{"id":164172,"date":"2023-07-23T16:15:00","date_gmt":"2023-07-23T14:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/?p=164172"},"modified":"2023-07-23T16:15:00","modified_gmt":"2023-07-23T14:15:00","slug":"esclusivo-lappello-del-professor-cosentino-fateci-studiare-i-vaccini-anti-covid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/de\/2023\/07\/23\/esclusivo-lappello-del-professor-cosentino-fateci-studiare-i-vaccini-anti-covid\/","title":{"rendered":"ESCLUSIVO. L\u2019appello del professor Cosentino: \u201cFateci studiare i vaccini anti-Covid\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">Siamo ancora fermi al punto di partenza. O quasi. Sono infatti numerosi, troppi gli interrogativi riguardanti l&#8217;efficacia e la sicurezza dei prodotti vaccinali contro il COVID-19. Sembra ieri quando il furgoncino contenente le prime dosi giungeva in Italia dopo aver attraversato mezza Europa, con la benedizione di politici e virostar, che promettevano il rapido ritorno alla normalit\u00e0 grazie a un paio di iniezioni. A tutt\u2019oggi, invece, la campagna vaccinale di massa pi\u00f9 imponente della storia resta avvolta da un\u2019oscura coltre di mistero. Da un lato la propaganda senza precedenti, le imposizioni, i ricatti vaccinali, le lodi sperticate alle punture da parte di autorit\u00e0 istituzionali e televirologi, mentre si procedeva al sistematico soffocamento del dibattito scientifico; dall\u2019altra i documenti segreti, contraffatti (come descritto in alcune, rarissime inchieste giornalistiche) e l\u2019invito alla prudenza di parecchi scienziati, che chiedono da tempo di poter esaminare liberamente il contenuto delle fiale. Sembra assurdo, eppure le cose stanno proprio cos\u00ec: i ricercatori non sono stati ancora autorizzati a studiare autonomamente quei prodotti, che tuttavia hanno ottenuto da mesi l&#8217;autorizzazione definitiva all&#8217;immissione in commercio. Davanti a un simile scenario, non sarebbe lecito parlare di scienza, quanto piuttosto di un atto di fede: come spiegare infatti che nessuno possa acquistare e quindi analizzare, a scopo di ricerca, i vaccini anti-Covid? Perch\u00e9 non si conoscono gli esiti della farmacovigilanza attiva (ammesso che esista)? Perch\u00e9 la tematica degli effetti avversi \u00e8 perennemente tab\u00f9? Abbiamo esaminato la situazione con il professor Marco Cosentino, medico, docente ordinario di Farmacologia presso la Scuola di Medicina dell\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Insubria (dove dirige il Centro di ricerche in Farmacologia Medica), il quale si \u00e8 occupato della questione fin dal principio.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em><strong>Professore, a due anni e mezzo di distanza dall&#8217;inizio della campagna vaccinale, il dibattito sugli effetti avversi non si placa. In fondo, per zittire i &#8216;complottisti&#8217; sarebbe sufficiente analizzare il contenuto dei vari prodotti: qualcuno l&#8217;ha fatto?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cIl tema degli effetti avversi dovuti ai vaccini COVID-19 \u00e8 in realt\u00e0 molto pi\u00f9 vasto e complesso rispetto a quello della loro corretta composizione e conservazione, che costituisce un filone a s\u00e9, minore seppure da non trascurare. La potenziale tossicit\u00e0 di questi prodotti \u00e8 dovuta infatti in primo luogo alla loro \u201cconcezione\u201d: tutti finiscono per introdurre nell\u2019organismo una certa quantit\u00e0 di proteina Spike virale, la componente pi\u00f9 aggressiva del virus che i vaccini contengono tutti in forma purtroppo attiva. I prodotti come Nuvaxovid che contengono la proteina ricombinante ne introducono una quantit\u00e0 fissa. Quelli a RNA, come Pfizer\/BioNTech e Moderna,\u00a0e quelli a DNA\/vettore adenovirale, come AZ e J&amp;J o come il russo Gamaleya,\u00a0invece fanno s\u00ec che l\u2019organismo del ricevente produca in maniera autonoma la Spike, senza essere in grado di controllare la sede di produzione, la quantit\u00e0 prodotta e la durata della produzione. Questo \u00e8 il principale meccanismo di tossicit\u00e0, a oggi ancora incredibilmente ignorato dai produttori cos\u00ec come dagli enti regolatori e dai molteplici soggetti istituzionali preposti, malgrado i molteplici allarmi. Noi abbiamo trattato estesamente la questione in uno\u00a0<a