{"id":213318,"date":"2025-07-05T16:17:02","date_gmt":"2025-07-05T14:17:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/?p=213318"},"modified":"2025-07-05T16:17:08","modified_gmt":"2025-07-05T14:17:08","slug":"a-trentanni-dalla-morte-lamico-enzo-nicolodi-ricorda-alexander-langer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/de\/2025\/07\/05\/a-trentanni-dalla-morte-lamico-enzo-nicolodi-ricorda-alexander-langer\/","title":{"rendered":"A trent\u2019anni dalla morte l\u2019amico Enzo Nicolodi ricorda Alexander Langer"},"content":{"rendered":"<p>\u00abForse avrei potuto alleggerirgli di pi\u00f9 il peso della politica\u00bb, con queste parole piene di affetto, Enzo Nicolodi, gi\u00e0 consigliere comunale dei Verdi a Merano, fondatore di Osko web TV, una piattaforma online su youtube e sui social di dibattito pubblico settimanale su svariate tematiche di pubblico interesse e ideatore di On the road again, la nota rassegna meranese dedicata al viaggio, nonch\u00e9 amico e compagno politico di Alexander Langer, rievoca la figura di quell\u2019uomo che ha segnato una stagione irripetibile della politica altoatesina, italiana e non solo.<\/p>\n<p>In merito alla domanda che poniamo a Nicolodi riguardo al fatto che Alexander Langer in Alto Adige non sia ricordato come fautore dell\u2019Autonomia alla stregua di altri personaggi quali Silvius Magnago, Alfons Benedikter o Alcide Berloffa, Enzo ricorda che lui e Langer nel 1972 erano molto impegnati, politicamente e socialmente. \u00abAlex allora avvertiva il valore dell\u2019Autonomia, ma si rammaricava di non aver tematizzato abbastanza cosa significasse realmente quell\u2019Autonomia che i costituenti cercavano di costruire\u00bb, spiega Nicolodi, il quale \u00e8 convinto che Langer dovrebbe essere ricordato proprio per aver traghettato l\u2019Autonomia da un\u2019impostazione difensiva ed etnico-linguistica a un modello aperto, inclusivo e moderno.<br \/>\n\u00abNel 1981 la visione di Langer si concretizz\u00f2 nella coraggiosa contestazione del censimento linguistico. Un gesto che, pi\u00f9 che una protesta, fu un invito al superamento delle barriere etniche in favore di una societ\u00e0 fondata sul dialogo e sulla collaborazione tra i gruppi etnici\u00bb, ricorda Nicolodi con grande stima.<br \/>\nCuriosi di conoscere gli aspetti meno pubblici di Alexander Langer, Enzo ci svela che Langer non era solo un intellettuale e un politico, ma anche un amico estremamente affettuoso, sempre presente e disponibile. \u00abErano centinaia le cartoline di auguri e saluti da ogni dove che lo raggiungevano. Una rete umana immensa che Alex apprezzava e coltivava con massima cura\u00bb.<br \/>\nNicolodi non ha dubbi sul fatto che Langer avesse un approccio politico inclusivo. \u00a0\u00abPer Alex dialogare significava ascoltare tutte le voci, anche quelle con le quali non era d\u2019accordo. Addirittura riteneva che nei conservatori ci fosse il valore di alcuni principi che anche lui condivideva. Emblematico fu il convegno del 1985, intitolato: &#8220;Quanto sono conservatori i Verdi e quanto verdi sono i conservatori?&#8221;\u00bb, ricorda Enzo.<br \/>\nOggi Nicolodi si interroga spesso su cosa avrebbe detto Langer di fronte agli scenari globali attuali: \u00abSono convinto che avrebbe alzato la voce per il dialogo tra i popoli che si combattono. La sua visione rimane incredibilmente attuale, anche se \u00e8 difficile oggi pensare secondo un modello langheriano\u00bb.