{"id":233588,"date":"2026-11-01T19:02:00","date_gmt":"2026-11-01T18:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/?p=233588"},"modified":"2026-10-30T21:04:31","modified_gmt":"2026-10-30T20:04:31","slug":"tocchi-in-aria-e-sogni-nel-futuro-a-trento-500-giovani-festeggiano-la-laurea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/de\/2026\/11\/01\/tocchi-in-aria-e-sogni-nel-futuro-a-trento-500-giovani-festeggiano-la-laurea\/","title":{"rendered":"Tocchi in aria e sogni nel futuro: a Trento 500 giovani festeggiano la laurea"},"content":{"rendered":"<p data-pm-slice=\"1 1 []\"><strong>Una cerimonia carica di emozione, con il tradizionale lancio dei tocchi a suggellare la fine di un percorso e l\u2019inizio di nuove avventure. Il rettore Flavio Deflorian e il testimonial Tommaso Moretti invitano i neolaureati a non temere il fallimento, a inseguire i propri desideri e ad avere il coraggio di immaginare un futuro diverso.<\/strong><\/p>\n<p>I tocchi sono volati in alto, accompagnati da parole festanti, mentre sullo sfondo il cielo assumeva i colori del crepuscolo. \u00c8 stata una cerimonia delle lauree autunnale diversa dal solito quella celebrata dall\u2019Universit\u00e0 di Trento, quest\u2019anno in un insolito orario pomeridiano per evitare la sovrapposizione con le manifestazioni previste nella giornata. Ma l\u2019atmosfera \u00e8 stata quella di sempre: gioia, orgoglio e commozione per un traguardo che segna la conclusione di un importante percorso di studi e, allo stesso tempo, l\u2019apertura verso nuove possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Circa 500 neodottori e neodottoresse hanno ricevuto la pergamena di laurea triennale, trasformando Piazza Fiera in un grande palcoscenico di festa. L\u2019evento si \u00e8 aperto con l\u2019ingresso del corteo accademico, composto dai rappresentanti dei Dipartimenti e dei Centri dell\u2019Ateneo, sulle note del <em>Gaudeamus igitur<\/em>, l\u2019inno internazionale universitario eseguito dalla Corale Polifonica e dall\u2019Orchestra dell\u2019Universit\u00e0 di Trento.<\/p>\n<p>A rivolgere il primo messaggio ai giovani laureati \u00e8 stato il rettore <strong>Flavio Deflorian<\/strong>, che ha ricordato il doppio significato della laurea: da una parte la conclusione di anni di studio, impegno e sacrifici, condivisi spesso con le famiglie; dall\u2019altra l\u2019inizio di una nuova fase, ricca di opportunit\u00e0 e scelte da compiere. Al centro del suo intervento, il tema dell\u2019imprenditorialit\u00e0 e, soprattutto, il rapporto con il fallimento.<\/p>\n<p>In Italia, ha osservato Deflorian, i giovani laureati che scelgono di fondare un\u2019impresa sono ancora una minoranza. Secondo un\u2019indagine di qualche anno fa citata dal rettore, soltanto sette laureati su cento intraprendono questa strada nel corso della propria vita lavorativa. Un dato che evidenzia la distanza rispetto al panorama internazionale, nonostante chi possieda una laurea abbia maggiori probabilit\u00e0 di avviare un\u2019attivit\u00e0 rispetto alla media.<\/p>\n<p>Non sono soltanto la burocrazia, la difficolt\u00e0 di accesso ai capitali o la capacit\u00e0 di riconoscere le opportunit\u00e0 a frenare l\u2019iniziativa imprenditoriale. C\u2019\u00e8 anche un ostacolo meno visibile, ma profondamente radicato: la paura di fallire. \u00abIn Italia \u2013 ha sottolineato il rettore \u2013 questa rappresenta un freno sottile e pervasivo. L\u2019insuccesso \u00e8 spesso vissuto come una macchia personale, mentre l\u2019innovazione richiede di muoversi dove non tutte le risposte sono gi\u00e0 disponibili\u00bb.