{"id":232982,"date":"2026-10-09T11:06:00","date_gmt":"2026-10-09T09:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/?p=232982"},"modified":"2026-10-08T18:09:33","modified_gmt":"2026-10-08T16:09:33","slug":"il-pieno-diventa-un-salasso-imprese-altoatesine-in-allarme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/de\/2026\/10\/09\/il-pieno-diventa-un-salasso-imprese-altoatesine-in-allarme\/","title":{"rendered":"Il pieno diventa un salasso: imprese altoatesine in allarme"},"content":{"rendered":"<p data-pm-slice=\"1 1 []\"><strong>Caro carburanti, CNA Alto Adige chiede interventi urgenti alla Provincia. Dai trasportatori agli edili, dai serramentisti agli impiantisti: aumentano i costi e le imprese sono costrette a rivedere organizzazione, preventivi e investimenti.<\/strong><\/p>\n<p>Il caro carburanti torna a pesare pesantemente sulle imprese altoatesine. E questa volta l\u2019allarme non riguarda soltanto il mondo dell\u2019autotrasporto. A pagare il conto del gasolio e della benzina sempre pi\u00f9 cari sono anche piccole e micro imprese che, per lavorare, devono necessariamente spostarsi con furgoni, autocarri e altri mezzi aziendali.<\/p>\n<p>A raccogliere la preoccupazione delle imprese \u00e8 CNA Alto Adige S\u00fcdtirol, che chiede alla Provincia interventi urgenti per contenere l\u2019impatto dei rincari.<\/p>\n<p>\u201cLa Provincia Autonoma di Bolzano non determina i prezzi del carburante alla pompa e non pu\u00f2 modificare le accise stabilite dallo Stato\u201d, ricorda Cristiano Cantisani, presidente di CNA Alto Adige S\u00fcdtirol. Ma, sottolinea, lo Statuto di autonomia assegna alla Provincia nove decimi del gettito delle accise su benzina, gasolio e GPL per autotrazione venduti sul territorio provinciale.<\/p>\n<p>Da qui la richiesta di non limitarsi a osservare l\u2019aumento dei prezzi, ma di intervenire. \u201cChiediamo alla Giunta provinciale \u2013 spiega Cantisani \u2013 di analizzare le ragioni degli elevati prezzi praticati in Alto Adige, addirittura superiori alla media nazionale, di informare le autorit\u00e0 competenti sui controlli e di valutare misure territoriali a favore delle imprese\u201d.<\/p>\n<p>Sul tavolo ci sono diverse ipotesi: ristori compensativi per le aziende, incentivi per accelerare il rinnovo del parco mezzi con veicoli a mobilit\u00e0 ecologica e, soprattutto, una possibile riduzione territoriale delle accise concordata con lo Stato.<\/p>\n<p>\u201cStato e Provincia potrebbero concordare una riduzione dell&#8217;accisa applicata in Alto Adige, facendo s\u00ec che la minore entrata statale venga compensata, in tutto o in parte, dalla Provincia\u201d, propone il presidente di CNA. Un modello potrebbe essere quello del Friuli Venezia Giulia, che attraverso risorse proprie sostiene le imprese con ristori a fondo perduto e finanzia uno sconto diretto alla pompa per i cittadini residenti.<\/p>\n<h3>Dai taxi ai camion, il carburante pesa fino al 30%<\/h3>\n<p>L\u2019impatto pi\u00f9 pesante si registra naturalmente nelle attivit\u00e0 in cui il carburante rappresenta una quota significativa dei costi aziendali. Per taxi e Ncc, ad esempio, la questione \u00e8 gi\u00e0 arrivata sul tavolo delle tariffe.<\/p>\n<p>I tassisti potrebbero dover intervenire almeno sui servizi extraurbani, d\u2019intesa con i Comuni, mentre gli Ncc possono adeguare autonomamente i propri tariffari. Parallelamente, CNA indica come strada da incentivare il ricambio delle flotte, favorendo l\u2019acquisto di veicoli elettrici o ibridi attraverso contributi provinciali.