{"id":230862,"date":"2026-08-01T13:42:00","date_gmt":"2026-08-01T11:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/?p=230862"},"modified":"2026-07-31T21:44:58","modified_gmt":"2026-07-31T19:44:58","slug":"ritrovata-la-musica-perduta-del-medioevo-dopo-500-anni-torna-a-risuonare-il-codice-di-san-gaudenzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/de\/2026\/08\/01\/ritrovata-la-musica-perduta-del-medioevo-dopo-500-anni-torna-a-risuonare-il-codice-di-san-gaudenzo\/","title":{"rendered":"Ritrovata la musica perduta del Medioevo: dopo 500 anni torna a risuonare il Codice di San Gaudenzo"},"content":{"rendered":"<p class=\"isSelectedEnd\">Per oltre cinque secoli \u00e8 rimasta nascosta tra le pagine di un antico registro contabile. Oggi, grazie a un lungo lavoro di restauro e ricostruzione, quella musica \u00e8 tornata a vivere e, per la prima volta in epoca moderna, potr\u00e0 essere nuovamente ascoltata.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">\u00c8 la straordinaria storia del Codice di San Gaudenzo, un manoscritto musicale medievale recuperato all&#8217;Archivio di Stato di Rimini e ricostruito dall&#8217;Universit\u00e0 di Trento, che il prossimo 4 settembre sar\u00e0 protagonista di un concerto al Teatro Galli di Rimini nell&#8217;ambito della Sagra Musicale Malatestiana.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La scoperta nasce da 179 sottili strisce di pergamena che, tra il Quattrocento e il Cinquecento, erano state tagliate e riutilizzate come rinforzo per la legatura di un registro dei censi dell&#8217;abbazia benedettina di San Gaudenzo. Per secoli quei frammenti, cuciti tra le pagine del volume, hanno custodito in silenzio pentagrammi e composizioni medievali rimaste sconosciute.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il recupero \u00e8 stato possibile grazie all&#8217;intervento dell&#8217;Istituto centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro (Icpal), che nel 2025 ha restaurato i frammenti, digitalizzandoli uno a uno in alta definizione. Successivamente il gruppo di ricerca dell&#8217;Universit\u00e0 di Trento, coordinato dal musicologo Francesco Zimei, ha ricostruito virtualmente il manoscritto, rimontando ogni singolo frammento come un gigantesco puzzle digitale.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">\u00abRecuperare un codice in queste condizioni, tutto tagliuzzato e deformato, e trasformarlo in qualcosa di fruibile che torna a nuova vita \u00e8 qualcosa di eccezionale\u00bb, spiega Zimei, docente di Musicologia e Storia della musica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell&#8217;Universit\u00e0 di Trento e responsabile del progetto europeo <em>Laudare<\/em>. \u00abNoi pubblichiamo un manoscritto che non esiste pi\u00f9. Esistono solo dei frammenti, oggi conservati separatamente. Siamo convinti che questo lavoro far\u00e0 scuola\u00bb.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il risultato \u00e8 una delle pi\u00f9 importanti riscoperte degli ultimi anni nel campo della musica medievale. Il canzoniere raccoglie infatti 85 composizioni profane, tra ballate, madrigali, rondeaux e chansons, risalenti tra la fine del Trecento e l&#8217;inizio del Quattrocento. Ben diciannove di questi brani sono unici e non risultano presenti in nessun&#8217;altra fonte musicale dell&#8217;epoca.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il manoscritto racconta inoltre un&#8217;Italia gi\u00e0 profondamente inserita nella circolazione artistica europea. Accanto ai grandi autori dell&#8217;Ars Nova italiana, come Francesco Landini, compaiono infatti composizioni francesi attribuite ai musicisti franco-fiamminghi della Cappella Papale, tra cui Guillaume Du Fay, testimonianza dei rapporti culturali tra la corte malatestiana e i principali centri musicali del continente.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Fondamentale anche il lavoro dell&#8217;Icpal. \u00abIl recupero del Codice di San Gaudenzo dimostra come il restauro, quando si fonda su metodologie scientifiche avanzate e sul dialogo tra competenze diverse, possa restituire alla ricerca testimonianze che sembravano irrimediabilmente perdute\u00bb, sottolinea la direttrice Michela Palazzo.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Lo studio del manoscritto \u00e8 stato raccolto in due volumi, pubblicati nella nuova collana <em>Ars Renovata<\/em> della Libreria Musicale Italiana. Il primo raccoglie gli studi scientifici dedicati al codice, mentre il secondo presenta la ricostruzione completa del manoscritto, con le immagini restaurate digitalmente.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Ma il momento pi\u00f9 emozionante arriver\u00e0 il 4 settembre. Sul palco del Teatro Galli salir\u00e0 infatti l&#8217;Ensemble Micrologus, gruppo di fama internazionale specializzato nell&#8217;esecuzione della musica medievale con strumenti storici ricostruiti. Viella, liuto, organo portativo, flauti e cennamelle accompagneranno un repertorio che nessuno aveva pi\u00f9 potuto ascoltare da oltre cinquecento anni.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 la prima esecuzione moderna delle musiche custodite nel Codice di San Gaudenzo: un viaggio sonoro che restituir\u00e0 voce a un patrimonio rimasto nascosto per secoli e che oggi torna a raccontare una pagina fondamentale della storia musicale europea.<\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Foto, una pagina del Codice di San Gaudenzo ricostruita virtualmente\/c-Francesco Zimei e Giacomo Pirani (Universit\u00e0 di Trento) per la ricostruzione<\/em><\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per oltre cinque secoli \u00e8 rimasta nascosta tra le pagine di un antico registro contabile. 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