{"id":136956,"date":"2021-12-25T17:51:00","date_gmt":"2021-12-25T16:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/?p=136956"},"modified":"2024-10-30T13:42:32","modified_gmt":"2024-10-30T12:42:32","slug":"pass-e-vaccini-il-parere-del-comitato-internazionale-per-letica-della-biomedicina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/de\/2021\/12\/25\/pass-e-vaccini-il-parere-del-comitato-internazionale-per-letica-della-biomedicina\/","title":{"rendered":"Pass e vaccini: il parere del Comitato Internazionale per l\u2019Etica della Biomedicina"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSuperare il \u201cmuro contro muro\u201d dei dati scientifici e riportare al centro della gestione politica del Covid i princ\u00ecpi e i valori cui si ispira la riflessione bioetica\u201d: questa la mission del Comitato Internazionale per l\u2019Etica della Biomedicina (CIEB), costituitosi nei giorni scorsi, con la partecipazione di docenti ed esperti di diverse discipline e nazionalit\u00e0, per volont\u00e0 dei professori Luca Marini (docente di diritto internazionale all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Roma \u201cLa Sapienza\u201d), Francesco Benozzo (professore associato di filologia e linguistica romanza presso l\u2019Universit\u00e0 di Bologna \u201cAlma Mater Studiorum\u201d) e Laurent Mucchielli (direttore di ricerca presso il CNRS francese). All\u2019articolazione italiana del CIEB, ospitato sul sito dell&#8217;European Centre for Science, Ethics and Law (ECSEL: <a href=\"http:\/\/www.ecsel.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.ecsel.org<\/a>), forniscono il loro contributo Lorenzo Alibardi, docente di biologia cellulare presso l&#8217;Universit\u00e0 di Bologna \u201cAlma Mater Studiorum\u201d;\u00a0Bruno Cheli, docente di statistica presso l\u2019Universit\u00e0 di Pisa;\u00a0Maria Luisa Chiusano, docente di biologia molecolare presso l&#8217;Universit\u00e0 di Napoli &#8220;Federico II&#8221;;\u00a0Daniela Danna, sociologa presso l&#8217;Universit\u00e0 del Salento;\u00a0Alessandro Fraleoni Morgera, docente di scienza dei materiali presso l\u2019Universit\u00e0 di Chieti-Pescara;\u00a0Gabriella Paolucci, docente di sociologia dell\u2019ambiente presso l&#8217;Universit\u00e0 di Firenze. All\u2019articolazione francese del CIEB contribuiscono Jean-Paul Bourdineaud, docente di tossicologia e biochimica presso l\u2019Universit\u00e0 di Bordeaux;\u00a0Elise Carpentier, docente di diritto pubblico presso l\u2019Universit\u00e0 di Aix_Marseille; Jouliette Rouchier, economista, direttore di ricerca presso il CNRS;\u00a0Jean-Marie Seca, docente di sociologia presso l\u2019Universit\u00e0 di Lorraine;\u00a0Matthieu Smyth, ricercatore di scienze religiose presso l\u2019Universit\u00e0 di Strasburgo; Christian Velot, docente di genetica molecolare presso l\u2019Universit\u00e0 di Paris-Saclay; Manuel Zacklad, docente di scienze dell\u2019informazione e della comunicazione presso il Conservatoire national des arts et m\u00e9tieres. Gli appelli del CIEB sono motivati dalla gravissima deriva democratica in cui sta sprofondando il Paese. Il record di contagi raggiunto nei giorni scorsi rivela inequivocabilmente il fallimento totale della gestione italiana della pandemia: nonostante 108 milioni di somministrazioni complessive di vaccino, le fortissime limitazioni della libert\u00e0 personale negli ultimi due anni, l\u2019introduzione del Green Pass, del Green Pass rafforzato, del Mega Green Pass (la novit\u00e0 prevista nel decreto \u201cnatalizio\u201d), dell\u2019obbligo vaccinale per alcune categorie, il Governo non accenna minimamente a tornare sui suoi passi. Al contrario, procede spedito a colpi di decreti che contengono provvedimenti sempre pi\u00f9 incomprensibili, illogici, antiscientifici e che fomentano divisioni sociali mai viste nella Storia della Repubblica. A ci\u00f2 si aggiungono le enormi ripercussioni economiche causate da tali provvedimenti (si considerino gli effetti devastanti delle restrizioni in ogni ambito di attivit\u00e0 nel periodo delle festivit\u00e0 natalizie, per il secondo anno consecutivo), che rischiano seriamente di trascinare il Paese verso la completa autodistruzione. \u00c8 ormai evidente a qualsiasi persona di buonsenso che il Covid non potr\u00e0 mai essere debellato inoculando dosi a raffica a tutti i cittadini (praticamente un\u2019iniezione ogni quattro mesi) e per un periodo indeterminato, in aggiunta contemporaneamente all\u2019obbligo per le persone di vivere perennemente \u201cdistanziate\u201d e \u201cmascherate\u201d. Di seguito il comunicato del CIEB: il Comitato \u201cintende valutare le criticit\u00e0 della campagna vaccinale in atto, in Italia come in altri Paesi europei, campagna di cui molti Italiani stanno prendendo coscienza, talvolta con reazioni esasperate in assenza di informazioni coerenti e verificabili\u201d. Inoltre: \u201c\u00c8 utile premettere che sta diffusamente emergendo la consapevolezza che l\u2019autorizzazione all\u2019immissione in commercio dei cosiddetti vaccini anti-Covid \u00e8 avvenuta in via \u00abcondizionata\u00bb e temporanea, sulla base del regolamento della Commissione europea n. 507\/2006 del 29 marzo 2006, che si applica espressamente a \u00abmedicinali\u00bb per i quali \u00abnon siano stati forniti dati clinici completi in merito alla sicurezza e all\u2019efficacia\u00bb (art. 3, n. 1)\u201d. Il CIEB rileva inoltre la scarsissima attenzione nei confronti delle cure: nell\u2019ultimo anno e mezzo sono aumentate infatti le evidenze scientifiche sull\u2019importanza del trattamento domiciliare precoce del Covid, grazie a cui si ridurrebbero drasticamente ricoveri e decessi. \u201cParallelamente a ci\u00f2 -prosegue il comunicato del CIEB- sta emergendo la consapevolezza che le due principali organizzazioni internazionali operanti sul piano regionale europeo, il Consiglio d\u2019Europa e l\u2019Unione europea, hanno ritenuto necessario ribadire la libert\u00e0 di scelta vaccinale allo scopo di scongiurare l\u2019introduzione di illecite discriminazioni tra soggetti vaccinati e non vaccinati. Per prima, in tal senso, \u00e8 intervenuta l\u2019Assemblea parlamentare del Consiglio d\u2019Europa mediante la risoluzione 2361(2021) del 27 gennaio 2021, che auspica come \u00abnessuno subisca pressioni politiche, sociali o di altro tipo affinch\u00e9 si vaccini, se non desidera farlo personalmente\u00bb. Per seconda \u00e8 intervenuta l\u2019Unione europea mediante il regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio n. 2021\/953 del 14 giugno 2021, che tra l\u2019altro intende evitare \u00abogni discriminazione diretta o indiretta delle persone che hanno scelto di non vaccinarsi\u00bb. Mentre gli Italiani, pur in assenza di una comunicazione istituzionale trasparente, si sforzano di acquisire una maggiore consapevolezza critica della gestione politica dell\u2019emergenza Covid, anche in vista di informare il proprio consenso all\u2019eventuale vaccinazione, il Governo continua nella sua azione volta a promuovere \u2013 mediante provvedimenti e metodi normativi sempre pi\u00f9 coercitivi, controversi e contestati \u2013 la campagna vaccinale, ora prorogando continuamente lo stato emergenziale pur a fronte di una mutata realt\u00e0 sanitaria, ora obbligando alla vaccinazione gli appartenenti a specifiche categorie professionali secondo un approccio mirato (prima i sanitari, poi i docenti, poi gli appartenenti alle forze dell\u2019ordine e alle forze armate), ora adottando provvedimenti che di fatto costringono surrettiziamente alla vaccinazione larghe porzioni di cittadini. L\u2019azione del Governo prefigura possibili violazioni dei diritti e delle libert\u00e0 fondamentali garantiti dall\u2019ordinamento italiano, con specifico riferimento al diritto alla salute sancito dall\u2019art. 32 della Costituzione, che antepone, sul piano sistematico, il diritto individuale all\u2019interesse collettivo (\u00abLa Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell\u2019individuo e interesse della collettivit\u00e0\u00bb: e non viceversa). L\u2019art. 32, come noto, stabilisce altres\u00ec che \u00abNessuno pu\u00f2 essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge\u00bb, laddove per \u00ablegge\u00bb non pu\u00f2 che intendersi, nello spirito della Costituzione repubblicana approvata nel 1948 dopo l\u2019esperienza fascista, un provvedimento legislativo adottato dal Parlamento al termine di un dibattito democratico aperto e trasparente, che in Italia a tutt\u2019oggi \u00e8 evidentemente mancato. In ogni caso, anche qualora un Parlamento dovesse adottare una legge siffatta, l\u2019art. 32 si preoccupa di scongiurare che tale legge finisca per violare