{"id":214346,"date":"2025-08-01T14:50:21","date_gmt":"2025-08-01T12:50:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/?p=214346"},"modified":"2025-08-01T14:50:24","modified_gmt":"2025-08-01T12:50:24","slug":"gaza-tra-fatti-propaganda-e-i-dubbi-necessari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/de\/2025\/08\/01\/gaza-tra-fatti-propaganda-e-i-dubbi-necessari\/","title":{"rendered":"Gaza: tra fatti, propaganda e i dubbi necessari"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"fontstyle0\">In un contesto complesso come quello di Gaza, permangono interrogativi e dubbi legittimi riguardo la <\/span><span class=\"fontstyle2\">veridicit\u00e0 <\/span><span class=\"fontstyle0\">di alcune narrazioni.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"fontstyle0\">\u00c8 plausibile che i dati provenienti dal <\/span><span class=\"fontstyle2\">Ministero della Salute di Gaza<\/span><span class=\"fontstyle0\">, controllato da Hamas, abbiano sollevato perplessit\u00e0. Questo scetticismo potrebbe derivare dalla consapevolezza che Hamas \u00e8 riconosciuta come organizzazione terroristica da molti Paesi nel mondo. \u00c8 la stessa organizzazione che il 7 ottobre ha lanciato un attacco brutale contro civili inermi, intere famiglie, bambini e donne indifese in Israele. Un massacro motivato dall&#8217;odio e da un&#8217;ideologia che mira all&#8217;annientamento degli ebrei e dello Stato di Israele, in nome di un unico popolo e di un unico Stato: quello palestinese.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"fontstyle0\">Osservando le immagini di Gaza registrate il 6 ottobre, poche ore prima del massacro perpetrato da Hamas, si poteva constatare una citt\u00e0 fiorente. Grattacieli, hotel stellati, ristoranti di lusso, viali alberati con aiuole curate e strade asfaltate di prim&#8217;ordine testimoniavano una realt\u00e0 dove la vita sembrava poter solo migliorare, grazie a strutture come ospedali, universit\u00e0 e biblioteche, che avrebbero potuto essere ulteriormente potenziate.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"fontstyle0\">Ci si chiede allora: perch\u00e9 non restituire almeno i civili in ostaggio e chiedere perdono ai vicini di casa ebrei? Perch\u00e9 non si riesce a far funzionare l&#8217;idea dei &#8220;due popoli e due Stati&#8221;? E perch\u00e9 un riconoscimento &#8220;a freddo&#8221; e unilaterale dello Stato di Palestina oggi dovrebbe risolvere il problema? Quale Stato? Quali confini? Quale popolo? I palestinesi che vivono (e prosperano) in Israele dovrebbero forse lasciare lo Stato ebraico a favore di uno palestinese?<\/span><\/p>\n<p><span class=\"fontstyle0\">Personalmente, dopo numerosi viaggi in Israele, trovo difficile distinguere un ebreo sefardita da un palestinese. Non sono un antropologo esperto, <\/span><span class=\"fontstyle2\">n\u00e9 riesco a cogliere differenze nell&#8217;inflessione dell&#8217;ebraico quando a parlare sono un arabo o un ebreo<\/span><span class=\"fontstyle0\">. Non parlo n\u00e9 ebraico n\u00e9 arabo, pur essendo entrambe lingue semite che si intersecano. \u00c8 difficile comprendere la radice di un odio cos\u00ec profondo, che spinge ad attaccare selvaggiamente l&#8217;altro per annientarlo.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"fontstyle0\">Posso comprendere la volont\u00e0 di difendere i propri figli, la disperazione di madri e padri quando un figlio o una figlia parte per il servizio militare, <\/span><span class=\"fontstyle2\">come succede tra la popolazione israeliana ebraica e drusa<\/span><span class=\"fontstyle0\">. Non posso per\u00f2 comprendere, o accettare, che un genitore trovi felicit\u00e0 nel suicidio del proprio figlio per una causa religiosa o ideologica, <\/span><span class=\"fontstyle2\">come accaduto durante gli attacchi terroristici di chi si fa esplodere in nome di una tale causa<\/span><span class=\"fontstyle0\">. Sebbene la prevaricazione del pi\u00f9 forte possa esistere, in Israele tutti i cittadini \u2013 cristiani, ebrei e musulmani \u2013 hanno il diritto di manifestare liberamente le proprie idee, iscriversi all&#8217;universit\u00e0 ed essere curati in un ospedale pubblico. Gli unici a non avere diritto a cure ospedaliere senza assicurazione sono i turisti, ai quali vengono fatturati conti salatissimi; un sistema, questo, che ricorda quello previdenziale americano. In fondo, Israele \u00e8 in qualche modo un&#8217; &#8220;America in Medio Oriente&#8221;, sebbene fondata principalmente da ebrei europei.