{"id":174790,"date":"2024-03-09T19:15:00","date_gmt":"2024-03-09T18:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/?p=174790"},"modified":"2024-10-30T15:02:03","modified_gmt":"2024-10-30T14:02:03","slug":"la-caduta-del-pensiero-critico-la-liberta-dinsegnamento-e-in-pericolo-il-punto-con-il-prof-luca-marini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/de\/2024\/03\/09\/la-caduta-del-pensiero-critico-la-liberta-dinsegnamento-e-in-pericolo-il-punto-con-il-prof-luca-marini\/","title":{"rendered":"La caduta del pensiero critico: la libert\u00e0 d\u2019insegnamento \u00e8 in pericolo? Il punto con il prof. Luca Marini"},"content":{"rendered":"<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">La libert\u00e0 d\u2019insegnamento universitario sembra attraversare un periodo davvero difficile. Dopo il caso del professore della Statale di Milano, sospeso per un mese dallo stipendio perch\u00e9 reo di avere diffuso un meme considerato sessista, all\u2019Universit\u00e0 \u2018La Sapienza\u2019 di Roma tira aria di epurazione per una docente colpevole di avere auspicato l\u2019apertura di un confronto sugli anni di piombo, proprio mentre la Rettrice dell\u2019Ateneo romano \u00e8 accusata dalle femministe di non esporsi a sufficienza contro le molestie subite dalle studentesse della Scuola di medicina legale dell\u2019Universit\u00e0 di Torino. Precisazioni doverose: la finalit\u00e0 di questo articolo non \u00e8 quella di entrare nel merito delle vicende di cronaca, n\u00e9 tantomeno di trovare una qualsivoglia giustificazione alla violenza in generale, che condanniamo convintamente. Prendiamo categoricamente le distanze dalle azioni violente ed eversive, manifestando la nostra solidariet\u00e0 alle vittime. Il punto non \u00e8 questo. L\u2019obiettivo dell\u2019articolo \u00e8, invece, quello di porre degli interrogativi sulla questione di fondo e cio\u00e8: la libert\u00e0 di pensiero (e quindi d&#8217;insegnamento) \u00e8 in pericolo? Il \u2018politicamente scorretto\u2019, o meglio il dissentire, rappresenta davvero un pericolo per la societ\u00e0? E quale ruolo stanno giocando i social media? <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Per comprendere meglio cosa sta accadendo nel mondo universitario abbiamo intervistato il prof. Luca Marini -docente di diritto internazionale all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Roma \u2018La Sapienza\u2019- che recentemente, sulle nostre pagine, \u00e8 intervenuto per fornire una lettura critica del processo di internazionalizzazione degli Atenei italiani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professore, alla luce delle vicende di questi giorni ritiene che la libert\u00e0 di pensiero, e quindi di insegnamento, stia correndo il rischio di scomparire dall\u2019universit\u00e0?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">\u201cIn effetti tira una gran brutta aria nel mondo universitario. Il Covid ha inaugurato una stagione di criminalizzazione delle opinioni minoritarie e non allineate e i casi saliti alla ribalta mediatica costituiscono solo la punta dell\u2019iceberg. Intendiamoci: con le dovute eccezioni, la carriera universitaria ha sempre richiesto l\u2019appartenenza a un sistema di potere, gestito individualmente o da cordate accademiche, ma oggi si richiede ai docenti l\u2019adesione incondizionata a un sistema che si sta strutturando sempre pi\u00f9 \u2013 con regolamenti, commissioni di garanzia, comitati etici e altri pseudo-tribunali interni \u2013 per sanzionare ed espellere i corpi estranei, ossia chi si ostina a esercitare la libert\u00e0 di pensiero critico e di insegnamento secondo lo spirito dell\u2019art. 33 della Costituzione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una sorta di totalitarismo accademico?