Arte, fede e rinascita: Palace Merano festeggia 120 anni con una mostra speciale

A Merano arriva Les Incarnées, il progetto artistico della pittrice francese Marie-Amélie Chéreau. In mostra fino al 15 novembre, accanto alle sue opere anche 5.9 Healing, un dipinto dedicato alla struttura e destinato a restare esposto permanentemente.

Centovent’anni di storia, cura e trasformazione si incontrano nell’arte. Per celebrare questo importante anniversario, Palace Merano ospita Les Incarnées, la mostra della pittrice francese Marie-Amélie Chéreau, artista che ha intrecciato il proprio percorso personale e spirituale con la storia della struttura meranese. L’esposizione sarà visitabile fino al 15 novembre 2026.

Al centro della mostra c’è un racconto che va oltre la pittura: quello di una rinascita personale, della riscoperta della fede e della ricerca di un linguaggio capace di dare forma all’invisibile. Ospite di Palace Merano da oltre dieci anni, Chéreau ha trovato nell’esperienza vissuta nella struttura e nell’incontro con la sua équipe medica una tappa significativa del proprio percorso di guarigione e trasformazione.

Oggi la pittura è per lei una vera vocazione. Nella serie Les Incarnées, ispirata al Vangelo secondo Giovanni, ogni opera nasce da un versetto biblico e si trasforma in un dialogo tra parola, colore e luce. Simboli incisi sulla tela, strati di pittura a olio e segni che affiorano dalla materia costruiscono composizioni in cui spiritualità e ricerca artistica si fondono in un linguaggio contemporaneo.

Il risultato è un percorso visivo che invita a guardare oltre la superficie, esplorando il rapporto tra corpo e spirito, visibile e invisibile, fragilità e rinascita. Un linguaggio che richiama anche le vetrate artistiche, dove la luce diventa parte integrante dell’opera.

Un’opera speciale per i 120 anni

Il cuore delle celebrazioni è 5.9 Healing, il dipinto realizzato appositamente da Chéreau per l’anniversario e donato a Palace Merano. Il titolo richiama il passo del Vangelo secondo Giovanni dedicato alla guarigione dell’uomo infermo: «E subito quell’uomo guarì, prese il suo lettuccio e cominciò a camminare».

L’opera racchiude un messaggio di gratitudine verso la struttura che ha accompagnato l’artista in una fase decisiva della sua vita. Al centro della composizione compaiono lo stemma di Palace Merano e il numero 120, racchiusi in un diamante simbolico, immagine di un processo di trasformazione che richiede tempo e lascia emergere, poco alla volta, forza e luce interiore.

Due piccoli angeli completano la composizione, quasi a custodire la storia e il patrimonio dell’istituzione. Il dipinto resterà esposto permanentemente a Palace Merano anche dopo la conclusione della mostra.

Dalla carriera internazionale alla pittura

La storia di Marie-Amélie Chéreau è quella di un cambiamento radicale. Laureata presso HEC Paris e l’Université Paris Dauphine–PSL, ha lavorato per vent’anni in ruoli internazionali di alto livello nel settore del lusso, arrivando a ricoprire la posizione di vicepresidente presso LVMH a Hong Kong.

Un grave burnout nel 2014 ha segnato una svolta nella sua vita. Dopo un lungo percorso personale e spirituale, nel 2021 ha scelto di dedicarsi professionalmente alla pittura, riconoscendola come il mezzo attraverso cui esprimere la propria fede e la propria visione del mondo.

Formata per dieci anni alla Scuola Martenot di Parigi e avvicinata all’arte dalla nonna, Chéreau ha esposto le proprie opere in diverse città europee e negli Stati Uniti, entrando in contatto con collezionisti internazionali.

Con Les Incarnées, Palace Merano trasforma così il proprio 120° anniversario in un’occasione d’incontro tra cultura, spiritualità e benessere. Una celebrazione che mette al centro non soltanto la storia di un’istituzione, ma anche il potere dell’arte di raccontare il cambiamento e dare voce alle esperienze più profonde dell’essere umano.

La mostra Les Incarnées di Marie-Amélie Chéreau è visitabile a Palace Merano fino al 15 novembre 2026.

Foto, Marie-Amélie Chéreau/© Lorenzo Fioravanti