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"fontstyle0\">Vorremmo tutti che questa tragedia di Gaza non si fosse mai verificata. Eppure, molti esperti di conflitti si aspettavano che, prima o poi, sarebbe accaduto. Il conflitto non si era mai realmente placato, e il 7 ottobre \u00e8 stata la prova inequivocabile che in quella regione la pace non \u00e8 ancora una realt\u00e0 consolidata.<\/span><\/p>\n<p><strong><span class=\"fontstyle2\">L&#8217;Agenda Nascosta e la Questione della Disinformazione<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span class=\"fontstyle0\">C&#8217;\u00e8 di pi\u00f9: un odio profondo ha spinto Hamas a far avanzare le rampe di missili anche dopo la decisione di Sharon di ritirarsi dalla Striscia di Gaza. L&#8217;intenzione palestinese radicale \u00e8 chiara: <\/span><span class=\"fontstyle2\">avanzare fino al Giordano<\/span><span class=\"fontstyle0\">. Hamas le prova tutte, e l&#8217;arma pi\u00f9 utilizzata \u00e8 sempre stata la disinformazione, una propaganda che abbiamo gi\u00e0 visto impiegata contro gli ebrei in passato, condita da un ampio vittimismo che genera consenso.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"fontstyle0\">Oggi affermare che tutto ci\u00f2 che vediamo di Gaza sia completamente falso sarebbe un azzardo. Tuttavia, emerge una storia che viene da lontano, una narrazione che vede Hamas raccontare da sempre solo ci\u00f2 che fa comodo ai propri scopi. Persino alcuni giornalisti sono &#8220;scomparsi&#8221;. Ricordo di persona, molti anni fa, di trovarmi a due passi dalla Striscia con un corrispondente RAI, il quale mi spieg\u00f2 la necessit\u00e0 di procedere all&#8217;interno di Gaza con un mezzo blindato e di non pronunciare assolutamente nulla che potesse infastidire Hamas, pena minima una sassaiola appena superata la zona di controllo israeliano. Il prezzo da pagare per chi non dice &#8220;la verit\u00e0&#8221; imposta su Gaza \u00e8 altissimo. La popolazione \u00e8 costantemente sotto lo scacco di Hamas.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"fontstyle0\">Vi siete mai chiesti se un palestinese arabo, che prima del 7 ottobre viveva tranquillamente a Tel Aviv, Nazareth, nel Negev o ad Haifa, sarebbe stato disposto a scambiare la sua vita con un appartamento a Gaza? La risposta \u00e8 evidente. Da una parte, &#8220;l&#8217;America del Medio Oriente&#8221; \u2013 Israele \u2013 pu\u00f2 essere messa in discussione, l&#8217;opposizione pu\u00f2 chiedere le dimissioni del primo ministro e ci sono libere e democratiche elezioni (con un sistema proporzionale puro, simile a quello dell&#8217;Alto Adige, che rende spesso difficile la formazione di una maggioranza stabile e coesa). Questo contrasta nettamente con la realt\u00e0 dominata da Hamas.<\/span><\/p>\n<p><strong><span class=\"fontstyle2\">Il riconoscimento dello Stato Palestinese: Un Atto di Demagogia?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span class=\"fontstyle0\">Parlare ora di riconoscere lo Stato palestinese senza definirne confini e identit\u00e0 \u00e8 pura demagogia. La politica internazionale \u00e8 spinta dalla lodevole volont\u00e0 di ritrovare la pace. Abbiamo assistito a Israele quasi soccombere sotto il fuoco nemico dell&#8217;Iran, e solo l&#8217;aiuto americano ha ristabilito un equilibrio, per quanto precario, tra il colosso iraniano e la piccola Israele.