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">\u201cDiciamo che l\u2019accademia accoglie con grande naturalezza, quasi con spontaneit\u00e0, quella impostazione, di chiara derivazione liberal-globalista, che di fatto finisce per favorire l\u2019instaurazione di una vera e propria dittatura culturale. A parte i casi dei docenti ricordati in apertura, la vicenda degli studenti della Bocconi sospesi per avere criticato la scelta del loro Ateneo di adottare bagni&nbsp;<em>gender free<\/em>&nbsp;d\u00e0 la misura di quanto sto dicendo. E quel che \u00e8 peggio \u00e8 che gli studenti in questione sono stati sospesi dopo essere stati denunciati da un loro collega: la delazione assurta a bandiera del&nbsp;<em>politically correct<\/em>, direi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La colpa, quindi, \u00e8 di un malinteso senso di progressismo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">\u201c\u00c8 innegabile che il messaggio&nbsp;<em>liberal<\/em>&nbsp;trova uno dei suoi terreni pi\u00f9 fertili proprio nel mondo accademico. Provi ad assistere alla discussione delle tesi di laurea nei corsi dedicati, che so, alle nanotecnologie o alla biomedicina, ma anche al multiculturalismo, alla cooperazione internazionale, alle migrazioni: da quelle tesi e da quegli studenti si leva un coro unanime, ma spesso inconsapevole, di adesioni acritiche ai feticci del globalismo transumanista che politica e media presentano come assolutamente intoccabili sul piano comunicativo e culturale. Ma ci\u00f2 che \u00e8 peggio \u00e8 che, se finora questi corsi di laurea venivano creati sulla base della fantasia pi\u00f9 o meno spigliata di docenti accomunati dallo stesso&nbsp;<em>imprinting<\/em>&nbsp;socio-politico, l\u2019ingresso sempre pi\u00f9 massiccio dei finanziamenti privati e degli interessi a essi sottesi nell\u2019universit\u00e0 italiana sta determinando una specie di rincorsa all\u2019attivazione dei corsi di laurea pi\u00f9 funzionali e graditi a quegli interessi. \u00c8 agevole intuire che, in queste condizioni, la dittatura culturale cui facevo riferimento prima \u00e8 destinata a radicalizzarsi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\"><strong>E cosa pensa dei casi ricordati in apertura? Non crede che i docenti della Statale di Milano e della Sapienza di Roma si siano esposti un po\u2019 troppo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">\u201cIo credo, invece, che siano vicende estremamente preoccupanti dal punto di vista della salvaguardia della libert\u00e0 di pensiero e di parola: docenti messi alla gogna e sanzionati perch\u00e9 colpevoli di avere espresso la propria opinione. \u00c8 vero che, quando non c\u2019erano i&nbsp;<em>social media<\/em>, queste opinioni sarebbero state espresse in un salotto e l\u00ec sarebbero rimaste, mentre oggi hanno diffusione, come si dice, virale: del resto, la diffusione dei&nbsp;<em>social<\/em>&nbsp;\u00e8 stata incoraggiata proprio da chi ha interesse a reprimere, e non a favorire, il pensiero critico, e dunque a soggiogare intere comunit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quindi anche i&nbsp;<em>social media<\/em>&nbsp;hanno la loro fetta di responsabilit\u00e0?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">\u201c\u00c8 sotto gli occhi di tutti che i&nbsp;<em>social media<\/em>&nbsp;sono diventati, dopo una prima fase di esaltazione favorita ad arte, il collo di bottiglia attraverso cui far passare \u2013 e controllare \u2013 tutte le forme di espressione del pensiero, critico e non. Del resto, se Lei volesse controllare le opinioni dissenzienti di complottisti, avversari politici, concorrenti commerciali, esponenti di ci\u00f2 che resta della parte raziocinante della societ\u00e0 civile e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta, preferirebbe che tutti costoro si riunissero in clandestinit\u00e0, come i carbonari, o che si esponessero su piattaforme virtuali di portata planetaria e, quindi, controllabili e perseguibili?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\"><strong>Per\u00f2 deve ammettere che celebrare le scappatelle giovanili di politici d\u2019oltre oceano ed esprimere cordoglio per la morte di una terrorista non rientra tra i compiti precipui di un docente universitario\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">\u201cQui non \u00e8 in discussione lo specifico pensiero, ma la libert\u00e0 di pensiero. Nella sede deputata a favorire il pensiero critico, ossia l\u2019universit\u00e0, le opinioni si valutano, si confrontano ed eventualmente si confutano: non si processano e si sanzionano a priori. Per chi lo ha letto davvero, emerge evidente che il post della mia collega di Ateneo (la prof.ssa Donatella Di Cesare, docente di filosofia teoretica,&nbsp;<em>n.d.r.