{"id":12222,"date":"2014-06-23T19:32:54","date_gmt":"2014-06-23T17:32:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/?p=12222"},"modified":"2014-06-23T19:32:54","modified_gmt":"2014-06-23T17:32:54","slug":"universita-a-verona-e-trento-vince-la-qualita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.buongiornosuedtirol.it\/de\/2014\/06\/23\/universita-a-verona-e-trento-vince-la-qualita\/","title":{"rendered":"Universit\u00e0, a Verona e Trento vince la qualit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Verona e Trento al primo posto, il Politecnico di Milano al secondo, l\u2019Alma Mater di Bologna al terzo. Subito dopo Padova, la Politecnica delle Marche e la veneziana Ca&#8217; Foscari, spinte tutte e tre dai dati della ricerca; tra le milanesi la Bicocca ottiene qualche punto in pi\u00f9 della Statale; la Sapienza, prima fra le grandi romane, si colloca solo a met\u00e0 classifica. Pi\u00f9 &#8220;tradizionale&#8221; la situazione fra gli atenei non statali, dove il San Raffaele continua a tagliare il traguardo per primo (aiutato anche dall&#8217;incidenza di medicina nella sua offerta formativa), seguito da Luiss e Bocconi appaiate al secondo posto.<\/p>\n<p>Questi sono i risultati disegnati dal nuovo pacchetto di indicatori, che rispetto alle edizioni precedenti delle \u00abclassifiche di qualit\u00e0\u00bb offrono un quadro pi\u00f9 ricco e articolato.<br \/>\nLa nuova impostazione, che misura il risultato finale per met\u00e0 sugli indicatori della didattica (i primi nove) e per met\u00e0 su quelli della ricerca, permette anche di valutare pi\u00f9 a fondo le caratteristiche di ogni ateneo. In realt\u00e0, le sedi pi\u00f9 &#8220;forti&#8221; occupano i primi posti in entrambe le graduatorie, ma il confronto fra le classifiche permette di individuare da un lato gli atenei eccellenti su terreni come la struttura docente e la puntualit\u00e0 degli iscritti rispetto al piano di studi (in particolare i Politecnici, guidati da Milano) e dall&#8217;altro le performance pi\u00f9 brillanti sui progetti di ricerca o sulla qualit\u00e0 dell&#8217;alta formazione (Verona tra le statali, la Luiss fra le non statali). In tutti gli indicatori, emergono altrettanto chiare le difficolt\u00e0 che si vivono al Sud, dove l&#8217;emigrazione studentesca priva spesso le universit\u00e0 degli studenti pi\u00f9 motivati. La carenza di strutture si spiega anche con un livello di tasse universitarie molto pi\u00f9 basso della media e anche la ricerca fatica a farsi davvero strada.<br \/>\nCon la sola eccezione di Salerno, al 22esimo posto, gli atenei meridionali si affollano nella seconda parte della classifica generale: Foggia e l&#8217;Orientale di Napoli si incontrano al 34esimo posto, le principali universit\u00e0 napoletane sono in fondo (la Federico II \u00e8 alla casella 56, la Seconda universit\u00e0 alla 58), e non si incontra nessuna universit\u00e0 del Centro-Nord negli ultimi 16 posti.<\/p>\n<p>Le indicazioni pi\u00f9 interessanti arrivano dai singoli indicatori, che provano a offrire un esame il pi\u00f9 possibile completo su pregi e difetti di ogni ateneo. Sul versante della didattica, debuttano nuovi dati che provano a fare luce sui temi pi\u00f9 attuali per la formazione universitaria. Risponde a questa esigenza, per esempio, la misurazione del peso degli stage in azienda e quello delle esperienze internazionali sulla &#8220;carriera&#8221; degli studenti, indicatori che indagano la capacit\u00e0 dell&#8217;ateneo di aprire all&#8217;esterno l&#8217;esperienza di studio dei propri iscritti e offrire loro strumenti in pi\u00f9 da spendere sul mercato del lavoro. Uno sviluppo successivo di questo filone, che debutter\u00e0 nelle prossime edizioni delle \u00abclassifiche di qualit\u00e0\u00bb, far\u00e0 luce sulla \u00abterza missione\u00bb, cio\u00e8 il compito delle universit\u00e0 che si aggiunge a didattica e ricerca e chiede di portare il patrimonio di conoscenze fuori dall&#8217;universit\u00e0 per influire direttamente sulla societ\u00e0 che le sta intorno.