{"id":143975,"date":"2022-06-06T11:15:00","date_gmt":"2022-06-06T09:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/?p=143975"},"modified":"2022-06-06T11:15:00","modified_gmt":"2022-06-06T09:15:00","slug":"il-festival-delleconomia-fra-illusioni-promesse-e-auspici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/de\/2022\/06\/06\/il-festival-delleconomia-fra-illusioni-promesse-e-auspici\/","title":{"rendered":"IL FESTIVAL DELL\u2019ECONOMIA FRA ILLUSIONI, PROMESSE E AUSPICI"},"content":{"rendered":"<p><strong>Cosa rimane nel dopo kermesse\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul Festival dell\u2019Economia ho sempre avuto se non proprio uno sguardo critico, quanto meno un pensiero scettico, soprattutto sui risultati. Certo, qualcuno potr\u00e0 dire che la kermesse non \u00e8 fatta per trovare rimedi pratici ai problemi, ma pu\u00f2 solo servire per evidenziarli e rappresentare eventuali soluzioni. Vero. Ma se lo scopo \u00e8 solo quello, non pare esagerato mettere in moto una tale organizzazione? Far giungere a Trento e servire come \u201cprimi piatti\u201d addirittura 9 premi Nobel e 10 ministri, accompagnati da un \u201ccontorno\u201d di economisti, manager e docenti a livello internazionale? \u00c8 il discorso perenne della teoria e della pratica: non pu\u00f2 esistere l\u2019una senza l\u2019altra. In altre parole ben poco pu\u00f2 servire la prima se poi non viene applicata alla realt\u00e0 delle nostre vite quotidiane.<br \/>\nTutto questo per dire che se ho la massima stima dei guru mondiali che frequentano da 18 anni i palchi del Festival, raccogliendo fra il pubblico entusiasmo a piene mani, dall\u2019altra ho numerosi dubbi sull\u2019applicazione di quanto possiamo ascoltare nei cinque giorni in cui la citt\u00e0 si veste di arancione e riempie giustamente pagine e pagine di giornali. Perch\u00e9 questo mio scetticismo? Tento di fare qualche esempio pratico.<br \/>\nNel 2020, quasi 200 amministratori delegati di altrettante mega-aziende multinazionali, con bilanci da oltre 7 triliardi di dollari, firmarono un \u201cmanifesto\u201d in cui si impegnavano ad abbandonare il dogma della moltiplicazione dei profitti. Idea nobile, certamente, peccato per\u00f2 che non si sappia come e in quanti decenni tali lodevoli intenzioni potranno vedere la luce. Del resto sappiamo bene come le promesse, alla pari delle idee, abbiano velocit\u00e0 molto diverse (se non opposte) rispetto alle azioni.<br \/>\nAltro esempio. Da pi\u00f9 di vent\u2019anni, ormai, si parla di cambiamenti climatici in tutto il pianeta, in particolar modo se ne discute nei paesi pi\u00f9 avanzati dove la scienza, la cultura e la politica dovrebbero avere da tempo preso atto che \u00e8 assolutamente urgente intervenire. Di questo se n\u2019\u00e8 discusso a lungo anche in precedenti edizioni del \u201cnostro\u201d Festival. Bene, dunque, ma mi faccio una domanda. Non \u00e8 paradossale che per iniziare a fare qualcosa di concreto per il clima abbiamo dovuto attendere che una sconosciuta ragazzina svedese scrollasse i governi iniziando a manifestare da sola, coinvolgendo poi nelle proteste milioni di altri ragazzi in tutto il mondo? Eppure, in teoria si sapeva tutto da anni attraverso la costante presenza di scienziati e politici in inutili quanto stucchevoli salotti televisivi. Mancava evidentemente un\u2019azione pratica che ne sollecitasse l\u2019applicazione.<br \/>\nAltri esempi? Parliamo allora di Pandemia e di guerra in Ucraina. Erano proprio necessarie queste immani tragedie per capire che qualcosa nel modello sanitario ed economico dei Paesi &#8211; non solo europei &#8211; si doveva necessariamente cambiare? E dunque, quanti e quali cataclismi dobbiamo ancora attenderci per renderci conto che certe modalit\u00e0 obsolete, certi modelli di sviluppo validi in passato oggi non sono pi\u00f9 sostenibili?<br \/>\nAdesso molti studiosi si sono resi conto (finalmente) che l\u2019economia di mercato \u00e8 distruttiva, che discrimina, causa miseria, emigrazione e conflitti sociali, crea disordine e guerre fra i popoli e le nazioni. Ce ne siamo \u201cpraticamente\u201d accorti tutti, da qualche mese a questa parte, quando anche il nostro Paese \u00e8 stato investito dalla speculazione internazionale e dai rincari dell\u2019energia e delle materie prime. \u00c8 la societ\u00e0 dei consumi, bellezza! &#8211; dir\u00e0 qualcuno &#8211; quella che guarda al profitto piuttosto che alla reale qualit\u00e0 della vita dei propri cittadini. Non c\u2019\u00e8 da meravigliarsi.<br \/>\nE qui torno da capo, alla funzione pratica che pu\u00f2 rivestire il Festival dell\u2019Economia di Trento. Penso in particolare alla politica e ai ministri presenti massicciamente in passerella ad ogni edizione. Guardando a loro e a tutti gli altri protagonisti della manifestazione, il mio desiderio \u00e8 uno solo: che dal dialogo e dal confronto possano derivarne azioni concrete e non solo tanti bei discorsi di circostanza, gi\u00e0 sentiti mille volte, che promettono di cambiare per poi trovarci, qui fra un anno, a discutere allo stesso modo degli stessi problemi. Di discussioni, ormai, siamo tutti arrivati al limite. In altre parole, la scienza e la politica devono trovare un punto d\u2019incontro per raccordare finalmente la teoria con la pratica.<br \/>\nOrdine e disordine? Vediamo di saper scegliere, ma facciamolo subito. Gli auspici, invece, lasciamoli a chi non ha idee, n\u00e9 volont\u00e0 di agire.<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa rimane nel dopo kermesse\u00a0\u00a0 Sul Festival dell\u2019Economia ho sempre avuto se non proprio uno sguardo critico, quanto meno un pensiero scettico, soprattutto sui risultati. Certo, qualcuno potr\u00e0 dire che la kermesse non \u00e8 fatta per trovare rimedi pratici ai problemi, ma pu\u00f2 solo servire per evidenziarli e rappresentare eventuali soluzioni. Vero. Ma se lo scopo \u00e8 solo quello, non pare esagerato mettere in moto una tale organizzazione? 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