<\/em>) si limitava a ricordare la persona scomparsa (la terrorista Barbara Balzerani,&nbsp;<em>n.d.r.<\/em>) e non i mezzi da quest\u2019ultima utilizzati per realizzare la trasformazione radicale cui parte di quella generazione aspirava: e trovo di grande interesse, dal punto di vista storico e culturale, la sollecitazione della collega ad aprire una riflessione sugli anni di piombo, al di l\u00e0 di quelle stereotipate invalse fino a oggi. Per tornare alla domanda, il problema \u00e8 un altro: se oggi stigmatizzo il docente X perch\u00e9 critica o, all\u2019opposto, perch\u00e9 plaude a Tizio o a Caio, a chi toccher\u00e0 domani? Pensi alla guerra russo-ucraina o al cambiamento climatico: quanto ci vorr\u00e0 prima che il docente Y sia epurato perch\u00e9 sostiene che la CO<sup>2<\/sup>&nbsp;potrebbe non essere la causa del presunto&nbsp;<em>global warming<\/em>? Siamo di fronte a preoccupanti svolte&nbsp;autoritarie\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\"><strong>Certo che, con le Sue idee, non ci sarebbe da stupirsi se prima o poi qualcuno le metter\u00e0 i bastoni tra le ruote. &nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">\u201cSe \u00e8 per questo me li stanno gi\u00e0 mettendo: negli ultimi giorni, in nome di una discutibile internazionalizzazione dell\u2019universit\u00e0, che finisce per penalizzare prima di tutto gli studenti italiani di atenei italiani operanti in Italia, ho assistito impotente allo stravolgimento del mio ultraventennale assetto didattico. Il mio insegnamento di diritto internazionale, che per decenni \u00e8 stato l\u2019unico della Facolt\u00e0 dove insegno, \u00e8 stato trasformato in un modulo a scelta degli studenti, per fare spazio a un analogo insegnamento in lingua inglese e al relativo, nuovo docente; e il mio insegnamento di bioetica \u00e8 stato addirittura soppresso e sostituito con un analogo insegnamento in lingua inglese, che io sono stato \u201cgentilmente\u201d invitato a tenere pena la perdita dell\u2019insegnamento medesimo. Ma la cosa pi\u00f9 singolare \u00e8 che la decisione che ha portato a questo risultato, adottata contro il mio parere, evidenzia delle macroscopiche falle procedurali che ho sottoposto alla Rettrice del mio Ateneo, da cui per\u00f2 non ho ancora ottenuto risposta\u201d.<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La libert\u00e0 d\u2019insegnamento universitario sembra attraversare un periodo davvero difficile. 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L\u2019obiettivo dell\u2019articolo \u00e8, invece, quello di porre degli interrogativi sulla questione di fondo e cio\u00e8: la libert\u00e0 di pensiero (e quindi d&#8217;insegnamento) \u00e8 in pericolo? Il \u2018politicamente scorretto\u2019, o meglio il dissentire, rappresenta davvero un pericolo per la societ\u00e0? E quale ruolo stanno giocando i social media? Per comprendere meglio cosa sta accadendo nel mondo universitario abbiamo intervistato il prof. Luca Marini -docente di diritto internazionale all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Roma \u2018La Sapienza\u2019- che recentemente, sulle nostre pagine, \u00e8 intervenuto per fornire una lettura critica del processo di internazionalizzazione degli Atenei italiani. Professore, alla luce delle vicende di questi giorni ritiene che la libert\u00e0 di pensiero, e quindi di insegnamento, stia correndo il rischio di scomparire dall\u2019universit\u00e0? \u201cIn effetti tira una gran brutta aria nel mondo universitario. Il Covid ha inaugurato una stagione di criminalizzazione delle opinioni minoritarie e non allineate e i casi saliti alla ribalta mediatica costituiscono solo la punta dell\u2019iceberg. Intendiamoci: con le dovute eccezioni, la carriera