href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/1422-0067\/23\/18\/10881\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">studio<\/a>\u00a0pubblicato lo scorso settembre, spiegando le ragioni per cui \u00e8 di fondamentale importanza rendere accessibili tutti questi prodotti a ricercatori qualificati e senza conflitti di interesse che siano intenzionati a studiarne tutte quelle caratteristiche fin qui ostentatamente trascurate da produttori e regolatori, a partire dai meccanismi d\u2019azione e dagli effetti su cellule, tessuti e funzioni dell\u2019organismo. Un insieme di conoscenze oggi mancanti o al pi\u00f9 frammentarie, in assenza delle quali noi abbiamo definito l\u2019impiego di questi vaccini come \u201cgiocare a dadi con la Spike\u201d. Riguardo alla composizione dei prodotti e alla possibilit\u00e0 che difetti di fabbricazione o conservazione possano contribuire a determinare particolari effetti avversi, questo \u00e8 sicuramente possibile. Almeno due sono le ragioni per temerlo&#8230;\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em><strong>Quali?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cL\u2019inedita e arbitraria decisione degli enti regolatori di considerare accettabili preparazioni in cui il principio attivo \u00e8 degradato per il 50%, un limite ben dieci volte maggiore del 5% comunemente previsto per qualsiasi altro medicinale, e la recente scoperta che i prodotti a RNA potrebbero contenere DNA residuo dai sistemi di produzione in quantit\u00e0 inaccettabilmente elevate\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em><strong>Le implicazioni di tutto questo?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cLa prima questione implica che possano essere utilizzate preparazioni che non solo contengono soltanto la met\u00e0 del principio attivo, ma nelle quali l\u2019altra met\u00e0 si \u00e8 degradata dando origine a residui i cui effetti sono in linea di principio imprevedibili ma certo anche potenzialmente molto nocivi: l\u2019RNA frammentato \u00e8 infatti fortemente pro-infiammatorio sia localmente che a livello sistemico. La seconda questione rappresenta un\u2019incognita enorme: nel DNA identificato da alcuni ricercatori sarebbe compreso tra l\u2019altro un residuo del vettore di espressione utilizzato nel processo di produzione, contenente il gene della Spike e i geni di resistenza ad alcuni antibiotici (ad esempio:\u00a0<a href=\"https:\/\/jessicar.substack.com\/p\/contamination-with-antibioticspike\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><u>https:\/\/jessicar.substack.com\/p\/contamination-with-antibioticspike<\/u><\/a>). Si tratta di molecole\u00a0potenzialmente\u00a0in grado di integrarsi\u00a0in qualsiasi\u00a0genoma, e le conseguenze potrebbero essere infinite, tutte alquanto preoccupanti. C\u2019\u00e8 quindi evidentemente anche un problema di controllo di qualit\u00e0 dei prodotti, che purtroppo per il momento rimane ignorato o quanto meno non adeguatamente considerato. In teoria, la questione dovrebbe essere affrontata grazie ad analisi condotte sistematicamente sui diversi lotti di produzione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em><strong>Chi conduce tali analisi?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cNon \u00e8 chiaro se e chi\u00a0le\u00a0conduca, e tanto meno quali siano i loro risultati e dove e come possano essere verificati nell\u2019interesse pubblico, malgrado siano\u00a0proprio\u00a0i riassunti delle caratteristiche del prodotto (RCP) di ognuno di questi vaccini a recitare che \u201c<em>In conformit\u00e0 all\u2019articolo 114 della Direttiva 2001\/83\/CE, il rilascio ufficiale dei lotti di fabbricazione deve essere effettuato da un laboratorio di Stato o da un laboratorio appositamente designato<\/em>\u201d\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em><strong>I prodotti vaccinali hanno ottenuto da mesi l\u2019autorizzazione definitiva. Ci\u00f2 significa che potrebbero essere acquistati in farmacia o comunque essere presenti negli ospedali?