<\/p>\n<p>Un messaggio rivolto direttamente ai neolaureati: l\u2019universit\u00e0 non pu\u00f2 insegnare a evitare ogni errore, perch\u00e9 gli sbagli fanno parte della vita, ma pu\u00f2 fornire un metodo per affrontare l\u2019incertezza con spirito critico e trasformare le esperienze in conoscenza. \u00abQualunque strada sceglierete, siate sempre imprenditori della vostra vita. Abbiate il coraggio delle vostre scelte, imparate dagli errori e usate il vostro slancio per costruire un percorso di cui andare fieri\u00bb, \u00e8 stato l\u2019augurio conclusivo di Deflorian.<\/p>\n<p>A raccogliere il tema del coraggio e della capacit\u00e0 di mettersi in gioco \u00e8 stato anche il testimonial di questa edizione, <strong>Tommaso Moretti<\/strong>, laureato in Filosofia all\u2019Universit\u00e0 di Trento nel 2009 e oggi presidente di <em>No Panic<\/em>, azienda di consulenza strategica in identit\u00e0 digitale. Nel suo intervento ha proposto una suggestiva metafora: quella della navigazione in mari sconosciuti, dove per orientarsi servono strumenti, ma soprattutto la capacit\u00e0 di scegliere la propria destinazione.<\/p>\n<p>Moretti ha costruito il suo discorso attorno alla differenza tra <em>considerare<\/em> e <em>desiderare<\/em>. Nell\u2019antichit\u00e0, ha raccontato, chi doveva decidere se partire per un viaggio guardava le stelle, cercando nel cielo un segno per stabilire la propria rotta. \u00ab<em>Cum sidera<\/em>\u00bb, da cui deriva <em>considerare<\/em>: leggere le stelle e accettare il responso. Ma a un certo punto qualcuno ha iniziato a sentire la mancanza di una stella che ancora non c\u2019era, a immaginare un cielo diverso. \u00ab<em>De-siderare<\/em>, cio\u00e8 sentire la mancanza di una stella che ancora manca. Volere un altro cielo. Sono passati duemila anni e la lingua non ha cambiato idea: chi considera accetta, chi desidera no\u00bb.<\/p>\n<p>Da qui la domanda che Moretti ha lasciato ai giovani: che cosa desiderate davvero? Per affrontare il viaggio ha indicato tre strumenti di navigazione: il sestante, per sapere dove ci si trova; il regolo, per tracciare la rotta attraverso la disciplina e le regole che ciascuno sceglie di darsi; e infine la mappa, costruita attraverso le storie di chi ci ha preceduto, ma con uno spazio bianco ancora tutto da esplorare. \u00abQuesto \u00e8 il futuro \u2013 ha concluso \u2013 ecco cosa vuol dire desiderare: non accontentarsi del cielo che c\u2019\u00e8, ma mettere una stella dove ancora manca\u00bb.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019esecuzione dell\u2019Inno dell\u2019Unione europea \u00e8 arrivato il momento della consegna delle pergamene. A salire per primo sul palco \u00e8 stato il gruppo del Collegio Bernardo Clesio, seguito dagli altri neolaureati e neolaureate. Per ciascuno, la foto di rito e la stretta di mano con il rettore <strong>Flavio Deflorian<\/strong> e la prorettrice vicaria <strong>Francesca Demichelis<\/strong>. Poi lo sguardo fiero verso la platea, dove familiari e amici hanno condiviso ogni emozione. Dietro ogni pergamena ci sono notti trascorse sui libri, esami, sacrifici, amicizie e nostalgie: frammenti di un\u2019esperienza che da quel momento diventa parte del proprio bagaglio personale.<\/p>\n<p>Il momento pi\u00f9 atteso \u00e8 arrivato con la proclamazione ufficiale pronunciata dal rettore Deflorian. A suggellare la giornata, il tradizionale lancio dei tocchi in aria, accompagnato dalle note dell\u2019<em>Hallelujah<\/em> di H\u00e4ndel: un gesto simbolico e festoso che ha trasformato la conclusione del percorso universitario in un augurio collettivo per il futuro.<\/p>\n<p>Alla cerimonia, organizzata dall\u2019Universit\u00e0 di Trento in collaborazione con la Provincia autonoma e il Comune di Trento, sono intervenuti anche i rappresentanti delle istituzioni. Il sindaco <strong>Franco Ianeselli<\/strong> ha invitato i giovani a riconoscere il proprio valore e a non limitare le proprie ambizioni alla dimensione professionale. \u00abNon sottovalutatevi, non sottostimate il vostro ruolo e il vostro valore\u00bb, ha esortato, ricordando l\u2019importanza di impegnarsi anche per portare al centro dell\u2019agenda politica temi come la giustizia sociale, la crisi climatica, la pace, la debolezza del diritto internazionale e le difficolt\u00e0 della democrazia.