{"id":233060,"date":"2026-10-12T19:07:00","date_gmt":"2026-10-12T17:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/?p=233060"},"modified":"2026-10-10T21:08:32","modified_gmt":"2026-10-10T19:08:32","slug":"brennero-basta-blocchi-servono-regole-europee-per-salvare-trasporti-e-imprese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/de\/2026\/10\/12\/brennero-basta-blocchi-servono-regole-europee-per-salvare-trasporti-e-imprese\/","title":{"rendered":"Brennero, basta blocchi: \u00abServono regole europee per salvare trasporti e imprese\u00bb"},"content":{"rendered":"<p data-pm-slice=\"1 1 []\"><strong>Agli Stati Generali dell\u2019Autotrasporto, Mirko Siviero di CNA Fita Trentino-Alto Adige chiede una strategia condivisa tra Italia, Austria e Germania. Sul tavolo sei proposte: dai pedaggi variabili agli studi scientifici su traffico ed emissioni.<\/strong><\/p>\n<p>Due milioni e 400 mila camion all\u2019anno, milioni di automobilisti e un corridoio strategico per il trasporto delle merci in Europa. Il Brennero \u00e8 uno snodo fondamentale per la logistica continentale, ma le restrizioni al transito, le code e i lavori infrastrutturali continuano a pesare sulle imprese. Da Roma, agli Stati Generali delle Associazioni di categoria dell\u2019autotrasporto, arriva quindi una richiesta precisa: <strong>superare la gestione a colpi di divieti e costruire una strategia europea per governare il traffico<\/strong>.<\/p>\n<p>A rilanciarla \u00e8 Mirko Siviero, presidente di CNA Fita Trentino-Alto Adige e delegato CNA Fita per i valichi alpini, intervenuto al tavolo dedicato alle politiche europee. Per Siviero, il problema non riguarda soltanto i territori attraversati dall\u2019asse alpino, ma l\u2019intero sistema produttivo e logistico italiano.<\/p>\n<p>\u00abIl Brennero non \u00e8 una questione esclusivamente regionale, ma uno dei principali corridoi del mercato unico europeo\u00bb, sottolinea Siviero. \u00abLe restrizioni che ne limitano l\u2019utilizzo producono conseguenze sull\u2019intero sistema logistico, sulle imprese di trasporto e sulla competitivit\u00e0 dell\u2019industria italiana\u00bb.<\/p>\n<h2>Tra divieti, code e costi per le imprese<\/h2>\n<p>Nel 2025, secondo i dati riportati da CNA Fita, il corridoio del Brennero \u00e8 stato attraversato da <strong>2,4 milioni di camion e 12 milioni di autovetture<\/strong>. La sovrapposizione delle limitazioni austriache al transito, del sistema di dosaggio dei mezzi pesanti e dei lavori sul ponte Lueg contribuisce a rendere pi\u00f9 complessa la gestione dei flussi, con ritardi, maggiori costi operativi e difficolt\u00e0 nella pianificazione dei viaggi.<\/p>\n<p>Il conto economico \u00e8 pesante: le stime di Uniontrasporti citate dall\u2019associazione indicano in oltre <strong>1,8 miliardi di euro i danni subiti dalle imprese italiane di trasporto merci negli ultimi cinque anni<\/strong>, ai quali si aggiungono le conseguenze delle limitazioni infrastrutturali.<\/p>\n<p>La posizione di CNA Fita \u00e8 che la regolazione del traffico debba basarsi su dati verificabili, sulla capacit\u00e0 effettiva dell\u2019infrastruttura e su un coordinamento tra i Paesi coinvolti. Non si tratta, precisa Siviero, di ignorare le esigenze ambientali e la tutela delle comunit\u00e0 locali, ma di individuare misure che tengano insieme sostenibilit\u00e0, sicurezza stradale e continuit\u00e0 delle attivit\u00e0 economiche.<\/p>\n<h2>Le sei proposte per cambiare rotta<\/h2>\n<p>Il documento presentato agli Stati Generali individua sei direttrici d\u2019intervento per arrivare a una gestione pi\u00f9 coordinata dell\u2019asse Monaco-Brennero-Verona.<\/p>\n<ul data-spread=\"false\">\n<li>\n<p><strong>Un tavolo trilaterale Italia-Austria-Germania<\/strong>, con il possibile coinvolgimento della Commissione europea, per affrontare in modo unitario il funzionamento del corridoio.