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cL\u2019approvazione di qualsiasi medicinale comporta l\u2019assegnazione di una AIC, dove le iniziali stanno per Autorizzazione all\u2019Immissione in Commercio. Qualsiasi medicinale oggi autorizzato \u00e8 disponibile nelle farmacie, territoriali od ospedaliere, e di conseguenza liberamente acquistabile eventualmente previa esibizione di ricetta che attesti la prescrizione del medico. Qualsiasi medicinale tranne i vaccini COVID-19. Malgrado i RCP (i riassunti delle caratteristiche del prodotto,\u00a0<em>ndr<\/em>) li inquadrino quali \u201cmedicinali soggetti a prescrizione medica\u201d, non risulta che nessuno di questi prodotti sia acquistabile in una qualsiasi farmacia. Questione singolare e senza alcun precedente\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em><strong>Pare che i vaccini anti-Covid siano avvolti dall\u2019alone del segreto militare. Presso quale ente\/centro sono conservate, attualmente, le dosi in esubero?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cLa questione del \u201csegreto militare\u201d nasce probabilmente da un malinteso legato alla risposta che EMA diede a un\u2019istanza di accesso ai report periodici di sicurezza (PSUR) di questi prodotti. In quel caso pare che EMA, per negare l\u2019accesso, si sia appellata <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:32001R1049\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">all\u2019art. 4 del regolamento n. 1049\/2001<\/a>\u00a0relativo all\u2019accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione. Questo articolo elenca molteplici ragioni per il diniego, tra cui anche \u201cdifesa e questioni militari\u201d. \u00c8 tuttavia verosimile che \u2013 essendo lo PSUR un \u201cdocumento di terzi\u201d \u2013 ai sensi del comma 4 del medesimo articolo EMA abbia consultato \u201cil terzo\u201d (il produttore) il quale\u00a0potrebbe essersi opposto, verosimilmente per tutelare i propri interessi commerciali. E \u201cle istituzioni\u201d potrebbero aver ritenuto che non vi fosse \u201cun interesse pubblico prevalente alla divulgazione\u201d. Riguardo alle dosi in esubero, non sono al corrente di alcuno specifico sito di stoccaggio. Apprendo dalla cronaca, come credo tutti, che le dosi scadute vengono mandate al macero. Dove e come non credo sia dato sapere\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em><strong>Nella storia della medicina era mai capitato che i ricercatori non potessero analizzare liberamente farmaci e vaccini?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cIn tutta la storia non saprei. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che oggi chiunque voglia esaminare a scopo di ricerca un medicinale in commercio ha due strade: ottenerlo dal produttore (che di regola lo fornisce riservandosi tuttavia il diritto di vietare la pubblicazione di qualsiasi risultato \u201csgradito\u201d) oppure acquistarlo in farmacia. Nel caso dei vaccini COVID-19, la seconda strada \u00e8 una scelta ovvia quanto impraticabile, per le ragioni che abbiamo visto in precedenza. \u00c8 di pochi mesi fa una\u00a0<a href=\"https:\/\/www.byoblu.com\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Richiesta-campioni_fin-1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">lettera aperta<\/a>\u00a0al governo firmata da varie decine di ricercatori, medici, operatori sanitari, avvocati e tanti altri, volta a ottenere il libero accesso ai vaccini COVID-19 autorizzati in UE a scopo di ricerca. A oggi, nessuna risposta\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em><strong>Quando si parla di efficacia e di sicurezza di un prodotto farmaceutico bisogna fare riferimento agli studi registrativi. Qual \u00e8 la differenza tra uno studio clinico e uno studio epidemiologico?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cLo standard di riferimento per la verifica dell\u2019efficacia di qualsiasi medicinale \u00e8 lo studio clinico randomizzato e controllato (con placebo o con trattamento attivo di confronto) in doppio cieco, ovvero nel quale n\u00e9 il soggetto che riceve il trattamento n\u00e9 il medico che lo segue sanno se sia stato somministrato il medicinale sperimentale oppure il trattamento di controllo. Di regola, perch\u00e9 un medicinale ottenga l\u2019autorizzazione (AIC) \u00e8 necessario che il produttore presenti almeno due studi diversi entrambi con risultati favorevoli, per ridurre il rischio che il risultato favorevole di un singolo studio sia dovuto alla mera casualit\u00e0. Poi sono arrivati i vaccini COVID-19, che \u2013 in nome dell\u2019emergenza pandemica planetaria \u2013 sono stati valutati in un singolo studio solo formalmente controllato e in cieco, che ha documentato la capacit\u00e0 di questi prodotti di ridurre la probabilit\u00e0 di sviluppare la