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"fontstyle0\">Israele ha dimostrato di avere una strategia chiara: <\/span><span class=\"fontstyle2\">difendersi, armarsi e migliorare le tecnologie militari e civili<\/span><span class=\"fontstyle0\">. Tuttavia, in alcuni casi ha peccato di tattica. Le dimissioni di Golda Meir, Primo Ministro colta di sorpresa dall&#8217;attacco dei paesi arabi (Yom Kippur), seguite dalle dimissioni della premier stessa, sono un esempio di come il 7 ottobre si sarebbe potuto evitare. Si sarebbe potuto potenziare la linea di difesa sulla Striscia, mantenendo alta l&#8217;attenzione su chi, dall&#8217;altra parte, si stava preparando a un attacco letale. In quel deserto si cercava la normalit\u00e0 e la prosperit\u00e0, anche grazie a mega-eventi che portavano l&#8217;acqua dove c&#8217;era solo sabbia, un&#8217;acqua che aveva gi\u00e0 favorito l&#8217;agricoltura e che ora incarnava un secondo passo: dove arriva la vita, arrivano anche la musica e la socialit\u00e0. In una parola, si cercava di portare la cultura nel deserto. Ed \u00e8 invece arrivata la morte, portata da Hamas.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"fontstyle0\">Come si pu\u00f2 credere ai dati che provengono dagli squadroni e dalla propaganda della morte? Questa \u00e8 la domanda che emerge, suggerendo la necessit\u00e0 di una lettura critica delle informazioni.<\/span> <\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Foto, Claudio Degasperi nel 2008 con le forze di interposizione dell\u2019esercito indiano sulle alture del Golan<\/em><br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un contesto complesso come quello di Gaza, permangono interrogativi e dubbi legittimi riguardo la veridicit\u00e0 di alcune narrazioni. \u00c8 plausibile che i dati provenienti dal Ministero della Salute di Gaza, controllato da Hamas, abbiano sollevato perplessit\u00e0. Questo scetticismo potrebbe derivare dalla consapevolezza che Hamas \u00e8 riconosciuta come organizzazione terroristica da molti Paesi nel mondo. \u00c8 la stessa organizzazione che il 7 ottobre ha lanciato un attacco brutale contro civili inermi, intere famiglie, bambini e donne indifese in Israele. Un massacro motivato dall&#8217;odio e da un&#8217;ideologia che mira all&#8217;annientamento degli ebrei e dello Stato di Israele, in nome di un unico popolo e di un unico Stato: quello palestinese. Osservando le immagini di Gaza registrate il 6 ottobre, poche ore prima del massacro perpetrato da Hamas, si poteva constatare una citt\u00e0 fiorente. Grattacieli, hotel stellati, ristoranti di lusso, viali alberati con aiuole curate e strade asfaltate di prim&#8217;ordine testimoniavano una realt\u00e0 dove la vita sembrava poter solo migliorare, grazie a strutture come ospedali, universit\u00e0 e biblioteche, che avrebbero potuto essere ulteriormente potenziate. Ci si chiede allora: perch\u00e9 non restituire almeno i civili in ostaggio e chiedere perdono ai vicini di casa ebrei? Perch\u00e9 non si riesce a far funzionare l&#8217;idea dei &#8220;due popoli e due Stati&#8221;? E perch\u00e9 un riconoscimento &#8220;a freddo&#8221; e unilaterale dello Stato di Palestina oggi dovrebbe risolvere il problema? Quale Stato? Quali confini? Quale popolo? I palestinesi che vivono (e prosperano) in Israele dovrebbero forse lasciare lo Stato ebraico a favore di uno palestinese? Personalmente, dopo numerosi viaggi in Israele, trovo difficile distinguere un ebreo sefardita da un palestinese. Non sono un antropologo esperto, n\u00e9 riesco a cogliere differenze nell&#8217;inflessione dell&#8217;ebraico quando a parlare sono un arabo o un ebreo. Non parlo n\u00e9 ebraico n\u00e9 arabo, pur essendo entrambe lingue semite che si intersecano. \u00c8 difficile comprendere la radice di un odio cos\u00ec profondo, che spinge ad attaccare selvaggiamente l&#8217;altro per annientarlo. Posso comprendere la volont\u00e0 di difendere i propri figli, la disperazione di madri e padri quando un figlio o una figlia parte per il servizio militare, come succede tra la popolazione israeliana ebraica e drusa. Non posso per\u00f2 comprendere, o accettare, che un genitore trovi felicit\u00e0 nel suicidio del proprio figlio per una causa religiosa o ideologica, come accaduto durante gli attacchi terroristici di chi si fa esplodere in nome di una tale causa. Sebbene la prevaricazione del pi\u00f9 forte possa esistere, in Israele tutti i cittadini \u2013 cristiani, ebrei e