<\/p>\n<p>Nel trasporto merci il peso del carburante sui costi aziendali pu\u00f2 superare il 30%. Il ritocco delle tariffe e il credito d\u2019imposta straordinario hanno permesso di superare la precedente crisi di liquidit\u00e0, che a maggio aveva portato la categoria vicino al fermo. Ma oggi, con il nuovo peggioramento del quadro, l\u2019emergenza torna a farsi sentire.<\/p>\n<p>Per CNA, un intervento strutturale sulle accise per le categorie professionali sarebbe la soluzione pi\u00f9 efficace. A livello provinciale, invece, si potrebbe ipotizzare un ristoro calcolato sui litri consumati o sui chilometri percorsi, eventualmente differenziato in base alle diverse categorie.<\/p>\n<h3>Ma il problema riguarda anche chi non fa l\u2019autotrasportatore<\/h3>\n<p>\u00c8 proprio questo uno degli aspetti sui quali CNA vuole accendere i riflettori.<\/p>\n<p>Il rincaro del carburante colpisce infatti tutte quelle imprese che utilizzano furgoni e mezzi pesanti per conto proprio. In media, l\u2019aumento incide tra il 6 e il 10% sui costi complessivi.<\/p>\n<p>I numeri rendono bene l\u2019idea.<\/p>\n<p>Una piccola impresa edile, di impiantistica, manutenzione o produzione \u2013 serramentisti, vetrai, fabbri, carpentieri \u2013 con cinque dipendenti, tre furgoni e un autocarro pu\u00f2 percorrere circa 60 mila chilometri all\u2019anno, con un consumo medio di 10 chilometri al litro.<\/p>\n<p>Con il gasolio passato da 1,80 a 2,27 euro al litro, la maggiore spesa annuale supera i 1.800 euro. A 120 mila chilometri si arriva a circa 3.600 euro in pi\u00f9, mentre con 200 mila chilometri si sfiorano i 6.000 euro.<\/p>\n<p>Numeri che per una piccola impresa possono fare la differenza.<\/p>\n<p>\u201c<strong>La soluzione adottata in azienda? Vendo un camion<\/strong> \u2013 racconta il titolare di un\u2019azienda edile \u2013 e cerco di riorganizzare il lavoro con meno mezzi e ottimizzare i costi\u201d.<\/p>\n<p>Un altro imprenditore del settore \u00e8 ancora pi\u00f9 diretto: \u201cNon abbiamo soluzioni alternative, il costo del carburante \u00e8 aumentato del 30% su base mensile e abbiamo attrezzature e mezzi che devono rimanere in movimento. Percorriamo gli stessi chilometri di un autotrasportatore, senza alcun ristoro\u201d.<\/p>\n<h3>Preventivi da rifare, trasferte da valutare<\/h3>\n<p>Il caro carburante sta cambiando anche il modo in cui le imprese fanno i conti con i clienti.<\/p>\n<p>Il titolare di una vetreria racconta di valutare oggi con maggiore attenzione le richieste di lavoro fuori provincia, inserendo il costo del carburante nei preventivi. Il problema, per\u00f2, riguarda soprattutto i lavori gi\u00e0 acquisiti.<\/p>\n<p>\u201cSe i costi non vengono riconosciuti, siamo costretti a verificare la fattibilit\u00e0 di un incarico che contempli numerose trasferte. Senza contare che per i lavori gi\u00e0 in essere non possiamo ritoccare i preventivi. Rischiamo di rimetterci per non perdere il cliente\u201d.<\/p>\n<p>Stessa situazione per i serramentisti. \u201cSui nuovi contratti calcoliamo i rincari, il problema sono i vecchi preventivi. In alcuni casi ci stiamo rimettendo ma non abbiamo soluzioni\u201d.<\/p>\n<p>E cos\u00ec anche le piccole imprese sono costrette a cambiare organizzazione. Si accorpano gli interventi, si pianificano con maggiore attenzione le trasferte, si cerca di utilizzare lo stesso mezzo per coprire pi\u00f9 lavori nella stessa zona.<\/p>\n<p>\u201cCon lo stesso furgone cerchiamo di coprire aree omogenee \u2013 spiega il titolare di un\u2019azienda di impianti elettrici \u2013 e con grande onest\u00e0 e trasparenza dobbiamo chiedere un contributo aggiuntivo al cliente anche quando facciamo un semplice sopralluogo\u201d.