{"id":230425,"date":"2026-07-22T20:38:12","date_gmt":"2026-07-22T18:38:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/?p=230425"},"modified":"2026-07-22T20:38:15","modified_gmt":"2026-07-22T18:38:15","slug":"dal-fascismo-alla-memoria-lalto-adige-entra-nella-rete-europea-che-rilegge-i-monumenti-scomodi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/de\/2026\/07\/22\/dal-fascismo-alla-memoria-lalto-adige-entra-nella-rete-europea-che-rilegge-i-monumenti-scomodi\/","title":{"rendered":"Dal fascismo alla memoria: l\u2019Alto Adige entra nella rete europea che rilegge i monumenti scomodi"},"content":{"rendered":"<p class=\"isSelectedEnd\">I monumenti del Ventennio non spariscono. Restano nelle piazze, negli edifici pubblici e nei paesaggi urbani dell\u2019Alto Adige, portandosi dietro una storia complessa, spesso divisiva e ancora capace di riaccendere il dibattito politico. Ora, per\u00f2, quei luoghi potranno essere affrontati con uno sguardo pi\u00f9 ampio, europeo e culturale.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il Consiglio provinciale ha approvato la proposta del Gruppo Verde che impegna la Giunta provinciale ad avviare il percorso di adesione dell\u2019Alto Adige alla rete europea ATRIUM, dedicata al patrimonio architettonico legato ai regimi totalitari del Novecento.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">L\u2019obiettivo \u00e8 trasformare una parte del patrimonio pi\u00f9 controverso del territorio in un\u2019occasione di conoscenza e riflessione. Non celebrazione, ma memoria. Non contrapposizione ideologica, ma contestualizzazione storica.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La decisione arriva in una fase in cui il rapporto con le testimonianze del fascismo \u00e8 tornato al centro dell\u2019attenzione, anche dopo il crollo di una parte del Tribunale di Bolzano. Per i Verdi, proprio episodi come questo dimostrano quanto sia necessario superare le polemiche ricorrenti e affrontare il tema con strumenti culturali e scientifici.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">\u00abQuesti edifici raccontano una storia difficile. Non possiamo limitarci a polemizzare ogni volta che uno di questi monumenti torna al centro dell\u2019attenzione. Dobbiamo invece spiegare, contestualizzare e fare memoria\u00bb, afferma Brigitte Foppa, prima firmataria dell\u2019ordine del giorno. \u00abSolo cos\u00ec questi luoghi possono diventare strumenti di conoscenza e non di celebrazione\u00bb.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">ATRIUM riunisce citt\u00e0 e territori europei che condividono la presenza di edifici e spazi pubblici realizzati durante le dittature e i regimi totalitari del XX secolo. La rete propone una lettura comune di un patrimonio architettonico che non pu\u00f2 essere separato dal contesto storico nel quale \u00e8 nato.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Si tratta di edifici spesso imponenti, talvolta monumentali, ma anche scomodi. Strutture che raccontano non solo l\u2019architettura del loro tempo, ma anche i sistemi di potere, la propaganda e le ideologie che li hanno prodotti.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Per il Gruppo Verde, lavorare su questo patrimonio significa quindi anche rafforzare la consapevolezza democratica. Le tracce delle dittature, infatti, attraversano tutta l\u2019Europa e possono diventare strumenti per comprendere meglio il passato e riconoscere i rischi del presente.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">\u00abRiconoscere, comprendere e contestualizzare le tracce delle dittature ci aiuta a capire meglio la nostra storia e quella degli altri, affinch\u00e9 gli errori del passato non si ripetano\u00bb, concludono i consiglieri provinciali Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler.<\/p>\n<p>L\u2019Alto Adige si prepara cos\u00ec a entrare in una rete europea che non vuole cancellare i monumenti della storia, ma leggerli con occhi nuovi. Perch\u00e9 anche l\u2019architettura, quando \u00e8 nata sotto una dittatura, pu\u00f2 diventare \u2013 se raccontata nel modo giusto \u2013 una lezione di democrazia.<\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Foto, Brigitte Foppa<\/em><\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I monumenti del Ventennio non spariscono. Restano nelle piazze, negli edifici pubblici e nei paesaggi urbani dell\u2019Alto Adige, portandosi dietro una storia complessa, spesso divisiva e ancora capace di riaccendere il dibattito politico. Ora, per\u00f2, quei luoghi potranno essere affrontati con uno sguardo pi\u00f9 ampio, europeo e culturale. 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Non possiamo limitarci a polemizzare ogni volta che uno di questi monumenti torna al centro dell\u2019attenzione. Dobbiamo invece spiegare, contestualizzare e fare memoria\u00bb, afferma Brigitte Foppa, prima firmataria dell\u2019ordine del giorno. \u00abSolo cos\u00ec questi luoghi possono diventare strumenti di conoscenza e non di celebrazione\u00bb. ATRIUM riunisce citt\u00e0 e territori europei che condividono la presenza di edifici e spazi pubblici realizzati durante le dittature e i regimi totalitari del XX secolo. La rete propone una lettura comune di un patrimonio architettonico che non pu\u00f2 essere separato dal contesto storico nel quale \u00e8 nato. Si tratta di edifici spesso imponenti, talvolta monumentali, ma anche scomodi. Strutture che raccontano non solo l\u2019architettura del loro tempo, ma anche i sistemi di potere, la propaganda e le ideologie che li hanno prodotti. 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