sintomatologia del COVID-19 ma non ha in alcun modo esaminato questioni cruciali quali la capacit\u00e0 dei vaccini di evitare il contagio e la trasmissione del virus oppure di ridurre il rischio di COVID-19 grave e di morte. Oltre tutto la durata irrisoria di poche settimane ha pure impedito di rendersi conto che la \u201ccopertura\u201d conferita durava pochi mesi. Cos\u00ec, da un lato le imposizioni, gli obblighi e i vincoli che hanno sconvolto per quasi due anni la nostra vita, tutti fondati sull\u2019assunto che i vaccini bloccassero il contagio, non hanno mai avuto alcun fondamento\u00a0scientifico. Dall\u2019altra parte, abbiamo dovuto affidarci a dati epidemiologici elaborati in studi osservazionali per definizione deboli e vulnerabili a molteplici fattori di distorsione, per scoprire nel corso del 2021 che dopo pochi mesi sarebbe stato necessario un richiamo, e dopo un periodo ancora inferiore un altro richiamo ancora. Con buona pace di certa gente che incredibilmente sproloquiava su protezioni ultradecennali. E oggi i sostenitori a oltranza dei vaccini sono costretti ad asserragliarsi dietro la \u201cmitopoiesi\u201d dell\u2019ennesimo richiamo, forse annuale, forse semestrale, forse chiss\u00e0. Al netto dell\u2019assenza di qualsiasi studio a supporto dell\u2019efficacia dei richiami, e tanto meno di quelli con i vaccini bivalenti e aggiornati, per i quali i pochi studi disponibili suggeriscono un\u2019efficacia non dissimile se non talora anche inferiore a quella dei vaccini originali. E poi c\u2019\u00e8 la questione \u201csicurezza\u201d&#8230;\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em><strong>Ne vogliamo parlare?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cNozione fondamentale che qualsiasi studente di medicina apprende al quarto anno di corso frequentando le lezioni di farmacologia: al momento dell\u2019autorizzazione forse \u00e8 approssimativamente definita l\u2019efficacia di un medicinale, ma sicuramente mai la sicurezza. Per molteplici motivi, che vanno dal numero limitato di individui coinvolti nella sperimentazione, alla loro selezione (quindi nessuna informazione su bambini, fragili, donne in gravidanza o allattamento, interazioni con malattie e altri farmaci e via dicendo), fino alla durata della sperimentazione. E nel caso dei vaccini COVID-19 tutti questi aspetti sono presenti all\u2019ennesima potenza negli studi registrativi: poche migliaia di persone per prodotti somministrati al mondo\u00a0intero, persone tutte in salute, anziani e fragili esplicitamente esclusi, bambini ignorati salvo alcuni studi pro forma su numeri ancor pi\u00f9 ridotti per ottenere l\u2019estensione delle autorizzazioni. Da qui l\u2019esigenza di una farmacovigilanza accurata e approfondita, magari con metodologie attive. Ma anche su questo fronte abbiamo assistito a una Caporetto\u00a0per di pi\u00f9\u00a0spacciata per il quattro di Novembre: un numero di segnalazioni scarso e in rapida diminuzione\u00a0contrabbandato\u00a0per lo standard aureo quantitativo di riferimento. Le rivelazioni televisive sulle email interne di AIFA indubbiamente suggeriscono qualche plausibile ipotesi sul perch\u00e9 di un tale travisamento\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em><strong>Le miocarditi, ad esempio, erano state gi\u00e0 segnalate nel primo studio registrativo Pfizer\/BioNTech, pubblicato il 10 dicembre 2020, cio\u00e8 prima dell\u2019inizio della campagna vaccinale? Numerosi effetti avversi sono poi \u2018comparsi\u2019 col passare dei mesi: per spiegare quanto accade, a quale letteratura scientifica si dovrebbe attingere?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cIn realt\u00e0 di miocarditi da vaccino non c\u2019\u00e8 traccia negli studi autorizzativi, quanto meno dei vaccini a RNA. Addirittura nella sua valutazione la FDA, ente regolatorio federale USA, si chiede se i vaccini potrebbero prevenire le miocarditi da COVID-19, quasi rammaricandosi che gli studi autorizzativi non siano stati in grado di stabilirlo. Il rischio di miocarditi post-vaccino emerse a fatica nei primi mesi del 2021, grazie soprattutto a studi di vigilanza attiva basati sull\u2019esame dello stato vaccinale dei soggetti che accedevano al pronto soccorso e\/o finivano ricoverati per questo disturbo. Oggi sappiamo da varie fonti che il rischio di miocarditi \u00e8 quanto meno analogo per i vaccini COVID-19 e per il COVID-19 