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p><strong>Uno studio scientifico indipendente sulle emissioni<\/strong>, per confrontare l\u2019impatto ambientale del traffico regolare con quello prodotto da code, soste prolungate e ripartenze.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p><strong>Un\u2019analisi della capacit\u00e0 effettiva nelle 24 ore<\/strong>, cos\u00ec da valutare quanti veicoli possano transitare attraverso l\u2019infrastruttura con una programmazione continuativa, senza concentrare i flussi in finestre temporali ristrette.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p><strong>Pedaggi variabili per fascia oraria sull\u2019A22<\/strong>, da valutare per camion e autovetture, con tariffe pi\u00f9 basse nelle ore meno congestionate e pi\u00f9 alte nei momenti di punta. L\u2019ipotesi comprende anche possibili incentivi legati alle prestazioni ambientali dei veicoli, nel rispetto delle norme europee.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p><strong>L\u2019estensione del progetto BrennerLEC all\u2019intero corridoio<\/strong>, valorizzando l\u2019esperienza della gestione dinamica dei limiti di velocit\u00e0 per migliorare la fluidit\u00e0 e contenere le emissioni.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p><strong>Uno studio economico e giuridico sulle restrizioni in Tirolo<\/strong>, per valutare gli eventuali effetti sulla concorrenza e sulle diverse condizioni di accesso alle infrastrutture per gli operatori locali e le imprese di transito.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Traffico fluido o blocchi: l\u2019impatto ambientale da misurare<\/h2>\n<p>Uno dei punti centrali della proposta riguarda proprio il rapporto tra circolazione e tutela ambientale. Secondo CNA Fita, non \u00e8 possibile presumere che fermare o rallentare i veicoli produca automaticamente benefici sul fronte delle emissioni. Code, motori al minimo e continue ripartenze possono incidere sui consumi: per questo l\u2019associazione chiede uno studio indipendente che confronti scientificamente gli effetti delle diverse modalit\u00e0 di gestione del traffico.<\/p>\n<p>La proposta arriva mentre \u00e8 in corso la controversia tra Italia e Austria davanti alla Corte di giustizia dell\u2019Unione europea sulle restrizioni al transito dei mezzi pesanti. Per CNA Fita, il confronto politico e tecnico tra i Paesi interessati dovrebbe procedere parallelamente al procedimento giudiziario, senza attendere necessariamente la decisione definitiva prima di cercare soluzioni condivise.<\/p>\n<p>\u00abNon chiediamo di ignorare i problemi ambientali o le esigenze delle comunit\u00e0 locali. Chiediamo di affrontarli con strumenti efficaci, misurabili e condivisi\u00bb, conclude Siviero. \u00abLa priorit\u00e0 deve essere conoscere la capacit\u00e0 reale del corridoio, distribuire meglio i flussi e individuare soluzioni che tutelino insieme ambiente, sicurezza e lavoro\u00bb.<\/p>\n<p>Il messaggio dell\u2019associazione \u00e8 chiaro: per il Brennero la sfida non \u00e8 soltanto decidere chi pu\u00f2 passare e quando, ma individuare un sistema di gestione capace di coordinare infrastrutture, traffico e necessit\u00e0 delle imprese su scala europea.<\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Foto, da sinistra Mirko Siviero, presidente CNA Fita Trentino Alto Adige, agli Stati generali dell\u2019Autotrasporto insieme a Michele Santoni, presidente di CNA Fita Nazionale, Matteo Fabbri, Davide Pecci e Mauro Concezzi<\/em><\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Agli Stati Generali dell\u2019Autotrasporto, Mirko Siviero di CNA Fita Trentino-Alto Adige chiede una strategia condivisa tra Italia, Austria e Germania. 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