i diritti fondamentali dell\u2019uomo (\u00abLa legge non pu\u00f2 in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana\u00bb). Le azioni del Governo italiano si pongono in contrasto anche con alcuni princ\u00ecpi generali di diritto internazionale ed europeo, nonch\u00e9 con i princ\u00ecpi fondamentali della bioetica, quali il principio di precauzione, come formulato dalla Dichiarazione di Rio de Janeiro del 1992 e recepito dal Trattato sul funzionamento dell\u2019Unione europea; il principio del consenso informato, sancito da strumenti di carattere deontologico (il Codice di Norimberga del 1947, la Dichiarazione di Helsinki del 1964) e di natura giuridica (il Patto internazionale sui diritti civili e politici del 1966, ratificato dall\u2019Italia nel 1978); nonch\u00e9 i principi di beneficenza, di non maleficenza e di equo accesso alle cure sanitarie, cui si ispira anche la Convenzione europea per la protezione dei diritti dell\u2019uomo e della dignit\u00e0 dell\u2019essere umano nei confronti delle applicazioni della biologia e della medicina (nota come Convenzione sui diritti dell\u2019uomo e la biomedicina), firmata nel 1997 a Oviedo e ratificata nel 2001 dall\u2019Italia. A questo proposito va osservato che, sebbene l\u2019Italia abbia omesso di depositare lo strumento di ratifica della Convenzione di Oviedo (con la conseguenza che la Convenzione medesima non \u00e8 ancora entrata in vigore nell\u2019ordinamento italiano), il suo valore ermeneutico \u00e8 indiscutibile e non pu\u00f2 essere ignorato dagli operatori giuridici interni. La dimensione biogiuridica del problema in esame \u00e8 resa ancora pi\u00f9 complessa dalle divisioni che lacerano la comunit\u00e0 scientifica in ordine all\u2019efficacia e alla sicurezza dei vaccini, divisioni che, a un anno dall\u2019immissione in commercio dei vaccini medesimi, si moltiplicano anzich\u00e9 ridursi e che assumono importanza crescente anche agli occhi dell\u2019opinione pubblica, nonostante il clima di aperto favore che i media accordano, in modo praticamente unanime, alla campagna vaccinale. In ogni caso, al di l\u00e0 della contrapposizione tra dati clinici ed epidemiologici confliggenti, ci\u00f2 che appare singolare al CIEB \u00e8 il fatto che i vaccini basati su acidi nucleici costituiscano a tutt\u2019oggi l\u2019unico risultato degli sforzi compiuti, nell\u2019arco di ben due anni, dalle politiche locali e internazionali di ricerca scientifica nella lotta contro il virus Sars-Cov-2 e la malattia Covid. Ci\u00f2, agli occhi dell\u2019opinione pubblica e di una sostanziale parte della comunit\u00e0 scientifica, ha escluso dal novero degli strumenti a disposizione della medicina contemporanea ogni altro approccio, tanto di natura preventiva \u2013 dall\u2019igiene e profilassi, all\u2019analisi scientifica delle cause della malattia e della sua diffusione, allo sviluppo di vaccini tradizionali (a base proteica o da patogeno attenuato) \u2013 quanto di natura clinico-terapeutica\u201d. La posizione del Comitato Internazionale per l\u2019Etica della Biomedicina \u00e8 dunque chiara: \u201cSulla base delle considerazioni svolte, il CIEB auspica anzitutto che il Governo italiano riveda le modalit\u00e0 e gli obiettivi della gestione dell\u2019emergenza Covid, con particolare riferimento all\u2019eventuale, ulteriore estensione della campagna vaccinale in atto, al fine specifico di salvaguardare il diritto alla salute dei cittadini mediante la valorizzazione di un approccio precauzionale che prenda adeguatamente in considerazione le documentate incertezze scientifiche relative all\u2019efficacia, alla sicurezza e alla reale capacit\u00e0 dei vaccini medesimi di contrastare la diffusione del virus Sars-Cov-2. In questa prospettiva, l\u2019obbligo vaccinale dovrebbe essere utilmente sostituito da strumenti non invasivi volti a monitorare la diffusione dei contagi e a contrastare efficacemente la malattia fin dalle prime fasi dell&#8217;insorgenza\u201d. Il CIEB \u201craccomanda al Governo italiano di depositare lo strumento di ratifica della Convenzione di Oviedo del 1997\u201d e di \u201cpromuovere, conformemente all\u2019articolo 28 della Convenzione medesima, un adeguato dibattito pubblico concernente le questioni fondamentali sollevate dallo sviluppo della biologia e della medicina alle luce, in particolare, delle loro implicazioni mediche, sociali, economiche, etiche e giuridiche\u201d.