{"id":127208,"date":"2021-05-13T11:45:00","date_gmt":"2021-05-13T09:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/?p=127208"},"modified":"2025-04-18T10:49:10","modified_gmt":"2025-04-18T08:49:10","slug":"esclusivo-il-caso-del-piano-pandemico-il-ricercatore-francesco-zambon-vi-spiego-perche-loms-deve-cambiare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/de\/2021\/05\/13\/esclusivo-il-caso-del-piano-pandemico-il-ricercatore-francesco-zambon-vi-spiego-perche-loms-deve-cambiare\/","title":{"rendered":"ESCLUSIVO. Il caso del piano pandemico. Il ricercatore Francesco Zambon: \u201cVi spiego perch\u00e9 l\u2019Oms deve cambiare\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Esce oggi \u201cIl pesce piccolo. Una storia di virus e segreti\u201d, edito da Feltrinelli. L\u2019autore \u00e8 il medico e ricercatore trevigiano Francesco Zambon, ex funzionario dell\u2019Oms, coordinatore della gestione nazionale della pandemia di coronavirus, durante la prima ondata. Negli ultimi mesi \u00e8 salito agli onori della cronaca per avere denunciato pubblicamente il mancato aggiornamento del piano pandemico italiano e, di conseguenza, responsabilit\u00e0 ed omissioni della stessa Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0, oltre che del Governo italiano. Sulla vicenda sta indagando da tempo la procura di Bergamo. Nel frattempo, nelle ultime ore \u00e8 uscito, sorprendentemente, il rapporto dell&#8217;Independent Panel for Pandemic Preparedness and Response (il link ufficiale: <a href=\"https:\/\/theindependentpanel.org\/expert-independent-panel-calls-for-urgent-reform-of-pandemic-prevention-and-response-systems\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/theindependentpanel.org\/expert-independent-panel-calls-for-urgent-reform-of-pandemic-prevention-and-response-systems\/<\/a>), commissionato dalla stessa Oms, secondo cui l&#8217;attuale regolamento sanitario internazionale (nato per tutelare il mondo dalle emergenze sanitarie) non era adeguato a proteggere le persone dalla Covid-19. Non solo: il rapporto rivela che, nel febbraio 2020, anzich\u00e9 prendere i provvedimenti pi\u00f9 opportuni, numerosi Paesi \u201cpersero solo tempo\u201d e l\u2019Oms non si era imposta sufficientemente cos\u00ec da far comprendere la minaccia globale che si stava delineando.<\/p>\n<p><strong>Dottor Zambon, perch\u00e9 il Suo libro \u00e8 uscito proprio oggi, 13 maggio?<\/p>\n<p><\/strong>\u201cSi tratta di una data storica: il 13 maggio 2020 usc\u00ec l\u2019unico rapporto indipendente, riguardante l\u2019Italia, sulla gestione della pandemia. Non ne seguirono altri, per nessun Paese del mondo. Nel libro ripercorro l\u2019intera vicenda, perci\u00f2 ho chiesto all\u2019editore di pubblicare la mia opera il 13. Purtroppo la vita di quel rapporto fu molto breve, inferiore alle ventiquattro ore. Maggio \u00e8 anche il mese in cui si riunisce ogni anno l\u2019assemblea mondiale della sanit\u00e0. Quest\u2019anno comincia il 24 maggio e si parler\u00e0 di pandemia. Abbiamo capito che non possiamo parlare di pandemia senza toccare il tema dell\u2019indipendenza dell\u2019Oms: \u00e8 una cosa che riguarda la salute di tutti\u201d.<\/p>\n<p><strong>Quali decisioni verranno prese?