Quando vincere non è tutto: a Bolzano i campioni del fair play

Dalla giovane calciatrice che rinuncia a un gol irregolare al maratoneta che aiuta un avversario a tagliare il traguardo: a WeFairPlay premiate sei storie in cui lo sport diventa rispetto, inclusione e solidarietà.

BOLZANO. A volte la vittoria più importante è quella a cui si decide di rinunciare. È il messaggio arrivato dalla quinta edizione di WeFairPlay, l’iniziativa del GS Excelsior, realizzata in partnership con la Provincia autonoma di Bolzano, che il 2 ottobre a Fiera Bolzano ha premiato esempi concreti di correttezza, inclusione e responsabilità nel mondo dello sport.

Sei riconoscimenti per sei storie diverse, accomunate dalla scelta di mettere al centro le persone prima del risultato: dalla calciatrice che ha ammesso un tocco di mano facendo annullare il proprio gol al maratoneta che ha sostenuto un avversario in difficoltà; dal baskin, dove persone con e senza disabilità condividono il campo, a un torneo di basket dedicato a giovani che affrontano o hanno affrontato una malattia oncologica. E ancora, una giovane fantina che si è fermata per soccorrere una concorrente caduta e un bambino che ha trasformato una corsa in un gesto concreto di solidarietà.

A ricevere i riconoscimenti sono stati Davide Seri per il miglior gesto di fair play Open, Katharina Schuler per il miglior gesto di fair play in Alto Adige, Claudia Cantisani per la migliore iniziativa altoatesina, il torneo “Pump up the Jam” per la migliore iniziativa Open, Gloria Tinaburri con il Premio Giovani e Simon Niederkofler, destinatario del Premio speciale Excelsior.

«Questa serata ci ricorda che lo sport è molto più di una competizione: è una scuola concreta di responsabilità, rispetto e attenzione agli altri», ha sottolineato il presidente della Provincia Arno Kompatscher, evidenziando l’importanza di rendere visibili questi comportamenti e trasformarli in esempi soprattutto per le giovani generazioni.

Per Valter Vezzù, presidente del GS Excelsior, WeFairPlay rappresenta invece «la festa del fair play», capace di riunire sullo stesso palco grandi imprese sportive, gesti quotidiani e persone che scelgono la correttezza anche quando questa comporta una rinuncia.

Sei storie, un unico filo conduttore

Il premio per il miglior gesto di fair play in Alto Adige è andato a Katharina Schuler, calciatrice delle Red Lions Tarsch. Durante una partita di campionato aveva segnato un gol dopo un tocco di mano. Nonostante la rete fosse stata convalidata dall’arbitro, Schuler ha ammesso l’irregolarità, facendo annullare il gol. A consegnarle il riconoscimento è stato il giornalista e direttore dell’Alto Adige Valentino Beccari.

Il premio per il miglior gesto di fair play Open è stato assegnato a Davide Seri. Nelle fasi finali della ColleMarathon ha raggiunto il corridore che lo precedeva, in evidente difficoltà fisica a pochi metri dal traguardo. Invece di superarlo, lo ha sostenuto e accompagnato fino all’arrivo, lasciandogli il primo posto e concludendo la gara al secondo. A premiarlo è stata l’atleta paralimpica Claudia Schuler.

La migliore iniziativa in Alto Adige è quella di Claudia Cantisani, da anni impegnata nel baskin e responsabile dell’area disabilità di UISP. Attraverso questa disciplina ha costruito una squadra nella quale persone con e senza disabilità giocano insieme, trasformando le differenze in una risorsa e l’inclusione in una parte naturale della competizione. Il premio è stato consegnato dall’alpinista Tamara Lunger.

È andato invece al torneo “Pump up the Jam” il premio per la migliore iniziativa Open. Il progetto offre a bambini, bambine e adolescenti in cura, o già curati, per una malattia oncologica l’opportunità di ritrovarsi attraverso il basket. Giovani provenienti da centri ospedalieri di tutta Italia si incontrano sul campo, creando occasioni di gioco, squadra e socialità. Il riconoscimento è stato ritirato da Massimo Komatz, direttore generale della Fondazione Aquila per lo Sport Trentino, e consegnato da Evi Hilpold, direttrice di Sporthilfe Alto Adige.

Il Premio Giovani ha premiato Gloria Tinaburri. Durante i Mondiali di endurance per giovani cavalli in Francia, la giovane atleta ha visto cadere una concorrente e ha scelto di fermarsi per soccorrerla, rinunciando a proseguire la gara alla ricerca del risultato. A consegnarle il premio è stato il giornalista Andreas Vieider.

Infine, il Premio speciale Excelsior è stato assegnato a Simon Niederkofler, protagonista di un gesto di solidarietà nato da una corsa di beneficenza organizzata dalla scuola elementare di Dobbiaco a favore dell’Assistenza Tumori Alta Pusteria. Il giovane ha percorso nove chilometri, completando nove giri e raccogliendo 150 euro da destinare all’associazione. Il riconoscimento è stato consegnato dall’assessore provinciale Christian Bianchi.

Tamara Lunger: il valore di sapersi fermare

Ospite d’onore della serata è stata Tamara Lunger, alpinista, scialpinista ed esploratrice altoatesina. Nata a Bolzano e cresciuta a San Valentino in Campo, dopo una carriera di alto livello nello scialpinismo ha raggiunto a 23 anni la vetta del Lhotse e nel 2014 quella del K2.

La sua storia è legata anche alla capacità di riconoscere i propri limiti. Nel 2016, durante il tentativo invernale sul Nanga Parbat, Lunger scelse di fermarsi a pochi metri dalla vetta per non mettere ulteriormente a rischio sé stessa e i compagni di cordata.

Una scelta che richiama, in un contesto completamente diverso, il filo conduttore della serata: nello sport il risultato non è sempre l’unico parametro con cui misurare il valore di un’impresa.

Una giuria di campioni

A valutare le candidature è stata una giuria composta da protagonisti dello sport e del giornalismo altoatesino e nazionale: Tania Cagnotto, Martin Pavlu, Claudia Schuler, Antonella Bellutti, Christian Lanthaler e Damiano Tommasi, affiancati dai giornalisti Valentino Beccari, Stefano Bizzotto, Andreas Vieider e Manuela Vontavon.

Nato nel 2022, WeFairPlay ha raccolto attraverso la propria piattaforma decine di storie di fair play locali, nazionali e internazionali, molte delle quali segnalate direttamente da cittadini e associazioni sportive.

Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano e da Alperia e realizzato in collaborazione con CONI, Comitato paralimpico di Bolzano, VSS, USSA e Sporthilfe Alto Adige Südtirol.

Dalle grandi competizioni ai campi di provincia, dalle montagne alle palestre, le storie premiate a Bolzano raccontano uno sport nel quale fermarsi, aiutare, includere e riconoscere un errore possono diventare gesti più significativi del risultato finale.