stesso\u00a0(probabilmente non per mera coincidenza, visto che in entrambe le situazioni \u00e8 implicata la medesima proteina virale), e che il rischio \u00e8 maggiore se chi si vaccina ha gi\u00e0 avuto il COVID-19 o \u2013 peggio ancora \u2013 ha avuto in passato un\u2019infiammazione cardiaca. E si noti che nessuna di queste informazioni ci viene primariamente dalla farmacovigilanza basata sull\u2019analisi delle segnalazioni spontanee di sospette reazioni avverse. Per dire quanto questa sia efficiente. Altra questione interessante: le miocarditi post-vaccino sono \u201ca sorpresa\u201d presenti nello studio autorizzativo del vaccino Nuvaxovid. Dovessi ipotizzare una spiegazione, direi che al tempo si trattava di un effetto avverso ormai noto e dunque pi\u00f9 semplice e anzi quasi \u201cdoveroso\u201d da identificare anche in uno studio clinico.\u00a0Si tenga presente che gran parte delle infiammazioni cardiache lievi rischia di esser liquidata con l\u2019etichetta di \u201cdisturbi aspecifici\u201d (dolori toracici, stanchezza, \u2026) che non vengono indagati ulteriormente. Ma il danno al cuore c\u2019\u00e8 stato.\u00a0Un\u2019ultima questione, che ci d\u00e0 la misura di quanto la valutazione della sicurezza dei vaccini COVID-19 sia stato un fatto \u201cpolitico\u201d ben prima e ben pi\u00f9 che medico-scientifico: nello studio autorizzativo Pfizer tra i 20mila del gruppo vaccinato ci sono ben quattro paralisi di Bell, una grave neuropatia del nervo facciale che\u00a0spesso non\u00a0si risolve\u00a0per mesi e talora porta a grave invalidit\u00e0.\u00a0Bene, gli enti regolatori liquidarono la questione scrivendo che quattro su 20mila sono una \u201cfrequenza attesa\u201d, una sorta di \u201crumore di fondo\u201d. Una giustificazione per scavalcare il problema che fa \u2013 o dovrebbe fare \u2013 lo stesso effetto dello stridore di unghie su una lavagna.\u00a0Oggi, nel database pubblico europeo Eudravigilance ci sono alcune migliaia di segnalazioni di paralisi di Bell\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em><strong>La cronaca di tutti i giorni riporta casi di \u2018malori improvvisi\u2019 o di malattie a rapidissima evoluzione. I \u2018complottisti\u2019 non hanno dubbi sulla causa: i vaccini. Si tratta di notizie \u2018gonfiate\u2019 oppure c\u2019\u00e8 un fondo di verit\u00e0?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cStiamo assistendo forse ovunque nel mondo a un innegabile eccesso di mortalit\u00e0 rispetto all\u2019atteso, quando dopo una pandemia (che ha verosimilmente colpito primariamente i \u201cfragili\u201d) e dopo vaccini distribuiti \u201curbi et orbi\u201d asseritamente salva-vita, ci si sarebbe legittimamente aspettati, se non un crollo della mortalit\u00e0, quanto meno non il suo aumento. I dati e gli studi a riguardo consentono di escludere che si tratti di notizie inventate. La spiegazione invece non \u00e8 certo semplice da trovare. O, meglio: sarebbe alquanto semplice e immediato verificare il contributo dei vaccini COVID-19. Basterebbe che i dati di mortalit\u00e0 fossero forniti distinti per stato vaccinale (non vaccinati, una, due, tre dosi e cos\u00ec via). L\u2019Inghilterra lo ha fatto e i dati mostrano un innegabile aumento del rischio di morte in associazione allo stato vaccinale, che abbiamo documentato in uno\u00a0<a href=\"https:\/\/www.preprints.org\/manuscript\/202302.0414\/v1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">studio<\/a>\u00a0oggi disponibile in\u00a0<em>preprint<\/em>\u00a0e che varie riviste si sono fin qui rifiutate anche solo di prendere in considerazione, senza fornirci alcuna spiegazione. Per parte sua l\u2019Inghilterra nel frattempo pare non intenda pi\u00f9 aggiornare i suoi dati pubblicamente, mentre \u2013 a scanso di rischi \u2013 la nostra ISTAT si dichiara preventivamente incapace di associare i decessi allo stato vaccinale. Di fronte a un quadro del genere, come evitare di peccare pensando male?\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em><strong>Le autopsie non potrebbero sciogliere ogni sospetto?