<br \/><\/strong><br \/>\u201cL\u2019assemblea mondiale coinvolger\u00e0 tutti i ministri dei 194 Stati membri dell\u2019Oms: in quella circostanza si decider\u00e0 l\u2019agenda futura. Io desidero che prima dell\u2019assemblea ci si ricordi di quel rapporto, che venne ritirato il 14 maggio 2020: il suo ritiro dimostra la mancanza di indipendenza dell\u2019Oms. Le mie non sono speculazioni, ma evidenze. Personalmente non mi interessa porre l\u2019attenzione sulle responsabilit\u00e0 politiche italiane, bens\u00ec su quelle sovranazionali. Deve essere chiaro a tutti che, in questo momento, non abbiamo un organismo internazionale indipendente\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il rapporto venne completato l\u201911 maggio e ritirato il 14, perch\u00e9 conteneva \u201cerrori\u201d: chi e cosa Le contestarono?<br \/><\/strong><br \/>\u201cIl report era pronto per il lancio l\u201911 maggio, ma fu oggetto di contestazione da parte di Ranieri Guerra (direttore vicario dell\u2019Oms, ndr) e di un\u2019altra collega, che mi chiesero di apportare delle modifiche, poich\u00e9 esso avrebbe potuto evidenziare le criticit\u00e0 della risposta italiana alla pandemia. Il piano pandemico del nostro Paese era infatti aggiornato al 2006. Il rapporto venne pubblicato il 13 e considerato subito una \u201cbomba mediatica\u201d, tant\u2019\u00e8 che il 14 mattina spar\u00ec. Ma ormai era tardi, in quanto ottenne 15 mila visualizzazioni in poche ore e alcuni giornalisti scrissero anche dei pezzi\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come reagirono i Suoi vertici?<br \/><\/strong><br \/>\u201cL\u2019orientamento dell\u2019Oms era quello di omettere tutto ci\u00f2 che avrebbe potuto causare problemi e imbarazzo sia all\u2019Organizzazione, sia al governo italiano. L\u2019avere specificato, nel report, che il primo caso italiano di Covid venne diagnosticato grazie all\u2019intuizione dell\u2019anestesista dell\u2019ospedale di Codogno, la quale decise di effettuare un tampone contro le linee guida del Governo e dell\u2019Oms, diventava fonte di disagio. Non avrei dovuto sottolineare neppure gli aspetti della gestione regionale della pandemia: non si poteva dichiarare, ad esempio, che il Veneto stesse contenendo il problema meglio della Lombardia, in quanto pi\u00f9 attrezzato sul piano territoriale. Il Covid va infatti combattuto sul territorio e non negli ospedali, che rischiano di collassare. Un organismo come l\u2019Oms non dovrebbe occultare la verit\u00e0, poich\u00e9 il compito dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 \u00e8 tutelare la salute dei cittadini, non salvaguardare interessi di parte\u201d.<\/p>\n<p><strong>A un certo punto si \u00e8 dimesso dall\u2019Oms: quando e per quali ragioni?<br \/><\/strong><br \/>\u201cMi sono dimesso il 31 marzo scorso, perch\u00e9 non avevo alternative. Mi hanno emarginato, condotto in un corridoio e accompagnato all\u2019uscita. Ho ricevuto tantissime attestazioni di solidariet\u00e0 da parte di cittadini italiani ed esteri, ma da pochissimi colleghi dell\u2019Oms, in quanto temono ritorsioni. Eppure le cose sono ormai chiare e note a tutti, ma sembrerebbe non all\u2019Oms\u201d.<\/p>\n<p><strong>Partiamo dall\u2019inizio. Febbraio 2020: Carnevale e l\u2019Italia entr\u00f2 nell\u2019incubo Covid. Seguirono settimane di intenso lavoro, per Lei: ce le pu\u00f2 raccontare?