<\/p>\n<p>Il primo cittadino ha inoltre incoraggiato i neolaureati a non lasciarsi bloccare dalla paura di sbagliare e a concedersi la possibilit\u00e0 di riprovare. \u00abIl mio augurio \u00e8 di saper trasformare l\u2019ansia in immaginazione, il patire in agire, l\u2019insoddisfazione radicale in progetti concreti di cambiamento\u00bb.<\/p>\n<p>Un invito a mantenere un legame con il territorio \u00e8 arrivato anche dal vicepresidente della Provincia autonoma di Trento e assessore provinciale all\u2019Universit\u00e0 e ricerca <strong>Achille Spinelli<\/strong>. La cerimonia, ha sottolineato, rappresenta un momento importante non soltanto per chi raggiunge un traguardo personale, ma per l\u2019intera comunit\u00e0, che vede concretizzarsi l\u2019investimento nella conoscenza attraverso il rapporto tra ricerca, innovazione e mondo produttivo.<\/p>\n<p>Spinelli ha invitato i giovani, ovunque li conducano le loro scelte professionali, a conservare un rapporto con l\u2019Universit\u00e0 e con il Trentino, un territorio che ha bisogno delle loro competenze e delle loro energie per continuare a svilupparsi. \u00abIl mondo produttivo ci chiede di investire sempre di pi\u00f9 nelle risorse umane per affrontare le sfide e le opportunit\u00e0 di oggi\u00bb, ha affermato, ribadendo l\u2019impegno a offrire prospettive professionali di qualit\u00e0 e spazio a chi desidera fare impresa o avviare progetti capaci di generare benessere per la collettivit\u00e0.<\/p>\n<p>I circa 500 laureati presenti hanno concluso il percorso triennale tra il 1\u00b0 aprile e il 30 settembre 2026. La maggior parte proviene dall\u2019Italia, ma la platea riflette anche la dimensione internazionale dell\u2019Ateneo, con studenti e studentesse originari, tra gli altri Paesi, di Moldavia, Ucraina, Germania, Argentina, Brasile, Colombia, Nigeria, Pakistan, Vietnam, Yemen, Cina e Mongolia.<\/p>\n<p>I diplomi sono stati conseguiti nei Dipartimenti di Biologia cellulare, computazione e integrata; Economia e Management; Fisica; Facolt\u00e0 di Giurisprudenza; Ingegneria civile, ambientale e meccanica; Ingegneria e Scienza dell\u2019Informazione; Ingegneria industriale; Lettere e Filosofia; Matematica; Psicologia e Scienze cognitive; Sociologia e Ricerca sociale, oltre che al Centro Agricoltura Alimenti Ambiente (C3A).<\/p>\n<p>Ad accompagnare la cerimonia \u00e8 stata la musica dal vivo della Corale Polifonica e dell\u2019Orchestra dell\u2019Universit\u00e0 di Trento, ensemble composto da studentesse e studenti, docenti e personale dell\u2019Ateneo, diretto dal professor <strong>Marco Gozzi<\/strong>. Il servizio di interpretariato in Lingua dei segni italiana (Lis) \u00e8 stato curato dall\u2019Ente nazionale sordi Onlus (Ens).<\/p>\n<p>La cerimonia \u00e8 stata trasmessa in diretta sul canale YouTube dell\u2019Universit\u00e0 di Trento. Il video \u00e8 disponibile all\u2019indirizzo <a href=\"https:\/\/event.unitn.it\/cerimonia-laurea\/\" data-rich-text-autolink=\"\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>https:\/\/event.unitn.it\/cerimonia-laurea\/<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Una giornata di festa che ha celebrato un traguardo importante, ma soprattutto ha consegnato ai nuovi laureati un messaggio da portare con s\u00e9: non basta sapere leggere le stelle che gi\u00e0 illuminano il cielo. A volte bisogna avere il coraggio di immaginarne una nuova.