<br \/>\nEnzo rammenta che nel 1994 Langer pens\u00f2 di candidarsi come sindaco di Bolzano. \u00abMi chiese un parere. Ora gli direi con pi\u00f9 forza di provarci. Lo avrebbe fatto per i cittadini, per la sua terra. \u00c8 forse questo il rimpianto pi\u00f9 grande che ho. Non aver sostenuto fino in fondo un uomo che si caricava sulle spalle il peso delle idee, delle relazioni e del cambiamento. Alexander Langer resta, nel ricordo vivo di chi lo ha conosciuto, un punto di riferimento per chi crede in un\u2019Europa del confronto, dell\u2019incontro e della speranza\u00bb, sottolinea con enfasi Enzo Nicolodi.<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abForse avrei potuto alleggerirgli di pi\u00f9 il peso della politica\u00bb, con queste parole piene di affetto, Enzo Nicolodi, gi\u00e0 consigliere comunale dei Verdi a Merano, fondatore di Osko web TV, una piattaforma online su youtube e sui social di dibattito pubblico settimanale su svariate tematiche di pubblico interesse e ideatore di On the road again, la nota rassegna meranese dedicata al viaggio, nonch\u00e9 amico e compagno politico di Alexander Langer, rievoca la figura di quell\u2019uomo che ha segnato una stagione irripetibile della politica altoatesina, italiana e non solo. In merito alla domanda che poniamo a Nicolodi riguardo al fatto che Alexander Langer in Alto Adige non sia ricordato come fautore dell\u2019Autonomia alla stregua di altri personaggi quali Silvius Magnago, Alfons Benedikter o Alcide Berloffa, Enzo ricorda che lui e Langer nel 1972 erano molto impegnati, politicamente e socialmente. \u00abAlex allora avvertiva il valore dell\u2019Autonomia, ma si rammaricava di non aver tematizzato abbastanza cosa significasse realmente quell\u2019Autonomia che i costituenti cercavano di costruire\u00bb, spiega Nicolodi, il quale \u00e8 convinto che Langer dovrebbe essere ricordato proprio per aver traghettato l\u2019Autonomia da un\u2019impostazione difensiva ed etnico-linguistica a un modello aperto, inclusivo e moderno. \u00abNel 1981 la visione di Langer si concretizz\u00f2 nella coraggiosa contestazione del censimento linguistico. Un gesto che, pi\u00f9 che una protesta, fu un invito al superamento delle barriere etniche in favore di una societ\u00e0 fondata sul dialogo e sulla collaborazione tra i gruppi etnici\u00bb, ricorda Nicolodi con grande stima. Curiosi di conoscere gli aspetti meno pubblici di Alexander Langer, Enzo ci svela che Langer non era solo un intellettuale e un politico, ma anche un amico estremamente affettuoso, sempre presente e disponibile. \u00abErano centinaia le cartoline di auguri e saluti da ogni dove che lo raggiungevano. Una rete umana immensa che Alex apprezzava e coltivava con massima cura\u00bb. Nicolodi non ha dubbi sul fatto che Langer avesse un approccio politico inclusivo. \u00a0\u00abPer Alex dialogare significava ascoltare tutte le voci, anche quelle con le quali non era d\u2019accordo. Addirittura riteneva che nei conservatori ci fosse il valore di alcuni principi che anche lui condivideva. Emblematico fu il convegno del 1985, intitolato: &#8220;Quanto sono conservatori i Verdi e quanto verdi sono i conservatori?&#8221;\u00bb, ricorda Enzo. Oggi Nicolodi si interroga spesso su cosa avrebbe detto Langer di fronte agli scenari globali attuali: \u00abSono convinto che avrebbe alzato la voce per il dialogo tra i popoli che si combattono. La sua visione rimane incredibilmente attuale, anche se \u00e8 difficile oggi pensare secondo un modello langheriano\u00bb. Enzo rammenta che nel 1994 Langer pens\u00f2 di candidarsi come sindaco di Bolzano. \u00abMi chiese un parere. Ora gli direi con pi\u00f9 forza di provarci. Lo avrebbe fatto per i cittadini, per la sua terra. \u00c8 forse questo il rimpianto pi\u00f9 grande che ho. Non aver sostenuto fino in fondo un uomo che si caricava sulle spalle il peso delle idee, delle relazioni e del cambiamento. 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