<br \/><\/strong><br \/>\u201cIl mio direttore europeo mi chiese di occupare il ruolo di coordinatore per la gestione italiana della pandemia. Non esisteva una \u201crisposta\u201d al Covid, pertanto ho dovuto inventare il lavoro da zero. Insieme al mio team abbiamo creato reti di anestesisti, infettivologi e organizzato quaranta seminari, per trattare le tematiche pi\u00f9 importanti: dalla pronazione dei pazienti in terapia intensiva a come comunicare la morte ai familiari delle vittime. Abbiamo coinvolto, complessivamente, 1500 professionisti e preparato seminari con oltre 300 persone collegate per volta. Quando scoppi\u00f2 la pandemia non c\u2019erano evidenze scientifiche, perci\u00f2 i medici avevano la necessit\u00e0 di confrontarsi e scambiarsi opinioni su qualsiasi cosa\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia era al centro dell\u2019attenzione, in quanto fu il primo Paese occidentale ad essere stato colpito dalla pandemia\u2026<br \/><\/strong><br \/>\u201cGli Stati esteri avevano fame di informazioni, tant\u2019\u00e8 che ricevetti numerosissime richieste da parte degli altri Paesi. L\u2019Italia fu, per parecchio tempo, la Nazione pi\u00f9 colpita al mondo e proprio per questo aveva un\u2019enorme responsabilit\u00e0 nei confronti degli altri Stati. Documentare tutto era quindi fondamentale: il report conteneva le pratiche da adottare\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come si comport\u00f2 quando si accorse che il piano pandemico italiano risaliva al 2006?<br \/><\/strong><br \/>\u201cA noi interessava prendere atto che non esisteva un piano aggiornato, invece capire \u201cperch\u00e9\u201d non rientrava nelle nostre competenze. Il report non era tecnico, ma presentava uno stile e un linguaggio accessibili a quelli del cittadino comune\u201d.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9?<br \/><\/strong><br \/>\u201cL\u2019obiettivo del mio team consisteva nella sensibilizzazione della popolazione, al fine di renderla consapevole del problema a cui sarebbe andata incontro. Tuttavia, anche in questo caso abbiamo incontrato le resistenze dell\u2019Oms, che non gradiva espressioni come \u201cla gente \u00e8 nel panico\u201d. Come detto, il rapporto \u00e8 rimasto online meno di ventiquattro ore, ma il documento si era gi\u00e0 diffuso rapidamente via web: l\u2019Oms non poteva ritirarlo fingendo che non fosse mai stato pubblicato\u201d.<\/p>\n<p><strong>Normalmente dopo quanto tempo \u00e8 necessario l\u2019aggiornamento del piano pandemico?<br \/><\/strong><br \/>\u201cIl piano pandemico si aggiorna tutte le volte che l\u2019Oms licenzia nuove linee guida o quando sopraggiungono delle pandemie. Prima del SARS-CoV-2 c\u2019erano gi\u00e0 stati altri eventi che avrebbero reso necessario il suo aggiornamento: mi riferisco alle infezioni del 2009, 2013, 2017 e 2018. Il piano pandemico va tenuto \u201cvivo\u201d anche a livello pratico: ci\u00f2 spiega i contagi di coronavirus avvenuti tra il personale sanitario che, non essendo stato formato, non risultava in grado di gestire una pandemia del genere\u201d.<\/p>\n<p><strong>Quali ripercussioni ha avuto il mancato aggiornamento del piano? Quali errori si sarebbero potuti prevenire?<br \/><\/strong><br \/>\u201cCon il senno di poi \u00e8 facile rilevare tutti gli errori. Di sicuro avremmo potuto prospettare determinati scenari, affinando i calcoli sull\u2019approvvigionamento di mascherine e respiratori. Saremmo stati in grado di fare delle simulazioni sui rischi, proprio come avviene per affrontare le situazioni d\u2019emergenza sugli aerei, sulle navi da crociera o in occasione di terremoti\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Oms ha annunciato la pandemia l\u201911 marzo 2020, sebbene avesse lanciato l\u2019allarme il 30 gennaio dello stesso anno: perch\u00e9?