<\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Foto, la cerimonia di laurea dell\u2019Universit\u00e0 di Trento: i neolaureati festeggiano il traguardo raggiunto con il tradizionale lancio dei tocchi in aria<\/em><\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una cerimonia carica di emozione, con il tradizionale lancio dei tocchi a suggellare la fine di un percorso e l\u2019inizio di nuove avventure. Il rettore Flavio Deflorian e il testimonial Tommaso Moretti invitano i neolaureati a non temere il fallimento, a inseguire i propri desideri e ad avere il coraggio di immaginare un futuro diverso. I tocchi sono volati in alto, accompagnati da parole festanti, mentre sullo sfondo il cielo assumeva i colori del crepuscolo. \u00c8 stata una cerimonia delle lauree autunnale diversa dal solito quella celebrata dall\u2019Universit\u00e0 di Trento, quest\u2019anno in un insolito orario pomeridiano per evitare la sovrapposizione con le manifestazioni previste nella giornata. Ma l\u2019atmosfera \u00e8 stata quella di sempre: gioia, orgoglio e commozione per un traguardo che segna la conclusione di un importante percorso di studi e, allo stesso tempo, l\u2019apertura verso nuove possibilit\u00e0. Circa 500 neodottori e neodottoresse hanno ricevuto la pergamena di laurea triennale, trasformando Piazza Fiera in un grande palcoscenico di festa. L\u2019evento si \u00e8 aperto con l\u2019ingresso del corteo accademico, composto dai rappresentanti dei Dipartimenti e dei Centri dell\u2019Ateneo, sulle note del Gaudeamus igitur, l\u2019inno internazionale universitario eseguito dalla Corale Polifonica e dall\u2019Orchestra dell\u2019Universit\u00e0 di Trento. A rivolgere il primo messaggio ai giovani laureati \u00e8 stato il rettore Flavio Deflorian, che ha ricordato il doppio significato della laurea: da una parte la conclusione di anni di studio, impegno e sacrifici, condivisi spesso con le famiglie; dall\u2019altra l\u2019inizio di una nuova fase, ricca di opportunit\u00e0 e scelte da compiere. Al centro del suo intervento, il tema dell\u2019imprenditorialit\u00e0 e, soprattutto, il rapporto con il fallimento. In Italia, ha osservato Deflorian, i giovani laureati che scelgono di fondare un\u2019impresa sono ancora una minoranza. Secondo un\u2019indagine di qualche anno fa citata dal rettore, soltanto sette laureati su cento intraprendono questa strada nel corso della propria vita lavorativa. Un dato che evidenzia la distanza rispetto al panorama internazionale, nonostante chi possieda una laurea abbia maggiori probabilit\u00e0 di avviare un\u2019attivit\u00e0 rispetto alla media. Non sono soltanto la burocrazia, la difficolt\u00e0 di accesso ai capitali o la capacit\u00e0 di riconoscere le opportunit\u00e0 a frenare l\u2019iniziativa imprenditoriale. C\u2019\u00e8 anche un ostacolo meno visibile, ma profondamente radicato: la paura di fallire. \u00abIn Italia \u2013 ha sottolineato il rettore \u2013 questa rappresenta un freno sottile e pervasivo. L\u2019insuccesso \u00e8 spesso vissuto come una macchia personale, mentre l\u2019innovazione richiede di muoversi dove non tutte le risposte sono gi\u00e0 disponibili\u00bb. Un messaggio rivolto direttamente ai neolaureati: l\u2019universit\u00e0 non pu\u00f2 insegnare a evitare ogni errore, perch\u00e9 gli sbagli fanno parte della vita, ma pu\u00f2 fornire un metodo per affrontare l\u2019incertezza con spirito critico e trasformare le esperienze in conoscenza. \u00abQualunque strada sceglierete, siate sempre imprenditori della vostra vita. Abbiate il coraggio delle vostre scelte, imparate dagli errori e usate il vostro slancio per costruire un percorso di cui andare fieri\u00bb, \u00e8 stato l\u2019augurio conclusivo di Deflorian. A raccogliere il tema del coraggio e della capacit\u00e0 di mettersi in gioco \u00e8 stato anche il testimonial di questa edizione, Tommaso Moretti, laureato in Filosofia