{"id":233411,"date":"2026-10-27T11:15:00","date_gmt":"2026-10-27T10:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/?p=233411"},"modified":"2026-10-26T18:53:32","modified_gmt":"2026-10-26T17:53:32","slug":"gianni-berengo-gardin-al-mart-di-rovereto-la-fotografia-racconta-i-luoghi-e-le-persone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/de\/2026\/10\/27\/gianni-berengo-gardin-al-mart-di-rovereto-la-fotografia-racconta-i-luoghi-e-le-persone\/","title":{"rendered":"Gianni Berengo Gardin al Mart di Rovereto: la fotografia racconta i luoghi e le persone"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"684\" src=\"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Gianni-Berengo-Gardin-Parigi-1989_imagefullwide-1024x684.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-233413\" srcset=\"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Gianni-Berengo-Gardin-Parigi-1989_imagefullwide-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Gianni-Berengo-Gardin-Parigi-1989_imagefullwide-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Gianni-Berengo-Gardin-Parigi-1989_imagefullwide-18x12.jpg 18w, https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Gianni-Berengo-Gardin-Parigi-1989_imagefullwide-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Gianni-Berengo-Gardin-Parigi-1989_imagefullwide.jpg 1170w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Gianni Berengo Gardin, Parigi, 1989\/\u00a9 Eredi Gianni Berengo Gardin<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<p data-pm-slice=\"1 1 []\"><strong>Centoventi immagini e nove sezioni per riscoprire lo sguardo di uno dei grandi maestri della fotografia italiana. La mostra \u201cMondi da abitare\u201d mette in dialogo architettura, paesaggio urbano e vita quotidiana, svelando la forza compositiva e sociale delle sue opere.<\/strong><\/p>\n<p>Il rapporto tra gli spazi e le persone che li vivono \u00e8 il filo conduttore di <em>Mondi da abitare<\/em>, la nuova mostra inaugurata al Mart di Rovereto e dedicata a Gianni Berengo Gardin, tra i fotografi italiani pi\u00f9 celebri e amati del Novecento, scomparso un anno fa. Un\u2019esposizione che invita a guardare le sue fotografie da una prospettiva inedita, soffermandosi non soltanto sul loro valore documentario, ma anche sulla raffinata costruzione delle immagini e sulla visione urbanistica che le attraversa.<\/p>\n<p>Il progetto espositivo \u00e8 curato da Micol Forti, direttrice del Mart, Gabriele Lorenzoni, curatore del museo, e Alessandra Mauro, direttrice editoriale di Contrasto. Attraverso una selezione di 120 fotografie provenienti dall\u2019Archivio di famiglia, articolata in nove sezioni, il percorso ripercorre il lavoro dell\u2019autore dagli anni Cinquanta al 2013, mettendo in luce la sua capacit\u00e0 di osservare e interpretare l\u2019ambiente costruito, le trasformazioni delle citt\u00e0 e le dinamiche della vita collettiva.<\/p>\n<p><strong>Architettura e quotidianit\u00e0, un unico racconto<\/strong><\/p>\n<p>In <em>Mondi da abitare<\/em>, gli edifici e gli spazi urbani non sono semplici sfondi: diventano parte integrante della narrazione fotografica. Berengo Gardin osserva la disposizione geometrica dei luoghi, i volumi architettonici, l\u2019alternanza di pieni e vuoti, restituendo immagini nelle quali rigore compositivo e sensibilit\u00e0 umana convivono in equilibrio.<\/p>\n<p>Accanto alla struttura degli ambienti emerge infatti il cosiddetto \u201cfattore umano\u201d: le persone che attraversano le strade, abitano gli edifici, lavorano, giocano e compiono i gesti ordinari della vita. \u00c8 la presenza umana a dare significato agli spazi, trasformando l\u2019architettura e il paesaggio urbano in scenari vivi, attraversati da relazioni e cambiamenti.<\/p>\n<p>La mostra evidenzia cos\u00ec una delle caratteristiche pi\u00f9 profonde della fotografia di Berengo Gardin: la capacit\u00e0 di documentare la realt\u00e0 senza rinunciare a una precisa visione autoriale. Ogni immagine nasce da uno sguardo attento, capace di cogliere insieme l\u2019organizzazione formale dei luoghi e le tracce della vita che li anima.<\/p>\n<p><strong>Lo sguardo sui grandi progetti architettonici<\/strong><\/p>\n<p>Un ruolo importante nel percorso \u00e8 riservato anche al lavoro di documentazione svolto nei cantieri di grandi progetti architettonici, realizzati da professionisti con cui il fotografo ha condiviso rapporti di amicizia e collaborazione, tra cui Renzo Piano. Un\u2019attivit\u00e0 che testimonia il suo interesse per le trasformazioni del territorio e per il modo in cui le scelte progettuali incidono sull\u2019esperienza delle persone.