<br \/><\/strong><br \/>\u201cIn realt\u00e0 l\u2019annuncio dell\u201911 marzo seguiva soltanto un criterio epidemiologico. La data che contava era quella del 30 gennaio: il ritardo parte da l\u00ec. L\u2019Oms aveva ricevuto una prima notifica riguardante la trasmissione interumana del virus il 31 dicembre 2019, da parte di Taiwan, che per\u00f2 non fa parte dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0. Inspiegabilmente tale informazione venne resa nota, e riferita alla Cina, solo il 21 gennaio 2020, mentre il 30 gennaio fu lanciato ufficialmente l\u2019allarme. E qui entrano in gioco le responsabilit\u00e0 di Oms e Cina. Perch\u00e9 fu ignorato l\u2019avvertimento di Taiwan, Paese adiacente la Cina e che finora ha registrato, fra l\u2019altro, soltanto dodici morti dall\u2019inizio della pandemia? Taiwan \u00e8 il Paese del mondo che ha risposto meglio al Covid e che aveva messo al corrente l\u2019Oms della trasmissione interumana del virus, cio\u00e8 del suo potenziale pandemico\u201d.<\/p>\n<p><strong>Parliamo delle \u201cgiravolte\u201d dell&#8217;Oms sulle mascherine, sui guanti, sul ruolo degli asintomatici: perch\u00e9 tutte queste contraddizioni?<br \/><\/strong><br \/>\u201cQuando si affronta un problema sconosciuto \u00e8 inevitabile commettere errori. Le evidenze si acquisiscono con il tempo, perci\u00f2 l\u2019Oms diffonde le informazioni basandosi sulle conoscenze del momento. La sua responsabilit\u00e0 sta invece nel non voler riconoscere la mancanza di trasparenza\u201d.<\/p>\n<p><strong>Da chi \u00e8 finanziato l\u2019Oms?<br \/><\/strong><br \/>\u201cIl budget dell\u2019Oms \u00e8 composto dai contributi erogati dai 194 Paesi membri, ma anche dalle contribuzioni aggiuntive e volontarie sia dei singoli Stati, sia di finanziatori privati, quali ad esempio la \u201cBill &amp; Melinda Gates Foundation\u201d. Il problema \u00e8 che solo il 20% del budget deriva dai contributi dei Paesi membri, mentre l\u201980% da tutto il resto: la mancanza di indipendenza dell\u2019Oms \u00e8 da ricercare in questo fatto, che va affrontato e risolto\u201d.<\/p>\n<p><strong>A fine gennaio \u00e8 stato sancito l\u2019accordo, con il Ministero della Salute, per il \u201cPanflu\u201d (piano pandemico influenzale): le Sue considerazioni, al riguardo?<br \/><\/strong><br \/>\u201cInnanzitutto desidero fare chiarezza: \u00e8 stato definito \u201cinfluenzale\u201d in quanto valido per tutte le pandemie che causano distress respiratorio. Il piano pandemico \u00e8 unico e funge da passepartout per agenti patogeni che causano problemi respiratori: ci\u00f2 non toglie che in futuro se ne possano realizzare altri pi\u00f9 specifici. Il \u201cPanflu\u201d \u00e8 stato per\u00f2 sviluppato alla fine del 2020, quando avevo gi\u00e0 denunciato la mancanza del piano pandemico. Strano, no?\u201d<\/p>\n<p><strong>Lei ha dichiarato che vorrebbe cambiare l\u2019Oms: in che modo?<br \/><\/strong><br \/>\u201cIl mio libro intende raccontare l\u2019Oms dal suo \u201cinterno\u201d. L\u2019ho scritto per evitare che la mia vicenda rimanesse lettera morta. Sia chiaro: ho sempre mantenuto un approccio costruttivo nei confronti dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0. \u201cIl pesce piccolo\u201d affronta s\u00ec le tematiche dei rapporti tra direttori eletti e Ministri, quelle relative a gerarchie, alla mancanza di indipendenza dell\u2019Oms e ai finanziamenti. Ma lo fa in maniera costruttiva\u201d.<\/p>\n<p><strong>Di cosa si occuper\u00e0 Francesco Zambon, d\u2019ora in poi?