all\u2019Universit\u00e0 di Trento nel 2009 e oggi presidente di No Panic, azienda di consulenza strategica in identit\u00e0 digitale. Nel suo intervento ha proposto una suggestiva metafora: quella della navigazione in mari sconosciuti, dove per orientarsi servono strumenti, ma soprattutto la capacit\u00e0 di scegliere la propria destinazione. Moretti ha costruito il suo discorso attorno alla differenza tra considerare e desiderare. Nell\u2019antichit\u00e0, ha raccontato, chi doveva decidere se partire per un viaggio guardava le stelle, cercando nel cielo un segno per stabilire la propria rotta. \u00abCum sidera\u00bb, da cui deriva considerare: leggere le stelle e accettare il responso. Ma a un certo punto qualcuno ha iniziato a sentire la mancanza di una stella che ancora non c\u2019era, a immaginare un cielo diverso. \u00abDe-siderare, cio\u00e8 sentire la mancanza di una stella che ancora manca. Volere un altro cielo. Sono passati duemila anni e la lingua non ha cambiato idea: chi considera accetta, chi desidera no\u00bb. Da qui la domanda che Moretti ha lasciato ai giovani: che cosa desiderate davvero? Per affrontare il viaggio ha indicato tre strumenti di navigazione: il sestante, per sapere dove ci si trova; il regolo, per tracciare la rotta attraverso la disciplina e le regole che ciascuno sceglie di darsi; e infine la mappa, costruita attraverso le storie di chi ci ha preceduto, ma con uno spazio bianco ancora tutto da esplorare. \u00abQuesto \u00e8 il futuro \u2013 ha concluso \u2013 ecco cosa vuol dire desiderare: non accontentarsi del cielo che c\u2019\u00e8, ma mettere una stella dove ancora manca\u00bb. Dopo l\u2019esecuzione dell\u2019Inno dell\u2019Unione europea \u00e8 arrivato il momento della consegna delle pergamene. A salire per primo sul palco \u00e8 stato il gruppo del Collegio Bernardo Clesio, seguito dagli altri neolaureati e neolaureate. Per ciascuno, la foto di rito e la stretta di mano con il rettore Flavio Deflorian e la prorettrice vicaria Francesca Demichelis. Poi lo sguardo fiero verso la platea, dove familiari e amici hanno condiviso ogni emozione. Dietro ogni pergamena ci sono notti trascorse sui libri, esami, sacrifici, amicizie e nostalgie: frammenti di un\u2019esperienza che da quel momento diventa parte del proprio bagaglio personale. Il momento pi\u00f9 atteso \u00e8 arrivato con la proclamazione ufficiale pronunciata dal rettore Deflorian. A suggellare la giornata, il tradizionale lancio dei tocchi in aria, accompagnato dalle note dell\u2019Hallelujah di H\u00e4ndel: un gesto simbolico e festoso che ha trasformato la conclusione del percorso universitario in un augurio collettivo per il futuro. Alla cerimonia, organizzata dall\u2019Universit\u00e0 di Trento in collaborazione con la Provincia autonoma e il Comune di Trento, sono intervenuti anche i rappresentanti delle istituzioni. Il sindaco Franco Ianeselli ha invitato i giovani a riconoscere il proprio valore e a non limitare le proprie ambizioni alla dimensione professionale. \u00abNon sottovalutatevi, non sottostimate il vostro ruolo e il vostro valore\u00bb, ha esortato, ricordando l\u2019importanza di impegnarsi anche per portare al centro dell\u2019agenda politica temi come la giustizia sociale, la crisi climatica, la pace, la debolezza del diritto internazionale e le difficolt\u00e0 della democrazia. Il primo cittadino ha inoltre incoraggiato i neolaureati a non lasciarsi bloccare dalla