potranno osservare il territorio dalla prospettiva del fiume, approfondendo le trasformazioni del paesaggio, gli aspetti ecologici e le tracce lasciate dalle attivit\u00e0 umane. L&#8217;esperienza, della durata di circa tre ore e mezza, \u00e8 aperta dai sei anni; i minorenni dovranno essere accompagnati da un genitore. In caso di maltempo \u00e8 previsto il recupero sabato 14 novembre 2026.<\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 sono prenotabili attraverso la piattaforma del MUSE.<\/p>\n<p>A sessant&#8217;anni dall&#8217;alluvione, il ricordo non si limita dunque alla commemorazione delle vittime. Le fotografie, i documenti, le testimonianze e le attivit\u00e0 scientifiche diventano strumenti per comprendere quanto accaduto e interrogarsi sulle sfide attuali. Perch\u00e9 il rapporto tra uomo, acqua e territorio resta una questione aperta: conoscere le tragedie del passato significa anche prepararsi ad affrontare con maggiore consapevolezza i rischi del futuro.<\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Foto, Trento durante l\u2019alluvione del 1966\/c-Camillo Kier (1904-1979), Collezione degli eredi<\/em><\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una mostra diffusa, esperimenti scientifici, filmati storici, un nuovo libro e un&#8217;escursione sul fiume: dal 3 all\u20198 novembre un programma di iniziative per ricordare la tragedia che provoc\u00f2 22 vittime e migliaia di sfollati. La memoria diventa anche uno strumento per capire i rischi di oggi. 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