<br \/><\/strong><br \/>\u201cAl momento intendo dedicarmi alla divulgazione delle problematiche connesse all\u2019Oms. In futuro mi auguro di chiudere questo capitolo cos\u00ec doloroso della mia vita. Le proposte professionali non mancano, tuttavia la \u201cpartita\u201d si chiuder\u00e0 solo al termine della causa che ho intrapreso nei confronti dell\u2019Oms\u201d.<\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Foto: <em><em>&#8220;Aula di Montecitorio&#8221;<\/em> di Ffeeddee, via <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Montecitorio_Aula.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Wikimedia Commons<\/a>, licenza <a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by\/3.0\/it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">CC BY 3.0 IT<\/a><\/em><\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esce oggi \u201cIl pesce piccolo. 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Dottor Zambon, perch\u00e9 il Suo libro \u00e8 uscito proprio oggi, 13 maggio? \u201cSi tratta di una data storica: il 13 maggio 2020 usc\u00ec l\u2019unico rapporto indipendente, riguardante l\u2019Italia, sulla gestione della pandemia. Non ne seguirono altri, per nessun Paese del mondo. Nel libro ripercorro l\u2019intera vicenda, perci\u00f2 ho chiesto all\u2019editore di pubblicare la mia opera il 13. Purtroppo la vita di quel rapporto fu molto breve, inferiore alle ventiquattro ore. Maggio \u00e8 anche il mese in cui si riunisce ogni anno l\u2019assemblea mondiale della sanit\u00e0. Quest\u2019anno comincia il 24 maggio e si parler\u00e0 di pandemia. Abbiamo capito che non possiamo parlare di pandemia senza toccare il tema dell\u2019indipendenza dell\u2019Oms: \u00e8 una cosa che riguarda la salute di tutti\u201d. Quali decisioni verranno prese?\u201cL\u2019assemblea mondiale coinvolger\u00e0 tutti i ministri dei 194 Stati membri dell\u2019Oms: in quella circostanza si decider\u00e0 l\u2019agenda futura. Io desidero che prima dell\u2019assemblea ci si ricordi di quel rapporto, che venne ritirato il 14 maggio 2020: il suo ritiro dimostra la mancanza di indipendenza dell\u2019Oms. Le mie non sono speculazioni, ma evidenze. Personalmente non mi interessa porre l\u2019attenzione sulle responsabilit\u00e0 politiche italiane, bens\u00ec su quelle sovranazionali. Deve essere chiaro a tutti che, in questo momento, non abbiamo un organismo internazionale indipendente\u201d. Il rapporto venne completato l\u201911 maggio e ritirato il 14, perch\u00e9 conteneva \u201cerrori\u201d: chi e cosa Le contestarono?\u201cIl report era pronto per il lancio l\u201911 maggio, ma fu oggetto di contestazione da parte di Ranieri Guerra (direttore vicario dell\u2019Oms, ndr) e di un\u2019altra collega, che mi chiesero di apportare delle modifiche, poich\u00e9 esso avrebbe potuto evidenziare le criticit\u00e0 della risposta italiana alla pandemia. Il piano pandemico del nostro Paese era infatti aggiornato al 2006. Il rapporto venne pubblicato il 13 e considerato subito una \u201cbomba mediatica\u201d, tant\u2019\u00e8 che il 14 mattina spar\u00ec. Ma ormai era tardi, in quanto ottenne 15 mila visualizzazioni in poche ore e alcuni giornalisti scrissero anche dei pezzi\u201d. Come reagirono i Suoi vertici?