<\/p>\n<p>Le immagini restituiscono una visione dell\u2019architettura che va oltre la forma dell\u2019edificio: lo spazio viene osservato nella sua relazione con la societ\u00e0, con il lavoro e con le abitudini quotidiane. I mondi raccontati da Berengo Gardin sono dunque luoghi concreti, ma anche visioni poetiche, nelle quali la precisione dello sguardo si accompagna alla capacit\u00e0 di suggerire significati pi\u00f9 ampi.<\/p>\n<p><strong>Una mostra che invita alla riflessione<\/strong><\/p>\n<p>All\u2019inaugurazione \u00e8 intervenuta anche l\u2019assessora Francesca Gerosa, che ha sottolineato l\u2019attualit\u00e0 del messaggio del fotografo e il valore culturale dell\u2019esposizione.<\/p>\n<p>\u00abQuelle di Gianni Berengo Gardin sono immagini di estrema attualit\u00e0 che mettono in relazione spazi e geometrie con le comunit\u00e0 che li abitano. Un messaggio, questo, che invita alla riflessione\u00bb, ha dichiarato Gerosa, spiegando di aver voluto essere presente alla presentazione perch\u00e9 \u00able mostre stimolano lo spirito critico e danno vita al dibattito, qualcosa che si rivela sempre di grande utilit\u00e0 per tutti i cittadini\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019assessora ha inoltre rivolto i complimenti alla direttrice del Mart, Micol Forti, ringraziando la famiglia dell\u2019artista per aver contribuito a portare in Trentino un progetto espositivo di alta qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Con <em>Mondi da abitare<\/em>, il Mart propone quindi un\u2019occasione per riscoprire l\u2019opera di un grande interprete della fotografia italiana e, al tempo stesso, per riflettere sul significato degli spazi condivisi. Attraverso le immagini di Berengo Gardin, la citt\u00e0 si rivela non soltanto come insieme di edifici e geometrie, ma come luogo di relazioni, esperienze e storie umane.<\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Foto, Mart Rovereto, Jacopo Salvi, 2026<\/em><\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Centoventi immagini e nove sezioni per riscoprire lo sguardo di uno dei grandi maestri della fotografia italiana. La mostra \u201cMondi da abitare\u201d mette in dialogo architettura, paesaggio urbano e vita quotidiana, svelando la forza compositiva e sociale delle sue opere. 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Attraverso una selezione di 120 fotografie provenienti dall\u2019Archivio di famiglia, articolata in nove sezioni, il percorso ripercorre il lavoro dell\u2019autore dagli anni Cinquanta al 2013, mettendo in luce la sua capacit\u00e0 di osservare e interpretare l\u2019ambiente costruito, le trasformazioni delle citt\u00e0 e le dinamiche della vita collettiva. Architettura e quotidianit\u00e0, un unico racconto In Mondi da abitare, gli edifici e gli spazi urbani non sono semplici sfondi: diventano parte integrante della narrazione fotografica. Berengo Gardin osserva la disposizione geometrica dei luoghi, i volumi architettonici, l\u2019alternanza di pieni e vuoti, restituendo immagini nelle quali rigore compositivo e sensibilit\u00e0 umana convivono in equilibrio. 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Lo sguardo sui grandi progetti architettonici Un ruolo importante nel percorso \u00e8 riservato anche al lavoro di documentazione svolto nei cantieri di grandi progetti architettonici, realizzati da professionisti con cui il fotografo ha condiviso rapporti di amicizia e collaborazione, tra cui Renzo Piano. Un\u2019attivit\u00e0 che testimonia il suo interesse per le trasformazioni del territorio e per il modo in cui le scelte progettuali incidono sull\u2019esperienza delle persone. Le immagini restituiscono una visione dell\u2019architettura che va oltre la forma dell\u2019edificio: lo spazio viene osservato nella sua relazione con la societ\u00e0, con il lavoro e con le abitudini quotidiane. I mondi raccontati da Berengo Gardin sono dunque luoghi concreti, ma anche visioni poetiche, nelle quali la precisione dello sguardo si accompagna alla capacit\u00e0 di suggerire significati pi\u00f9 ampi. 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