Università di Trento, Deflorian prepara la staffetta: cantieri, nuovi corsi e un nuovo rettore

Un anno accademico tra grandi progetti, quasi 200 milioni di investimenti e l’avvio della corsa per la nuova guida dell’Ateneo.

«Ho sempre inteso il ruolo di rettore come una staffetta: si corre fino all’ultimo centimetro e serve cura nel passare bene il testimone». Con questa immagine il rettore dell’Università di Trento, Flavio Deflorian, ha presentato le sfide dell’anno accademico 2026/27, insieme al direttore generale Alex Pellacani.

Un anno destinato a essere particolarmente intenso, tra nuovi corsi di laurea, importanti interventi infrastrutturali e la preparazione dell’elezione della nuova guida dell’Ateneo. Deflorian ha assicurato che resterà impegnato fino all’ultimo giorno del mandato, previsto per il 31 marzo 2027, con l’obiettivo di portare avanti i progetti già avviati e lasciare al successore una macchina organizzativa pronta a proseguire il lavoro, anche attraverso nuove idee e possibili cambiamenti.

La nuova laurea a Rovereto

Tra le principali novità sul fronte della didattica c’è il nuovo corso di laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria, destinato a partire a Rovereto nell’autunno del 2027.

Il progetto entrerà nella fase operativa tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, con il passaggio negli organi accademici e l’invio della proposta al Mur per l’accreditamento. Nel corso del 2027 partiranno quindi il reclutamento dei docenti e la definizione delle convenzioni con le scuole del territorio per le attività di tirocinio.

L’obiettivo è arrivare all’autunno 2027 con i primi 160 studenti e studentesse, 80 per ciascun gruppo previsto, nella sede di Palazzo Damiano Chiesa.

Il percorso quinquennale, da 300 crediti formativi universitari, punterà su scienze cognitive, metodologie didattiche innovative, discipline Stem, pensiero computazionale, intelligenza artificiale applicata all’insegnamento e inclusione scolastica.

Per l’Università di Trento si tratta anche di una risposta a una doppia esigenza del territorio: offrire un percorso formativo in provincia agli studenti trentini che oggi sono costretti a spostarsi e contribuire al ricambio generazionale del corpo docente. Il nuovo corso dovrebbe infatti formare ogni anno 80 nuovi insegnanti per la scuola dell’infanzia e primaria.

Quasi 200 milioni per gli spazi dell’Università

L’altra grande partita riguarda le infrastrutture. Il recente Protocollo d’intesa con la Provincia autonoma di Trento prevede un piano programmatico da 195,95 milioni di euro per il periodo 2026-2035, con una partecipazione dell’Ateneo pari a circa il 25%.

La strategia punta sul principio del consumo di suolo zero, privilegiando la riqualificazione degli edifici esistenti e l’efficientamento energetico.

Tra le priorità c’è la collina di Mesiano, dove è prevista la sopraelevazione dell’attuale autorimessa. Un intervento da oltre 28 milioni di euro permetterà di realizzare circa 8.300 metri quadrati destinati ad aule, uffici e laboratori.

Sempre a Mesiano è prevista la rifunzionalizzazione dell’ex Biblioteca, con un investimento di 4,4 milioni di euro, mentre il collegamento con l’ascensore inclinato dovrebbe migliorare la connessione tra la collina e la città.

Nel piano rientrano inoltre il futuro Student Center nell’area ex Cte, con un investimento previsto di 49,5 milioni di euro, e un programma di efficientamento energetico degli edifici universitari attraverso la tecnologia Digital Twin, per un valore di circa 30 milioni.

La corsa per il nuovo rettore

Sul calendario dell’Ateneo c’è però anche un appuntamento destinato a segnare il prossimo anno accademico: l’elezione della nuova rettrice o del nuovo rettore.

Il mandato di Deflorian terminerà il 31 marzo 2027 e il nuovo vertice entrerà ufficialmente in carica il giorno successivo, il 1° aprile.

Il primo passaggio sarà la costituzione, entro il 30 settembre 2026, del Comitato per le candidature. Successivamente verrà pubblicato l’avviso di vacanza e si aprirà la fase per la presentazione dei candidati e dei rispettivi programmi.

La campagna elettorale dovrebbe entrare nel vivo a metà gennaio 2027, mentre le votazioni sono previste indicativamente tra metà e fine febbraio e si svolgeranno attraverso una piattaforma telematica.

A votare saranno le diverse componenti della comunità universitaria, con un sistema di pesi che coinvolge docenti e ricercatori, personale tecnico-amministrativo, studenti, dottorandi e personale di ricerca non strutturato.

La nuova guida dell’Università di Trento arriverà dunque in primavera, mentre Deflorian prepara il passaggio di consegne. Una staffetta, appunto, nella quale il rettore uscente promette di correre fino all’ultimo metro, lasciando sul tavolo progetti, investimenti e una serie di sfide già pronte per il prossimo capitolo dell’Ateneo.

Foto, intervista al rettore Flavio Deflorian/© UniTrento ph. Daniele Mosna