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cOgni sospetto forse no, ma certo aiuterebbero almeno in alcuni casi. Ad esempio, molti casi di miopericarditi fatali post-vaccino hanno un quadro istologico tipico. In\u00a0altre circostanze,\u00a0la proteina Spike vaccinale era presente nei tessuti danneggiati. Purtroppo nella massima parte dei casi lo stato vaccinale non \u00e8 disponibile, non viene considerato oppure il vaccino viene aprioristicamente escluso con l\u2019assurda e pseudoscientifica \u201cregola\u201d della \u201cplausibile finestra temporale\u201d, che la nostra AIFA fissa in due settimane. Parafrasando, maccheronicamente: &#8216;<em>quattuordecim dies post hoc, numquam propter hoc<\/em>&#8216;. Il fatto \u00e8 che \u2013 come ci dicevamo \u2013 si continua a negare il potenziale lesivo di questi prodotti insito prima di tutto (non solo, ma prima di tutto) nel fatto che introducono nell\u2019organismo una proteina virale altamente tossica. I danni maggiori si hanno verosimilmente in soggetti per qualche ragione pi\u00f9 vulnerabili, come suggerisce ad esempio la frequenza delle miocarditi o in generale degli effetti avversi gravi che\u00a0pare sia\u00a0di uno su qualche centinaio di vaccinati. Il problema \u00e8 che al momento non abbiamo modo di sapere chi siano i \u201cvulnerabili\u201d poich\u00e9, come ci siamo detti, \u00e8 al momento pervicacemente preclusa la possibilit\u00e0 di studiare gli effetti di questi prodotti sull\u2019organismo umano. Noi abbiamo ipotizzato nelle nostre pubblicazioni che il rischio possa dipendere, per i prodotti a RNA e a DNA\/vettore adenovirale, dalla minore o maggiore capacit\u00e0 di sintesi proteica dei tessuti, in parte dipendente dall\u2019et\u00e0 (vedi il maggior rischio di miocarditi nei giovani) in parte dal tipo di tessuto in cui finisce il vaccino (e questa \u00e8 un\u2019alea al momento del tutto incontrollabile). Ovvio che la verifica di queste ipotesi come pure di tante altre potr\u00e0 avvenire solo attraverso uno studio libero e non pregiudiziale di questi medicinali, che ne esamini tutti gli aspetti di rilievo farmacologici e tossicologici fino a qui ignorati\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em><strong>Altra, delicata questione: la farmacovigilanza attiva. Si dice che i dati siano introvabili, ma essa \u00e8 stata veramente introdotta? Se i prodotti sono ritenuti \u2018efficaci e sicuri\u2019, per quale motivo i vaccinati contro il Covid dovrebbero essere monitorati anche a distanza di mesi?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cMa infatti i vaccinati non sono monitorati in alcun modo. E gli studi di farmacovigilanza attiva richiesti dagli enti regolatori ai produttori non risultano pervenuti\u00a0(Pfizer ad esempio ne doveva realizzare uno sulle donne in gravidanza, ma dopo averlo iniziato ha dichiarato di non essere pi\u00f9 in grado di trovare donne da vaccinare, e cos\u00ec pare non stia fornendo nemmeno i dati delle poche decine di soggetti comunque arruolati, una vicenda ben raccontata sul suo\u00a0<a href=\"https:\/\/maryannedemasi.substack.com\/p\/exclusive-whatever-happened-to-pfizers\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">blog<\/a>\u00a0dalla giornalista scientifica investigativa Maryanne Demasi), e quei pochi pervenuti sono ovviamente in apparenza tranquillizzanti (la faccenda dell\u2019oste e del vino\u2026). In realt\u00e0, sarebbe bastato e forse tuttora basterebbe sottoporre i soggetti che si recano in un centro vaccinale a una visita completa di esami strumentali e laboratoristici prima e a intervalli regolari dopo la vaccinazione. Si identificherebbero in tal modo i tessuti, gli organi e le funzioni pi\u00f9 sensibili e vulnerabili e si potrebbero forse anche identificare i soggetti a maggior rischio di effetti avversi. Ricordiamoci che nell\u2019ospedale di Basilea \u00e8 bastato sottoporre a un semplice esame del sangue prima e dopo la vaccinazione ottocento operatori sanitari per identificare danni cardiaci subclinici in quasi tre persone su cento\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em><strong>Considerata la scarsit\u00e0 di informazioni relative ai contenuti dei vaccini anti-Covid, cosa ne potrebbe conseguire in merito a sperimentazioni future e chi vigilerebbe sulla veridicit\u00e0 e sull\u2019integrit\u00e0 dei dati?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cNon so dire. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che la vicenda COVID-19 nel suo complesso ha determinato una crisi senza precedenti per quanto riguarda la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni come pure della ricerca medica e scientifica. Se e come sar\u00e0 possibile rimediare al danno fatto, solo il tempo potr\u00e0 dirlo. Certo, il fatto che la politica \u2013 in risposta alla crisi di fiducia \u2013 paia preoccuparsi pi\u00f9 che altro di reprimere le posizioni critiche (etichetta di\u00a0<em>fake news<\/em>\u00a0alle notizie scomode e alle opinioni non allineate, criminalizzazione del dissenso, e via dicendo) non lascia ben sperare\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em><strong>Lo scorso settembre Lei aveva pubblicato, unitamente alla collega Marino, un importante studio che dimostrava la natura di farmaco dei prodotti presentati come vaccini. A distanza di un anno, l&#8217;assunto trova ulteriore conferma o addirittura si arricchisce di nuove osservazioni?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cStiamo lavorando a un aggiornamento, e nel frattempo constatiamo che quanto scritto allora \u00e8 ancor oggi del tutto attuale e continua a trovare\u00a0<a href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/1422-0067\/23\/18\/10881\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nuove conferme<\/a>\u201d.<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo ancora fermi al punto di partenza. O quasi. Sono infatti numerosi, troppi gli interrogativi riguardanti l&#8217;efficacia e la sicurezza dei prodotti vaccinali contro il COVID-19. Sembra ieri quando il furgoncino contenente le prime dosi giungeva in Italia dopo aver attraversato mezza Europa, con la benedizione di politici e virostar, che promettevano il rapido ritorno alla normalit\u00e0 grazie a un paio di iniezioni. A tutt\u2019oggi, invece, la campagna vaccinale di massa pi\u00f9 imponente della storia resta avvolta da un\u2019oscura coltre di mistero. Da un lato la propaganda senza precedenti, le imposizioni, i ricatti vaccinali, le lodi sperticate alle punture da parte di autorit\u00e0 istituzionali e televirologi, mentre si procedeva al sistematico soffocamento del dibattito scientifico; dall\u2019altra i documenti segreti, contraffatti (come descritto in alcune, rarissime inchieste giornalistiche) e l\u2019invito alla prudenza di parecchi scienziati, che chiedono da tempo di poter esaminare liberamente il contenuto delle fiale. Sembra assurdo, eppure le cose stanno proprio cos\u00ec: i ricercatori non sono stati ancora autorizzati a studiare autonomamente quei prodotti, che tuttavia hanno ottenuto da mesi l&#8217;autorizzazione definitiva all&#8217;immissione in commercio. Davanti a un simile scenario, non sarebbe lecito parlare di scienza, quanto piuttosto di un atto di fede: come spiegare infatti che nessuno possa acquistare e quindi analizzare, a scopo di ricerca, i vaccini anti-Covid? Perch\u00e9 non si conoscono gli esiti della farmacovigilanza attiva (ammesso che esista)? Perch\u00e9 la tematica degli effetti avversi \u00e8 perennemente tab\u00f9? Abbiamo esaminato la situazione con il professor Marco Cosentino, medico, docente ordinario di Farmacologia presso la Scuola di Medicina dell\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Insubria (dove dirige il Centro di ricerche in Farmacologia Medica), il quale si \u00e8 occupato della questione fin dal principio. Professore, a due anni e mezzo di distanza dall&#8217;inizio della campagna vaccinale, il dibattito sugli effetti avversi non si placa. In fondo, per zittire i &#8216;complottisti&#8217; sarebbe sufficiente analizzare il contenuto dei vari prodotti: qualcuno l&#8217;ha fatto? \u201cIl tema degli effetti avversi dovuti ai vaccini COVID-19 \u00e8 in realt\u00e0 molto pi\u00f9 vasto e complesso rispetto a quello della loro corretta composizione e conservazione, che costituisce un filone a s\u00e9, minore seppure da non trascurare. La potenziale tossicit\u00e0 di questi prodotti \u00e8 dovuta infatti in primo luogo alla loro \u201cconcezione\u201d: tutti finiscono per introdurre nell\u2019organismo una certa quantit\u00e0 di proteina Spike virale, la componente pi\u00f9 aggressiva del virus che i vaccini contengono tutti in forma purtroppo attiva. I prodotti come Nuvaxovid che contengono la proteina ricombinante ne introducono una quantit\u00e0 fissa. Quelli a RNA, come Pfizer\/BioNTech e Moderna,\u00a0e quelli a DNA\/vettore adenovirale, come AZ e J&amp;J o come il russo Gamaleya,\u00a0invece fanno s\u00ec che l\u2019organismo del ricevente produca in maniera autonoma la Spike, senza essere in grado di controllare la sede di produzione, la quantit\u00e0 prodotta