{"id":164168,"date":"2023-07-23T15:15:00","date_gmt":"2023-07-23T13:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/?p=164168"},"modified":"2023-07-23T15:15:00","modified_gmt":"2023-07-23T13:15:00","slug":"muse-10-anni-in-continua-evoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/de\/2023\/07\/23\/muse-10-anni-in-continua-evoluzione\/","title":{"rendered":"MUSE, 10 anni in continua evoluzione"},"content":{"rendered":"<p><strong>Scienza, natura, sostenibilit\u00e0 e societ\u00e0; attorno a queste parole, dieci anni fa, si \u00e8 formato il MUSE, grazie all\u2019importante investimento della Provincia autonoma di Trento che ha voluto donare alla comunit\u00e0 un nuovo centro culturale e una leva di sviluppo. \u00c8 grazie al costante supporto assicurato in questi anni dal<\/strong><strong>la Provincia che \u00e8 stato infatti possibile sviluppare l&#8217;attivit\u00e0 ordinaria e progettuale del museo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La declinazione di quelle parole chiave ha trovato forma nella struttura e negli allestimenti del nuovo museo delle scienze, in un dialogo che continua a rappresentare un unicum nel panorama internazionale. Attivo, attrattivo, memorabile, i tre aggettivi che lo rendono speciale. Inedita commistione tra museo di scienze naturali e science centre, il MUSE ha saputo fin da subito porsi quale punto di riferimento per la museologia contemporanea e centro di aggregazione culturale per il territorio, grazie a un\u2019attivit\u00e0 incessante fatta di mostre (135), laboratori e attivit\u00e0 per le scuole (200), eventi per il pubblico (250) e attivit\u00e0 di ricerca (con 858 pubblicazioni scientifiche) e comunicazione della scienza a disposizione dei vari utenti. In 10 anni, grazie al suo impegno, il museo ha ospitato oltre 4 milioni e 660 mila visitatrici e visitatori. Persone di tutte le et\u00e0 e le provenienze, in molti casi tornate pi\u00f9 volte a visitare i suoi spazi perch\u00e9\u00a0<\/strong><strong><em>\u201cal MUSE, c\u2019\u00e8 sempre qualcosa di nuovo da fare\u201d<\/em><\/strong><strong>, come ama ricordare il direttore Michele Lanzinger.<\/strong><\/p>\n<p>Numeri importanti e noti a molti, frutto anche della capacit\u00e0 del museo di intessere relazioni e sviluppare progetti con le realt\u00e0 culturali, sociali ed economiche, basti pensare alle\u00a0<strong>200 partnership con enti e fondazioni<\/strong>, realt\u00e0 che hanno portato a sviluppare progetti specifici e hanno consentito di sostenere l\u2019azione del MUSE come interprete, nella sua essenza, di una nuova idea di museo di scienze.\u00a0<em>\u201cNon semplici sponsorizzazioni \u2013 spiega il direttore \u2013 ma un rapporto innovativo con gli stakeholder privati, col fine di rivolgerci alla comunit\u00e0 e contribuire alla conoscenza delle questioni riguardanti lo sviluppo sostenibile\u201d.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Il rapporto con l\u2019economia locale \u2013 infine &#8211; \u00e8 caratterizzato anche dai benefici riversati sulle pi\u00f9 di\u00a0<strong>860 aziende fornitrici\u00a0<\/strong>e le<strong>\u00a0281 persone<\/strong>\u00a0che lavorano presso il MUSE e le sue sedi territoriali.<\/p>\n<p>Numeri a parte, ripercorrere la storia dei suoi dieci anni, \u00e8 compiere un\u00a0<strong>percorso che si intreccia con i temi della contemporaneit\u00e0\u00a0<\/strong>e le questioni pi\u00f9 accese e dibattute. Al dialogo tra scienza, natura e societ\u00e0, infatti, si \u00e8 affiancato un lavoro importante di sensibilizzazione e comunicazione dei temi scientifici legato al concetto di\u00a0<strong>sostenibilit\u00e0<\/strong>\u00a0e agli obiettivi dell\u2019<strong>Agenda 2030<\/strong>, ricompresi nel pi\u00f9 recente filone dell\u2019<strong>Antropocene<\/strong>, dedicato all\u2019impatto dirompente dell\u2019essere umano sulla biodiversit\u00e0 e la natura.