<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSuperare il \u201cmuro contro muro\u201d dei dati scientifici e riportare al centro della gestione politica del Covid i princ\u00ecpi e i valori cui si ispira la riflessione bioetica\u201d: questa la mission del Comitato Internazionale per l\u2019Etica della Biomedicina (CIEB), costituitosi nei giorni scorsi, con la partecipazione di docenti ed esperti di diverse discipline e nazionalit\u00e0, per volont\u00e0 dei professori Luca Marini (docente di diritto internazionale all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Roma \u201cLa Sapienza\u201d), Francesco Benozzo (professore associato di filologia e linguistica romanza presso l\u2019Universit\u00e0 di Bologna \u201cAlma Mater Studiorum\u201d) e Laurent Mucchielli (direttore di ricerca presso il CNRS francese). 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Di seguito il comunicato del CIEB: il Comitato \u201cintende valutare le criticit\u00e0 della campagna vaccinale in atto, in Italia come in altri Paesi europei, campagna di cui molti Italiani stanno prendendo coscienza, talvolta con reazioni esasperate in assenza di informazioni coerenti e verificabili\u201d. Inoltre: \u201c\u00c8 utile premettere che sta diffusamente emergendo la consapevolezza che l\u2019autorizzazione all\u2019immissione in commercio dei cosiddetti vaccini anti-Covid \u00e8 avvenuta in via \u00abcondizionata\u00bb e temporanea, sulla base del regolamento della Commissione europea n. 507\/2006 del 29 marzo 2006, che si applica espressamente a \u00abmedicinali\u00bb per i quali \u00abnon siano stati forniti dati clinici completi in merito alla sicurezza e all\u2019efficacia\u00bb (art. 3, n. 1)\u201d. Il CIEB rileva inoltre la scarsissima attenzione nei confronti delle cure: nell\u2019ultimo anno e mezzo sono aumentate infatti le evidenze scientifiche sull\u2019importanza del trattamento domiciliare precoce del Covid, grazie a cui si ridurrebbero drasticamente ricoveri e decessi. \u201cParallelamente a ci\u00f2 -prosegue il comunicato del CIEB- sta emergendo la consapevolezza che le due principali organizzazioni internazionali operanti sul piano regionale europeo, il Consiglio d\u2019Europa e l\u2019Unione europea, hanno ritenuto necessario ribadire la libert\u00e0 di scelta vaccinale allo scopo di scongiurare l\u2019introduzione di illecite discriminazioni tra soggetti vaccinati e non vaccinati. Per prima, in tal senso, \u00e8 intervenuta l\u2019Assemblea parlamentare del Consiglio d\u2019Europa mediante la risoluzione 2361(2021) del 27 gennaio 2021, che auspica come \u00abnessuno subisca pressioni politiche, sociali o di altro tipo affinch\u00e9 si vaccini, se non desidera farlo personalmente\u00bb. Per seconda \u00e8 intervenuta l\u2019Unione europea mediante il regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio n. 2021\/953 del 14 giugno 2021, che tra l\u2019altro intende evitare \u00abogni discriminazione diretta o indiretta delle persone che hanno scelto di non vaccinarsi\u00bb. 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L\u2019azione del Governo prefigura possibili violazioni dei diritti e delle libert\u00e0 fondamentali garantiti dall\u2019ordinamento italiano, con specifico riferimento al diritto alla salute sancito dall\u2019art. 32 della Costituzione, che antepone, sul piano sistematico, il diritto individuale all\u2019interesse collettivo (\u00abLa Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell\u2019individuo e interesse della collettivit\u00e0\u00bb: e non viceversa). L\u2019art. 32, come noto, stabilisce altres\u00ec che \u00abNessuno pu\u00f2 essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge\u00bb, laddove per \u00ablegge\u00bb non pu\u00f2 che intendersi, nello spirito della Costituzione repubblicana approvata nel 1948 dopo l\u2019esperienza fascista, un provvedimento legislativo adottato dal Parlamento al termine di un dibattito democratico aperto e trasparente, che in Italia a tutt\u2019oggi \u00e8 evidentemente mancato. In ogni caso, anche qualora un Parlamento dovesse adottare una legge siffatta, l\u2019art. 32 si preoccupa di scongiurare che tale legge finisca per violare i diritti fondamentali dell\u2019uomo (\u00abLa legge 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