In occasione di Ognissanti e della commemorazione dei defunti, il vescovo di Bolzano-Bressanone richiama l’attenzione sul dolore di chi perde una persona per suicidio. In Alto Adige si registrano ogni anno tra 40 e 50 casi. Alle persone che vivono momenti di profonda disperazione l’invito a non isolarsi e ad accogliere l’aiuto.
Il dolore per la perdita di una persona cara richiede vicinanza, ascolto e rispetto, soprattutto quando la morte avviene per suicidio. È il messaggio che il vescovo di Bolzano-Bressanone Ivo Muser rivolge alla comunità in occasione delle festività di Ognissanti e della commemorazione dei defunti, invitando a evitare giudizi e a mantenere la massima riservatezza nei confronti delle persone coinvolte.
In Alto Adige, sottolinea il vescovo, ogni anno tra 40 e 50 persone si tolgono la vita. «Un fatto particolarmente doloroso, del quale però si parla poco, e troppo poco, in pubblico e nella collettività», osserva Muser. Un tema delicato, che lascia spesso familiari e persone vicine alle vittime di fronte a domande difficili e a un dolore profondo.
Di fronte a una tragedia simile, il vescovo richiama alla prudenza nelle parole e nei comportamenti. «Non possiamo disporre della vita, né di quella altrui né della propria. Né all’inizio né alla fine della vita. Allo stesso tempo, non spetta a noi dare un giudizio definitivo su un gesto così grave e dalle conseguenze così profonde come il suicidio», afferma. Per Muser sono necessarie «la massima riservatezza e rispetto: nel pensare, nel parlare, nel nostro comportamento». Ci sono situazioni, aggiunge, nelle quali non si possono trovare risposte immediate e in cui è necessario semplicemente condividere il peso della sofferenza.
Nel messaggio, il vescovo richiama anche il valore della fede e della preghiera come possibili fonti di conforto per chi affronta un lutto. «Dio conosce questa persona. Egli sa ciò che noi non sappiamo, e spesso anche ciò che non possiamo comprendere», scrive Muser, sottolineando come nella preghiera possano trovare spazio tanto il pianto quanto la speranza.
Il suo pensiero si rivolge direttamente anche a chi sta attraversando una crisi personale e non riesce più a intravedere una via d’uscita. «Non siete soli. Confidatevi con qualcuno e accogliete l’aiuto che vi viene offerto», è l’appello del vescovo. Un invito a rompere l’isolamento e a cercare sostegno nei momenti di maggiore fragilità.
In occasione di Ognissanti, domenica 1° novembre, Muser celebrerà la Santa Messa alle 8.30 a Longostagno, sull’altipiano del Renon. Alle 14.30 presiederà la liturgia della Parola nel cimitero di Bolzano-Oltrisarco e benedirà le tombe. Lunedì 2 novembre, giornata dedicata alla commemorazione dei defunti, celebrerà alle 18 una funzione religiosa a Gais, in Val Pusteria, suo paese natale.
Il messaggio integrale del vescovo per Ognissanti è disponibile sul sito della diocesi di Bolzano-Bressanone: www.bz-bx.net/it/news/dettaglio/ognissanti2026.
Ascolto e sostegno in Alto Adige
Per le persone che attraversano una crisi esistenziale è disponibile il numero verde 800 101 800. La Caritas Telefonseelsorge risponde al numero 0471 052 052 e offre anche un servizio online all’indirizzo www.telefonseelsorge.bz.it. È inoltre possibile contattare Telefono Amico al numero 0471 288328.
In caso di emergenza è possibile chiamare il 112. Ulteriori informazioni e risorse per le persone in crisi e per i loro familiari sono disponibili sui siti www.prevenzione-suicidio.it e www.nonseidasolo.it.