{"id":164691,"date":"2023-08-03T16:15:00","date_gmt":"2023-08-03T14:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/?p=164691"},"modified":"2024-10-30T14:06:45","modified_gmt":"2024-10-30T13:06:45","slug":"lindustria-rende-lalto-adige-piu-forte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/de\/2023\/08\/03\/lindustria-rende-lalto-adige-piu-forte\/","title":{"rendered":"L\u2019industria rende l\u2019Alto Adige pi\u00f9 forte"},"content":{"rendered":"<p>Dove vuole andare l\u2019Alto Adige? Questa domanda, che oltre un anno fa, quando inizi\u00f2 la discussione in merito all\u2019insediamento di un\u2019impresa hi-tech a Terlano, il nostro Consiglio di Presidenza pose a chi ricopre ruoli decisionali in Alto Adige, la riproponiamo ancora una volta oggi. Dove vuole andare l\u2019Alto Adige?<br \/>L\u2019Alto Adige dopo la Seconda guerra mondiale si \u00e8 sviluppata da una delle pi\u00f9 povere ad una delle regioni pi\u00f9 benestanti d\u2019Europa. Questo sviluppo che ha portato la nostra provincia a diventare uno dei luoghi in cui vivere pi\u00f9 ambiti d\u2019Europa \u00e8 stato segnato dal passaggio da una societ\u00e0 puramente rurale ad una societ\u00e0 in cui tutti i settori \u2013 l\u2019agricoltura, il commercio, il turismo, i servizi, l\u2019artigianato e l\u2019industria con le sue numerose imprese innovative e internazionali \u2013 contribuiscono alla crescita sociale ed economica.<br \/>In particolare, nelle zone rurali l\u2019industria \u00e8 il principale datore di lavoro privato. Queste imprese sono fortemente legate al territorio e con la loro capacit\u00e0 di innovare contribuiscono in maniera determinante ad affrontare la transizione ecologica e digitale e offrono posti di lavoro che offrono prospettive di crescita ai nostri giovani.<br \/>L\u2019attivit\u00e0 di queste imprese si sviluppa su una superficie che equivale appena allo 0,3 per cento del nostro territorio. Espresso in numeri assoluti: della superficie complessiva dell\u2019Alto Adige, pari a 740.000 ettari, appena 2.000 ettari sono destinati a zone produttive. Qui si produce il 25 per cento del nostro prodotto interno lordo. Questo a fronte di 20.000 ettari destinati a frutteti (mele e pere) con l\u2019agricoltura che nel suo complesso produce il 5 per cento del PIL. L\u2019industria genera inoltre l\u201980 per cento del nostro export e pi\u00f9 del 70 per cento della spesa in ricerca e sviluppo.<br \/>L\u2019agricoltura \u00e8 un settore economico importante che garantisce un reddito a molte famiglie. Soprattutto l\u2019agricoltura di montagna ha un compito importante, che non si pu\u00f2 misurare in termini di PIL, perch\u00e9 contribuisce al nostro benessere in maniera determinante attraverso la cura del territorio e del paesaggio. In questo contesto, agricoltura e industria si rafforzano a vicenda: i tanti contadini di montagna che possono continuare a lavorare nei loro masi grazie all\u2019occupazione in una delle nostre imprese ne sono la prova migliore. Detto questo, dai numeri emerge un dato di fatto molto chiaro: 1 metro quadrato di zona produttiva genera 50 volte il PIL di un metro quadrato di meleto.<br \/>Un Alto Adige innovativo ha bisogno dello sviluppo industriale, ancor pi\u00f9 in questa fase storica segnata dalla transizione ecologica. \u00c8 in gioco il nostro futuro, \u00e8 in gioco la visione di un Alto Adige moderno e a misura di giovani, che offra prospettive di crescita ai nostri figli e in cui si possano continuare a finanziare servizi pubblici efficienti.<\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Foto, Heiner Oberrauch<\/em><\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dove vuole andare l\u2019Alto Adige? 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