universitaria ha sempre richiesto l\u2019appartenenza a un sistema di potere, gestito individualmente o da cordate accademiche, ma oggi si richiede ai docenti l\u2019adesione incondizionata a un sistema che si sta strutturando sempre pi\u00f9 \u2013 con regolamenti, commissioni di garanzia, comitati etici e altri pseudo-tribunali interni \u2013 per sanzionare ed espellere i corpi estranei, ossia chi si ostina a esercitare la libert\u00e0 di pensiero critico e di insegnamento secondo lo spirito dell\u2019art. 33 della Costituzione\u201d. Una sorta di totalitarismo accademico? \u201cDiciamo che l\u2019accademia accoglie con grande naturalezza, quasi con spontaneit\u00e0, quella impostazione, di chiara derivazione liberal-globalista, che di fatto finisce per favorire l\u2019instaurazione di una vera e propria dittatura culturale. A parte i casi dei docenti ricordati in apertura, la vicenda degli studenti della Bocconi sospesi per avere criticato la scelta del loro Ateneo di adottare bagni&nbsp;gender free&nbsp;d\u00e0 la misura di quanto sto dicendo. E quel che \u00e8 peggio \u00e8 che gli studenti in questione sono stati sospesi dopo essere stati denunciati da un loro collega: la delazione assurta a bandiera del&nbsp;politically correct, direi\u201d. La colpa, quindi, \u00e8 di un malinteso senso di progressismo? \u201c\u00c8 innegabile che il messaggio&nbsp;liberal&nbsp;trova uno dei suoi terreni pi\u00f9 fertili proprio nel mondo accademico. Provi ad assistere alla discussione delle tesi di laurea nei corsi dedicati, che so, alle nanotecnologie o alla biomedicina, ma anche al multiculturalismo, alla cooperazione internazionale, alle migrazioni: da quelle tesi e da quegli studenti si leva un coro unanime, ma spesso inconsapevole, di adesioni acritiche ai feticci del globalismo transumanista che politica e media presentano come assolutamente intoccabili sul piano comunicativo e culturale. 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Non crede che i docenti della Statale di Milano e della Sapienza di Roma si siano esposti un po\u2019 troppo? \u201cIo credo, invece, che siano vicende estremamente preoccupanti dal punto di vista della salvaguardia della libert\u00e0 di pensiero e di parola: docenti messi alla gogna e sanzionati perch\u00e9 colpevoli di avere espresso la propria opinione. \u00c8 vero che, quando non c\u2019erano i&nbsp;social media, queste opinioni sarebbero state espresse in un salotto e l\u00ec sarebbero rimaste, mentre oggi hanno diffusione, come si dice, virale: del resto, la diffusione dei&nbsp;social&nbsp;\u00e8 stata incoraggiata proprio da chi ha interesse a reprimere, e non a favorire, il pensiero critico, e dunque a soggiogare intere comunit\u00e0\u201d. Quindi anche i&nbsp;social media&nbsp;hanno la loro fetta di responsabilit\u00e0? \u201c\u00c8 sotto gli occhi di tutti che i&nbsp;social media&nbsp;sono diventati, dopo una prima fase di esaltazione favorita ad arte, il collo di bottiglia attraverso cui far passare \u2013 e controllare \u2013 tutte le forme di espressione del pensiero, critico e non. Del resto, se Lei volesse controllare le opinioni dissenzienti di complottisti, avversari politici, concorrenti commerciali, esponenti di ci\u00f2 che resta della parte raziocinante della societ\u00e0 civile e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta, preferirebbe che tutti costoro si riunissero in clandestinit\u00e0, come i carbonari, o che si esponessero su piattaforme virtuali di portata planetaria e, quindi, controllabili e perseguibili?\u201d. Per\u00f2 deve ammettere che celebrare le scappatelle giovanili di politici d\u2019oltre oceano ed esprimere cordoglio per la morte di una terrorista non rientra tra i compiti precipui di un docente universitario\u2026 \u201cQui non \u00e8 in discussione lo specifico pensiero, ma la libert\u00e0 di pensiero. Nella sede deputata a favorire il pensiero critico, ossia l\u2019universit\u00e0, le opinioni si valutano, si confrontano ed eventualmente si confutano: non si processano e si sanzionano a priori. 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