<\/p>\n<p>Sebbene la sperimentazione di linguaggi differenti sia sempre stata una cifra caratterizzante le attivit\u00e0 MUSE, soprattutto per quanto riguarda quelle per il pubblico, le ultime mostre hanno imboccato con decisione la strada dell\u2019intersezione tra\u00a0<strong>discipline scientifiche e umanistiche<\/strong>, dalla filosofia all\u2019arte. Progetti che hanno dato un respiro pi\u00f9 ampio al campo di azione del MUSE.<\/p>\n<p>E ancora, l\u2019ultima frontiera, la sfida che il MUSE ha deciso di porsi, ossia il coinvolgimento dei \u201cnon pubblici\u201d, grazie a specifici progetti di\u00a0<strong>inclusione e accessibilit\u00e0,\u00a0<\/strong>di cui \u00e8 stata espressione pi\u00f9 compiuta e recente nella masterclass \u201cProgettare l\u2019inclusione\u201d, organizzata proprio in occasione del decimo compleanno del museo.<\/p>\n<p>Ha portato i suoi saluti in conferenza stampa il presidente della Provincia autonoma di Trento\u00a0<strong>Maurizio Fugatti<\/strong>, ricordando che\u00a0<em>&#8220;Il MUSE \u00e8 un motivo di orgoglio per chi ci lavora, per le istituzioni e tutta la comunit\u00e0 trentina. In questo luogo si \u00e8 passati da una realt\u00e0 industriale a una realt\u00e0 museale e culturale. A suo tempo ci volle coraggio per fare questo salto. Ma il coraggio ha dato i risultati che vediamo oggi e che vedremo in futuro. Il direttore ha fortemente creduto in questo progetto e condividiamo lo stesso orgoglio con voi, festeggiando insieme questo compleanno perch\u00e9 Trento &#8211; e il Trentino &#8211; se lo meritano&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>Gli ha fatto eco l&#8217;assessore all&#8217;istruzione, universit\u00e0 e cultura <strong>Mirko Bisesti<\/strong>, che ha spiegato<em>\u00a0&#8220;Il MUSE fa un lavoro importante nel territorio, con la rete museale che ha costruito: a Ledro o Predazzo solo per citare alcune delle sue sedi territoriali. Questa rete territoriale caratterizzer\u00e0 il nostro territorio come un museo a cielo aperto. Grazie al presidente Fugatti per l\u2019investimento fatto e per la fiducia data alle persone lavorano nel museo, nel prossimo futuro prossimo potremo fare ancora meglio, anche per renderlo un\u2019organizzazione ancora pi\u00f9 internazionale&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;assessora alla cultura del Comune di Trento\u00a0<strong>Elisabetta Bozzarelli\u00a0<\/strong>ha spiegato:<em>\u00a0&#8220;<\/em><em>Abbiamo visto un balzo nel turismo dal 2013, perch\u00e9 il MUSE offre un luogo vitale con tante occasioni culturali: mostre, giochi scientifici, le esperienze interattive della scienza che sulla citt\u00e0 di Trento hanno generato un importante indotto economico. Ma non solo, il MUSE ha creato le basi per una partecipazione attiva, una cittadinanza consapevole. \u00e8 stato anche un precursore tra i musei italiani. Non solo ricerca, conservazione, disseminazione ma anche la possibilit\u00e0 di fare esperienza assieme al proprio museo. Questo \u00e8 il patrimonio che ci ha lasciato il MUSE grazie al direttore che ha avuto l\u2019intuizione e alle persone che lavorano qui&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><strong>27 luglio 2013<\/strong>. Da qui parte il MUSE. Ma la sua storia viene da lontano, dalle mura di un palazzo storico nel centro della citt\u00e0, in cui aveva sede il Museo Tridentino di Scienze Naturali. L\u00ec hanno sede le prime grandi mostre interattive che \u2013 grazie al richiamo dei temi proposti e al conseguente notevole successo di pubblico \u2013 costituiscono il seme che fa germogliare la\u00a0<strong>prima idea di MUSE.<\/strong><\/p>\n<p>Il nuovo Museo delle Scienze nasce come risultato di una contingenza fortunata, che vede la presenza di un\u2019istituzione culturale quale il\u00a0<strong>Museo Tridentino di Scienze Naturali &#8211;\u00a0<\/strong>che proprio alla fine degli anni Novanta era<strong>\u00a0in cerca di nuovo spazi-,\u00a0<\/strong>la necessit\u00e0 di riconvertire una\u00a0<strong>grande area industriale dismessa<\/strong>, la volont\u00e0 delle\u00a0<strong>istituzioni pubbliche<\/strong>\u00a0di prendersi carico di questa operazione e, infine, l\u2019intervento di una firma importante, quella dell\u2019architetto\u00a0<strong>Renzo Piano.