<\/p>\n<p>Il carburante, insomma, non \u00e8 pi\u00f9 soltanto una voce di costo tra le altre. Per molte piccole imprese altoatesine sta diventando un fattore che condiziona direttamente il lavoro, i preventivi, gli spostamenti e perfino le scelte sul futuro del parco mezzi.<\/p>\n<p>Da qui l\u2019appello di CNA alla Provincia: intervenire prima che il pieno diventi, per le imprese, un costo impossibile da sostenere.<\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Foto, Cristiano Cantisani, presidente di CNA Alto Adige S\u00fcdtirol<\/em><\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caro carburanti, CNA Alto Adige chiede interventi urgenti alla Provincia. 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Sul tavolo ci sono diverse ipotesi: ristori compensativi per le aziende, incentivi per accelerare il rinnovo del parco mezzi con veicoli a mobilit\u00e0 ecologica e, soprattutto, una possibile riduzione territoriale delle accise concordata con lo Stato. \u201cStato e Provincia potrebbero concordare una riduzione dell&#8217;accisa applicata in Alto Adige, facendo s\u00ec che la minore entrata statale venga compensata, in tutto o in parte, dalla Provincia\u201d, propone il presidente di CNA. Un modello potrebbe essere quello del Friuli Venezia Giulia, che attraverso risorse proprie sostiene le imprese con ristori a fondo perduto e finanzia uno sconto diretto alla pompa per i cittadini residenti. Dai taxi ai camion, il carburante pesa fino al 30% L\u2019impatto pi\u00f9 pesante si registra naturalmente nelle attivit\u00e0 in cui il carburante rappresenta una quota significativa dei costi aziendali. Per taxi e Ncc, ad esempio, la questione \u00e8 gi\u00e0 arrivata sul tavolo delle tariffe. I tassisti potrebbero dover intervenire almeno sui servizi extraurbani, d\u2019intesa con i Comuni, mentre gli Ncc possono adeguare autonomamente i propri tariffari. Parallelamente, CNA indica come strada da incentivare il ricambio delle flotte, favorendo l\u2019acquisto di veicoli elettrici o ibridi attraverso contributi provinciali. Nel trasporto merci il peso del carburante sui costi aziendali pu\u00f2 superare il 30%. Il ritocco delle tariffe e il credito d\u2019imposta straordinario hanno permesso di superare la precedente crisi di liquidit\u00e0, che a maggio aveva portato la categoria vicino al fermo. Ma oggi, con il nuovo peggioramento del quadro, l\u2019emergenza torna a farsi sentire. Per CNA, un intervento strutturale sulle accise per le categorie professionali sarebbe la soluzione pi\u00f9 efficace. 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Si accorpano gli interventi, si pianificano con maggiore attenzione le trasferte, si cerca di utilizzare lo stesso mezzo per coprire pi\u00f9 lavori nella stessa zona. \u201cCon lo stesso furgone cerchiamo di coprire aree omogenee \u2013 spiega il titolare di un\u2019azienda di impianti elettrici \u2013 e con grande onest\u00e0 e trasparenza dobbiamo chiedere un contributo aggiuntivo al cliente anche quando facciamo un semplice sopralluogo\u201d. Il carburante, insomma, non \u00e8 pi\u00f9 soltanto una voce di costo tra le altre. Per molte piccole imprese altoatesine sta diventando un fattore che condiziona direttamente il lavoro, i preventivi, gli spostamenti e perfino le scelte sul futuro del parco mezzi. Da qui l\u2019appello di CNA alla Provincia: intervenire prima che il pieno diventi, per le imprese, un costo impossibile da sostenere. 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