<\/p>\n<p>Un altro parametro al debutto \u00e8 quello sul diritto allo studio, con cui si misura la quota di studenti che oltre a essere definiti \u00abidonei\u00bb per la borsa di studio ottengono davvero l&#8217;aiuto. La responsabilit\u00e0 della mancata copertura totale, e quindi della presenza di studenti a cui viene negato un diritto certificato, \u00e8 in genere delle Regioni, ma il dato \u00e8 di sicuro interesse per le famiglie. Molto importante, poi, il giudizio dei laureandi sul corso che stanno completando. Secondo la riforma, anche i parametri ministeriali sui &#8220;premi&#8221; agli atenei avrebbero dovuto considerare questo dato, ma nei fatti \u00e8 sempre stato trascurato: dopo qualche anno di &#8220;deroghe&#8221;, il parametro ha finito addirittura per scomparire in silenzio dai decreti con l&#8217;assegnazione dei fondi.<\/p>\n<p>Il deficit di attenzione per i dati pi\u00f9 importanti nell&#8217;ottica degli studenti, del resto, sembra il vizio d&#8217;origine di tutto il sistema istituzionale intorno all&#8217;universit\u00e0, che nel mare di rilevazioni avviate negli anni non \u00e8 riuscita a mettere in campo un sistema condiviso da tutti per misurare i successi occupazionali degli studenti: c&#8217;\u00e8 AlmaLaurea, certo, ma non abbraccia tutti gli atenei, altri sono censiti dai rapporti del consorzio Stella (ora in Cineca), mentre altri ancora, fra i quali realt\u00e0 importantissime come il Politecnico di Milano, la Bocconi o la Luiss, misurano &#8220;in casa&#8221; le fortune dei propri ex studenti nel mercato del lavoro.<\/p>\n<p>Nel campo della ricerca, invece, le indagini dell&#8217;Agenzia nazionale di valutazione sfociate nella pubblicazione a luglio 2013 della \u00abVqr\u00bb (Valutazione della Qualit\u00e0 della Ricerca) che ha misurato i risultati di tutti i dipartimenti dell&#8217;Accademia italiana, hanno rappresentato un deciso passo in avanti, accolto nelle classifiche con i parametri chiave su qualit\u00e0 dell&#8217;alta formazione e dei prodotti di ricerca e sulla capacit\u00e0 degli atenei di attrarre risorse esterne per i propri progetti. Il processo che \u00e8 partito, per\u00f2, va urgentemente aggiornato e allargato, perch\u00e9 le pagelle dell&#8217;Anvur finora fotografano il lavoro dei docenti strutturati fino al 2010, e lasciano quindi fuori i ricercatori pi\u00f9 giovani e i lavori pi\u00f9 recenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verona e Trento al primo posto, il Politecnico di Milano al secondo, l\u2019Alma Mater di Bologna al terzo. 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Con la sola eccezione di Salerno, al 22esimo posto, gli atenei meridionali si affollano nella seconda parte della classifica generale: Foggia e l&#8217;Orientale di Napoli si incontrano al 34esimo posto, le principali universit\u00e0 napoletane sono in fondo (la Federico II \u00e8 alla casella 56, la Seconda universit\u00e0 alla 58), e non si incontra nessuna universit\u00e0 del Centro-Nord negli ultimi 16 posti. Le indicazioni pi\u00f9 interessanti arrivano dai singoli indicatori, che provano a offrire un esame il pi\u00f9 possibile completo su pregi e difetti di ogni ateneo. Sul versante della didattica, debuttano nuovi dati che provano a fare luce sui temi pi\u00f9 attuali per la formazione universitaria. 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