<\/strong><\/p>\n<p>Il direttore\u00a0<strong>Michele Lanzinger\u00a0<\/strong>riassume il percorso che, a partire dagli anni \u201890, ha portato dal Museo Tridentino di Scienze Naturali fino al MUSE\u00a0<em>\u201cPossiamo sintetizzare in 3 passi la nostra storia: i primi dieci anni sono serviti per dare vita a qualcosa di diverso rispetto a ci\u00f2 che era stato fino a quel momento il Museo tridentino di scienze naturali, diverso rispetto allo stesso modello di museo scientifico che negli anni \u201980 ancora resisteva. Abbiamo creato un nuovo linguaggio con cui la scienza naturale ha potuto dialogare con la tecnologia, l\u2019innovazione, le scienze umane. Passando per lo sviluppo sostenibile, ben prima degli accordi di Parigi. Il secondo decennio ha confermato che si poteva realizzare un insieme di attivit\u00e0 nuove e creative; abbiamo dato vita a molte iniziative innovative e cominciato a ragionare, progettare e dare forma concreta al progetto MUSE. Infine, gli ultimi dieci anni hanno conferito un senso compiuto a tutto questo. Abbiamo consolidato un mix vincente, che all\u2019epoca non esisteva, fra museo naturalistico e science center, fra esposizioni e giochi interattivi: il MUSE. Possiamo affermare che ci\u00f2 che vediamo oggi \u00e8 il risultato di un lavoro minuziosa analisi delle buone pratiche internazionali, di studio e sperimentazione creativa di nuove attivit\u00e0, formati e strumenti, che si \u00e8 dimostrato di grande richiamo per il pubblico\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cQuando sono arrivato a Trento nel 2019 sono rimasto colpito dalla realt\u00e0 del MUSE. Ho trovato un museo molto dinamico sul piano della ricerca e delle relazioni internazionali, che \u00e8 l\u2019aspetto su cui io vorrei puntare per il futuro, ossia aumentare la notoriet\u00e0, le relazioni e anche il pubblico straniero\u00a0<\/em>\u2013 racconta il presidente MUSE\u00a0<strong>Stefano Zecchi<\/strong>\u00a0\u2013\u00a0<em>L\u2019eredit\u00e0 migliore che possiamo lasciare a chi verr\u00e0 dopo di noi non \u00e8 soltanto costituita da ci\u00f2 che abbiamo fatto ma anche \u2013 e forse maggiormente \u2013 da ci\u00f2 che siamo e da quello che siamo riusciti a costruire in termini di \u201canima\u201d, di identit\u00e0. Per questo, il lascito di un filosofo, che per cinque anni ha presieduto un museo scientifico, sta proprio nel patrimonio di idee e nel dialogo avviato tra umanesimo e scienza\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Fra presente e futuro, il MUSE ha molte carte da giocarsi, anche per proseguire nella sua mission di portare sul territorio importanti ricadute, in termini scientifici e formativi, ma anche economici e di visibilit\u00e0, di presenza, di scambi culturali con il mondo.<\/p>\n<p>In particolare, tra i progetti del museo c\u2019\u00e8 quello di sviluppare ancor pi\u00f9 numerosi percorsi e azioni sul tema dell\u2019<strong>accessibilit\u00e0 e dell\u2019inclusione<\/strong>\u00a0rivolte alle persone con disabilit\u00e0 o pi\u00f9 fragili, con una attenzione particolare anche alle povert\u00e0 educative e alle persone con un background culturale differente. \u201c<em>\u00c8 quello che oggi passa sotto il nome di welfare culturale\u201d\u00a0<\/em>\u2013 spiega il direttore\u00a0<strong>Lanzinger\u00a0<\/strong><em>\u201cUn nuovo modello integrato di promozione del benessere e della salute degli individui e delle comunit\u00e0, attraverso pratiche fondate sulle arti visive, performative e sul patrimonio culturale. \u00c8 uno dei compiti importanti per un museo, oggi. Su questo stiamo investendo molto\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>Dalla apertura del nuovo museo (nel luglio 2013) a oggi:<\/strong><\/p>\n<p><strong>135\u00a0<\/strong>mostre temporanee allestite<\/p>\n<p><strong>4.660.000<\/strong>\u00a0visitatrici e visitatori<\/p>\n<p><strong>71%<\/strong>\u00a0provenienti da fuori provincia,\u00a0<strong>20%<\/strong>\u00a0presenze scolastiche<\/p>\n<p><strong>200<\/strong>\u00a0attivit\u00e0 educative ogni