\u201cL\u2019orientamento dell\u2019Oms era quello di omettere tutto ci\u00f2 che avrebbe potuto causare problemi e imbarazzo sia all\u2019Organizzazione, sia al governo italiano. L\u2019avere specificato, nel report, che il primo caso italiano di Covid venne diagnosticato grazie all\u2019intuizione dell\u2019anestesista dell\u2019ospedale di Codogno, la quale decise di effettuare un tampone contro le linee guida del Governo e dell\u2019Oms, diventava fonte di disagio. Non avrei dovuto sottolineare neppure gli aspetti della gestione regionale della pandemia: non si poteva dichiarare, ad esempio, che il Veneto stesse contenendo il problema meglio della Lombardia, in quanto pi\u00f9 attrezzato sul piano territoriale. Il Covid va infatti combattuto sul territorio e non negli ospedali, che rischiano di collassare. Un organismo come l\u2019Oms non dovrebbe occultare la verit\u00e0, poich\u00e9 il compito dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 \u00e8 tutelare la salute dei cittadini, non salvaguardare interessi di parte\u201d. A un certo punto si \u00e8 dimesso dall\u2019Oms: quando e per quali ragioni?\u201cMi sono dimesso il 31 marzo scorso, perch\u00e9 non avevo alternative. Mi hanno emarginato, condotto in un corridoio e accompagnato all\u2019uscita. Ho ricevuto tantissime attestazioni di solidariet\u00e0 da parte di cittadini italiani ed esteri, ma da pochissimi colleghi dell\u2019Oms, in quanto temono ritorsioni. Eppure le cose sono ormai chiare e note a tutti, ma sembrerebbe non all\u2019Oms\u201d. Partiamo dall\u2019inizio. Febbraio 2020: Carnevale e l\u2019Italia entr\u00f2 nell\u2019incubo Covid. Seguirono settimane di intenso lavoro, per Lei: ce le pu\u00f2 raccontare?\u201cIl mio direttore europeo mi chiese di occupare il ruolo di coordinatore per la gestione italiana della pandemia. Non esisteva una \u201crisposta\u201d al Covid, pertanto ho dovuto inventare il lavoro da zero. Insieme al mio team abbiamo creato reti di anestesisti, infettivologi e organizzato quaranta seminari, per trattare le tematiche pi\u00f9 importanti: dalla pronazione dei pazienti in terapia intensiva a come comunicare la morte ai familiari delle vittime. Abbiamo coinvolto, complessivamente, 1500 professionisti e preparato seminari con oltre 300 persone collegate per volta. Quando scoppi\u00f2 la pandemia non c\u2019erano evidenze scientifiche, perci\u00f2 i medici avevano la necessit\u00e0 di confrontarsi e scambiarsi opinioni su qualsiasi cosa\u201d. L\u2019Italia era al centro dell\u2019attenzione, in quanto fu il primo Paese occidentale ad essere stato colpito dalla pandemia\u2026\u201cGli Stati esteri avevano fame di informazioni, tant\u2019\u00e8 che ricevetti numerosissime richieste da parte degli altri Paesi. L\u2019Italia fu, per parecchio tempo, la Nazione pi\u00f9 colpita al mondo e proprio per questo aveva un\u2019enorme responsabilit\u00e0 nei confronti degli altri Stati. Documentare tutto era quindi fondamentale: il report conteneva le pratiche da adottare\u201d. Come si comport\u00f2 quando si accorse che il piano pandemico italiano risaliva al 2006?\u201cA noi interessava prendere atto che non esisteva un piano aggiornato, invece capire \u201cperch\u00e9\u201d non rientrava nelle nostre competenze. Il report non era tecnico, ma presentava uno stile e un linguaggio accessibili a quelli del cittadino comune\u201d. Perch\u00e9?\u201cL\u2019obiettivo del mio team consisteva nella sensibilizzazione della popolazione, al fine di renderla consapevole del problema a cui sarebbe andata incontro. Tuttavia, anche in questo caso abbiamo incontrato le resistenze dell\u2019Oms, che non gradiva espressioni come \u201cla gente \u00e8 nel panico\u201d. Come detto, il rapporto \u00e8 rimasto online meno di ventiquattro ore, ma il documento si era gi\u00e0 diffuso rapidamente 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