Il cervello, la ricerca e l’eredità di Braitenberg: il premio va a Xiao-Jing Wang

Cent’anni dalla nascita e un’eredità scientifica che continua a parlare al mondo della ricerca. Valentin Braitenberg, neuroscienziato nato a Bolzano e tra i direttori fondatori del Max-Planck-Institut per la cibernetica biologica, viene ricordato anche quest’anno attraverso il premio che porta il suo nome.

Dal 2012, la Bernstein Network Computational Neuroscience assegna ogni due anni il Valentin Braitenberg Award, riconoscimento dedicato a scienziati che hanno dato un contributo significativo alle neuroscienze computazionali. Nell’anno in cui Braitenberg avrebbe compiuto 100 anni, il premio è stato assegnato al fisico teorico e neuroscienziato Xiao-Jing Wang, professore alla New York University.

A Wang va anche un premio in denaro di 5.000 euro, messo a disposizione dalla Provincia autonoma di Bolzano.

Il riconoscimento rappresenta un legame tra la ricerca contemporanea e la figura di Braitenberg, scomparso nel 2011 dopo una lunga attività scientifica tra Germania e Italia. Nel corso della sua carriera, il neuroscienziato altoatesino ha studiato il funzionamento del cervello con un approccio capace di mettere in dialogo neuroscienze, informatica e modellazione matematica.

Una parte importante della sua attività si è sviluppata anche all’Università di Napoli, dove Braitenberg ha ricoperto il ruolo di professore e ha contribuito alla formazione di una nuova generazione di ricercatori.

“Valentin Braitenberg è stato una figura determinante per il panorama della ricerca in Alto Adige. Il ricordo di questo grande scienziato continua a vivere anche grazie al premio che porta il suo nome”, sottolinea l’assessore provinciale alla Ricerca Philipp Achammer.

In occasione della cerimonia di premiazione, i saluti della Provincia autonoma di Bolzano sono stati portati da Manuel Gatto, direttore dell’Ufficio Ricerca scientifica, che ha ricordato il ruolo avuto da Braitenberg anche nello sviluppo del sistema della ricerca altoatesino.

Nei primi anni Novanta, infatti, lo scienziato è stato presidente del Comitato scientifico di Eurac Research e ha fatto parte del comitato fondatore della Libera Università di Bolzano.

Il premio a Xiao-Jing Wang assume così un significato che va oltre il riconoscimento individuale: è anche un modo per mantenere viva la memoria di uno scienziato che ha contribuito a costruire ponti tra discipline diverse e che ha lasciato un segno nella ricerca internazionale e nel panorama scientifico dell’Alto Adige.

A un secolo dalla sua nascita, il nome di Braitenberg continua dunque a essere legato alla ricerca sul cervello e alle nuove frontiere della neuroscienza computazionale, in un campo nel quale il dialogo tra biologia, matematica e informatica diventa sempre più centrale.

Foto, da sinistra: Ad Aertsen, del Bernstein Center for Computational Neuroscience; Carla Braitenberg, figlia di Valentin Braitenberg; il vincitore del premio Xiao-Jing Wang; Almut Schüz, collaboratrice di lunga data di Valentin Braitenberg; e Manuel Gatto, direttore dell’Ufficio Ricerca scientifica/c-USP/Elena Reiriz Martinez/Bernstein Network