musulmani \u2013 hanno il diritto di manifestare liberamente le proprie idee, iscriversi all&#8217;universit\u00e0 ed essere curati in un ospedale pubblico. Gli unici a non avere diritto a cure ospedaliere senza assicurazione sono i turisti, ai quali vengono fatturati conti salatissimi; un sistema, questo, che ricorda quello previdenziale americano. In fondo, Israele \u00e8 in qualche modo un&#8217; &#8220;America in Medio Oriente&#8221;, sebbene fondata principalmente da ebrei europei. Vorremmo tutti che questa tragedia di Gaza non si fosse mai verificata. Eppure, molti esperti di conflitti si aspettavano che, prima o poi, sarebbe accaduto. Il conflitto non si era mai realmente placato, e il 7 ottobre \u00e8 stata la prova inequivocabile che in quella regione la pace non \u00e8 ancora una realt\u00e0 consolidata. L&#8217;Agenda Nascosta e la Questione della Disinformazione C&#8217;\u00e8 di pi\u00f9: un odio profondo ha spinto Hamas a far avanzare le rampe di missili anche dopo la decisione di Sharon di ritirarsi dalla Striscia di Gaza. L&#8217;intenzione palestinese radicale \u00e8 chiara: avanzare fino al Giordano. Hamas le prova tutte, e l&#8217;arma pi\u00f9 utilizzata \u00e8 sempre stata la disinformazione, una propaganda che abbiamo gi\u00e0 visto impiegata contro gli ebrei in passato, condita da un ampio vittimismo che genera consenso. Oggi affermare che tutto ci\u00f2 che vediamo di Gaza sia completamente falso sarebbe un azzardo. Tuttavia, emerge una storia che viene da lontano, una narrazione che vede Hamas raccontare da sempre solo ci\u00f2 che fa comodo ai propri scopi. Persino alcuni giornalisti sono &#8220;scomparsi&#8221;. Ricordo di persona, molti anni fa, di trovarmi a due passi dalla Striscia con un corrispondente RAI, il quale mi spieg\u00f2 la necessit\u00e0 di procedere all&#8217;interno di Gaza con un mezzo blindato e di non pronunciare assolutamente nulla che potesse infastidire Hamas, pena minima una sassaiola appena superata la zona di controllo israeliano. Il prezzo da pagare per chi non dice &#8220;la verit\u00e0&#8221; imposta su Gaza \u00e8 altissimo. La popolazione \u00e8 costantemente sotto lo scacco di Hamas. Vi siete mai chiesti se un palestinese arabo, che prima del 7 ottobre viveva tranquillamente a Tel Aviv, Nazareth, nel Negev o ad Haifa, sarebbe stato disposto a scambiare la sua vita con un appartamento a Gaza? La risposta \u00e8 evidente. Da una parte, &#8220;l&#8217;America del Medio Oriente&#8221; \u2013 Israele \u2013 pu\u00f2 essere messa in discussione, l&#8217;opposizione pu\u00f2 chiedere le dimissioni del primo ministro e ci sono libere e democratiche elezioni (con un sistema proporzionale puro, simile a quello dell&#8217;Alto Adige, che rende spesso difficile la formazione di una maggioranza stabile e coesa). Questo contrasta nettamente con la realt\u00e0 dominata da Hamas. Il riconoscimento dello Stato Palestinese: Un Atto di Demagogia? Parlare ora di riconoscere lo Stato palestinese senza definirne confini e identit\u00e0 \u00e8 pura demagogia. La politica internazionale \u00e8 spinta dalla lodevole volont\u00e0 di ritrovare la pace. Abbiamo assistito a Israele quasi soccombere sotto il fuoco nemico dell&#8217;Iran, e solo l&#8217;aiuto americano ha ristabilito un equilibrio, per quanto precario, tra il colosso iraniano e la piccola Israele. Israele ha dimostrato di avere una strategia chiara: difendersi, armarsi e migliorare le tecnologie militari e civili. Tuttavia, in alcuni casi ha peccato di tattica. Le dimissioni di Golda Meir, Primo Ministro colta di sorpresa dall&#8217;attacco dei paesi arabi (Yom Kippur), seguite dalle dimissioni della premier stessa, sono un esempio di come il 7 ottobre si sarebbe potuto evitare. Si sarebbe potuto potenziare la linea di difesa sulla Striscia, mantenendo alta l&#8217;attenzione su chi, dall&#8217;altra parte, si stava preparando a un attacco letale. In quel deserto si cercava la normalit\u00e0 e la prosperit\u00e0, anche grazie a mega-eventi che portavano l&#8217;acqua dove c&#8217;era solo sabbia, un&#8217;acqua 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