paura<\/p>","protected":false},"author":52,"featured_media":233589,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ocean_front_end_style_editor":"no","ocean_post_layout":"","ocean_both_sidebars_style":"","ocean_both_sidebars_content_width":0,"ocean_both_sidebars_sidebars_width":0,"ocean_sidebar":"","ocean_second_sidebar":"","ocean_disable_margins":"enable","ocean_add_body_class":"","ocean_shortcode_before_top_bar":"","ocean_shortcode_after_top_bar":"","ocean_shortcode_before_header":"","ocean_shortcode_after_header":"","ocean_has_shortcode":"","ocean_shortcode_after_title":"","ocean_shortcode_before_footer_widgets":"","ocean_shortcode_after_footer_widgets":"","ocean_shortcode_before_footer_bottom":"","ocean_shortcode_after_footer_bottom":"","ocean_display_top_bar":"default","ocean_display_header":"default","ocean_header_style":"","ocean_center_header_left_menu":"","ocean_custom_header_template":"","ocean_custom_logo":0,"ocean_custom_retina_logo":0,"ocean_custom_logo_max_width":0,"ocean_custom_logo_tablet_max_width":0,"ocean_custom_logo_mobile_max_width":0,"ocean_custom_logo_max_height":0,"ocean_custom_logo_tablet_max_height":0,"ocean_custom_logo_mobile_max_height":0,"ocean_header_custom_menu":"","ocean_menu_typo_font_family":"","ocean_menu_typo_font_subset":"","ocean_menu_typo_font_size":0,"ocean_menu_typo_font_size_tablet":0,"ocean_menu_typo_font_size_mobile":0,"ocean_menu_typo_font_size_unit":"px","ocean_menu_typo_font_weight":"","ocean_menu_typo_font_weight_tablet":"","ocean_menu_typo_font_weight_mobile":"","ocean_menu_typo_transform":"","ocean_menu_typo_transform_tablet":"","ocean_menu_typo_transform_mobile":"","ocean_menu_typo_line_height":0,"ocean_menu_typo_line_height_tablet":0,"ocean_menu_typo_line_height_mobile":0,"ocean_menu_typo_line_height_unit":"","ocean_menu_typo_spacing":0,"ocean_menu_typo_spacing_tablet":0,"ocean_menu_typo_spacing_mobile":0,"ocean_menu_typo_spacing_unit":"","ocean_menu_link_color":"","ocean_menu_link_color_hover":"","ocean_menu_link_color_active":"","ocean_menu_link_background":"","ocean_menu_link_hover_background":"","ocean_menu_link_active_background":"","ocean_menu_social_links_bg":"","ocean_menu_social_hover_links_bg":"","ocean_menu_social_links_color":"","ocean_menu_social_hover_links_color":"","ocean_disable_title":"default","ocean_disable_heading":"default","ocean_post_title":"","ocean_post_subheading":"","ocean_post_title_style":"","ocean_post_title_background_color":"","ocean_post_title_background":0,"ocean_post_title_bg_image_position":"","ocean_post_title_bg_image_attachment":"","ocean_post_title_bg_image_repeat":"","ocean_post_title_bg_image_size":"","ocean_post_title_height":0,"ocean_post_title_bg_overlay":0.5,"ocean_post_title_bg_overlay_color":"","ocean_disable_breadcrumbs":"default","ocean_breadcrumbs_color":"","ocean_breadcrumbs_separator_color":"","ocean_breadcrumbs_links_color":"","ocean_breadcrumbs_links_hover_color":"","ocean_display_footer_widgets":"default","ocean_display_footer_bottom":"default","ocean_custom_footer_template":"","ocean_post_oembed":"","ocean_post_self_hosted_media":"","ocean_post_video_embed":"","ocean_link_format":"","ocean_link_format_target":"self","ocean_quote_format":"","ocean_quote_format_link":"post","ocean_gallery_link_images":"on","ocean_gallery_id":[],"footnotes":""},"categories":[13,5,6],"tags":[],"class_list":["post-233588","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-societa","category-ita","category-news","entry","has-media"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/233588","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/users\/52"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=233588"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/233588\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":233590,"href":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/233588\/revisions\/233590"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/media\/233589"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=233588"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=233588"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=233588"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}