e la durata della produzione. Questo \u00e8 il principale meccanismo di tossicit\u00e0, a oggi ancora incredibilmente ignorato dai produttori cos\u00ec come dagli enti regolatori e dai molteplici soggetti istituzionali preposti, malgrado i molteplici allarmi. Noi abbiamo trattato estesamente la questione in uno\u00a0studio\u00a0pubblicato lo scorso settembre, spiegando le ragioni per cui \u00e8 di fondamentale importanza rendere accessibili tutti questi prodotti a ricercatori qualificati e senza conflitti di interesse che siano intenzionati a studiarne tutte quelle caratteristiche fin qui ostentatamente trascurate da produttori e regolatori, a partire dai meccanismi d\u2019azione e dagli effetti su cellule, tessuti e funzioni dell\u2019organismo. Un insieme di conoscenze oggi mancanti o al pi\u00f9 frammentarie, in assenza delle quali noi abbiamo definito l\u2019impiego di questi vaccini come \u201cgiocare a dadi con la Spike\u201d. Riguardo alla composizione dei prodotti e alla possibilit\u00e0 che difetti di fabbricazione o conservazione possano contribuire a determinare particolari effetti avversi, questo \u00e8 sicuramente possibile. Almeno due sono le ragioni per temerlo&#8230;\u201d. Quali? \u201cL\u2019inedita e arbitraria decisione degli enti regolatori di considerare accettabili preparazioni in cui il principio attivo \u00e8 degradato per il 50%, un limite ben dieci volte maggiore del 5% comunemente previsto per qualsiasi altro medicinale, e la recente scoperta che i prodotti a RNA potrebbero contenere DNA residuo dai sistemi di produzione in quantit\u00e0 inaccettabilmente elevate\u201d. Le implicazioni di tutto questo? \u201cLa prima questione implica che possano essere utilizzate preparazioni che non solo contengono soltanto la met\u00e0 del principio attivo, ma nelle quali l\u2019altra met\u00e0 si \u00e8 degradata dando origine a residui i cui effetti sono in linea di principio imprevedibili ma certo anche potenzialmente molto nocivi: l\u2019RNA frammentato \u00e8 infatti fortemente pro-infiammatorio sia localmente che a livello sistemico. La seconda questione rappresenta un\u2019incognita enorme: nel DNA identificato da alcuni ricercatori sarebbe compreso tra l\u2019altro un residuo del vettore di espressione utilizzato nel processo di produzione, contenente il gene della Spike e i geni di resistenza ad alcuni antibiotici (ad esempio:\u00a0https:\/\/jessicar.substack.com\/p\/contamination-with-antibioticspike). Si tratta di molecole\u00a0potenzialmente\u00a0in grado di integrarsi\u00a0in qualsiasi\u00a0genoma, e le conseguenze potrebbero essere infinite, tutte alquanto preoccupanti. C\u2019\u00e8 quindi evidentemente anche un problema di controllo di qualit\u00e0 dei prodotti, che purtroppo per il momento rimane ignorato o quanto meno non adeguatamente considerato. In teoria, la questione dovrebbe essere affrontata grazie ad analisi condotte sistematicamente sui diversi lotti di produzione\u201d. Chi conduce tali analisi? \u201cNon \u00e8 chiaro se e chi\u00a0le\u00a0conduca, e tanto meno quali siano i loro risultati e dove e come possano essere verificati nell\u2019interesse pubblico, malgrado siano\u00a0proprio\u00a0i riassunti delle caratteristiche del prodotto (RCP) di ognuno di questi vaccini a recitare che \u201cIn conformit\u00e0 all\u2019articolo 114 della Direttiva 2001\/83\/CE, il rilascio ufficiale dei lotti di fabbricazione deve essere effettuato da un laboratorio di Stato o da un laboratorio appositamente designato\u201d\u201d. I prodotti vaccinali hanno ottenuto da mesi l\u2019autorizzazione definitiva. Ci\u00f2 significa che potrebbero essere acquistati in farmacia o comunque essere presenti negli ospedali? \u201cL\u2019approvazione di qualsiasi medicinale comporta l\u2019assegnazione di una AIC, dove le iniziali stanno per Autorizzazione all\u2019Immissione in Commercio. Qualsiasi medicinale oggi autorizzato \u00e8 disponibile nelle farmacie, territoriali od ospedaliere, e di conseguenza liberamente acquistabile eventualmente previa esibizione di ricetta che attesti la prescrizione del medico. Qualsiasi medicinale tranne i vaccini COVID-19. Malgrado i RCP (i riassunti delle caratteristiche del prodotto,\u00a0ndr) li inquadrino quali \u201cmedicinali soggetti a prescrizione medica\u201d, non risulta che nessuno di questi prodotti sia acquistabile in 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