anno<\/p>\n<p><strong>900.000<\/strong>\u00a0persone partecipanti alle attivit\u00e0 educative<\/p>\n<p><strong>336<\/strong>\u00a0diverse collezioni custodite<\/p>\n<p><strong>5.067.500<\/strong>\u00a0singoli reperti che compongono le collezioni<\/p>\n<p><strong>858<\/strong>\u00a0pubblicazioni scientifiche prodotte<\/p>\n<p><strong>200<\/strong>\u00a0soggetti imprenditoriali coinvolti in partnership<\/p>\n<p><strong>50<\/strong>\u00a0i sostenitori aziendali\u202ffidelizzati che ogni anno ci accompagnano nei nostri progetti<\/p>\n<p><strong>La biblioteca Gino Tomasi<\/strong>\u00a0\u2013 che cura anche\u00a0<strong>le 2 biblioteche<\/strong>\u00a0del Museo Geologico delle Dolomiti di Predazzo \u2013 nel 2023 ha un patrimonio documentale complessivo che supera le\u00a0<strong>100.000 unit\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scienza, natura, sostenibilit\u00e0 e societ\u00e0; attorno a queste parole, dieci anni fa, si \u00e8 formato il MUSE, grazie all\u2019importante investimento della Provincia autonoma di Trento che ha voluto donare alla comunit\u00e0 un nuovo centro culturale e una leva di sviluppo. \u00c8 grazie al costante supporto assicurato in questi anni dalla Provincia che \u00e8 stato infatti possibile sviluppare l&#8217;attivit\u00e0 ordinaria e progettuale del museo. La declinazione di quelle parole chiave ha trovato forma nella struttura e negli allestimenti del nuovo museo delle scienze, in un dialogo che continua a rappresentare un unicum nel panorama internazionale. Attivo, attrattivo, memorabile, i tre aggettivi che lo rendono speciale. Inedita commistione tra museo di scienze naturali e science centre, il MUSE ha saputo fin da subito porsi quale punto di riferimento per la museologia contemporanea e centro di aggregazione culturale per il territorio, grazie a un\u2019attivit\u00e0 incessante fatta di mostre (135), laboratori e attivit\u00e0 per le scuole (200), eventi per il pubblico (250) e attivit\u00e0 di ricerca (con 858 pubblicazioni scientifiche) e comunicazione della scienza a disposizione dei vari utenti. In 10 anni, grazie al suo impegno, il museo ha ospitato oltre 4 milioni e 660 mila visitatrici e visitatori. 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Progetti che hanno dato un respiro pi\u00f9 ampio al campo di azione del MUSE. E ancora, l\u2019ultima frontiera, la sfida che il MUSE ha deciso di porsi, ossia il coinvolgimento dei \u201cnon pubblici\u201d, grazie a specifici progetti di\u00a0inclusione e accessibilit\u00e0,\u00a0di cui \u00e8 stata espressione pi\u00f9 compiuta e recente nella masterclass \u201cProgettare l\u2019inclusione\u201d, organizzata proprio in occasione del decimo compleanno del museo. Ha portato i suoi saluti in conferenza stampa il presidente della Provincia autonoma di Trento\u00a0Maurizio Fugatti, ricordando che\u00a0&#8220;Il MUSE \u00e8 un motivo di orgoglio per chi ci lavora, per le istituzioni e tutta la comunit\u00e0 trentina. In questo luogo si \u00e8 passati da una realt\u00e0 industriale a una realt\u00e0 museale e culturale. A suo tempo ci volle coraggio per fare questo salto. Ma il coraggio ha dato i risultati che vediamo oggi e che vedremo in futuro. Il direttore ha fortemente creduto in questo progetto e condividiamo lo stesso orgoglio con voi, festeggiando insieme questo compleanno perch\u00e9 Trento &#8211; e il Trentino &#8211; se lo meritano&#8221;. Gli ha fatto eco l&#8217;assessore all&#8217;istruzione, universit\u00e0 e cultura Mirko Bisesti, che ha spiegato\u00a0&#8220;Il MUSE fa un lavoro importante nel territorio, con la rete museale che ha costruito: a Ledro o Predazzo solo per citare alcune delle sue sedi territoriali. Questa rete territoriale caratterizzer\u00e0 il nostro territorio come un museo a cielo aperto. Grazie al presidente Fugatti per l\u2019investimento fatto e per la fiducia data alle persone lavorano nel museo, nel prossimo futuro prossimo potremo fare ancora meglio, anche per renderlo un\u2019organizzazione ancora pi\u00f9 internazionale&#8221;. 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