Negozi, città più vive: Merano firma con Confesercenti

La sindaca di Merano Katharina Zeller e gli assessori Nerio Zaccaria, Antonella Costanzo, Daniele Di Lucrezia e Barbara Hölzl scendono in campo al fianco di Confesercenti per difendere il commercio di prossimità. Tutti hanno aderito alla raccolta firme nazionale a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”.

La firma è arrivata nel corso di un incontro in Municipio con il direttore di Confesercenti Alto Adige, Mirco Benetello, dedicato a uno dei problemi che riguarda sempre più da vicino città e quartieri: la progressiva scomparsa dei negozi e dei servizi di vicinato. Una questione economica, ma anche sociale, perché una serranda che si abbassa significa spesso perdere un servizio, un punto di riferimento e un pezzo di vita urbana.

«Aderire a questa proposta significa riconoscere il valore del commercio di prossimità nella vita quotidiana della nostra città – dichiara la sindaca Katharina Zeller –. Le attività commerciali non rappresentano soltanto un elemento economico, ma contribuiscono alla vitalità degli spazi urbani, alla qualità delle relazioni e alla percezione di sicurezza».

La proposta di Confesercenti punta a introdurre una strategia nazionale contro la progressiva rarefazione commerciale. Tra le misure più innovative figurano le Zone economiche speciali di prossimità, le cosiddette ZESpro: aree urbane o periurbane che Regioni e Province autonome potrebbero individuare per avviare programmi mirati di rilancio delle attività di vicinato. Sono previsti possibili vantaggi fiscali, sostegni finanziari e procedure amministrative semplificate, oltre a incentivi per mantenere le attività esistenti e favorire nuove aperture.

«La firma della sindaca Zeller e degli assessori rappresenta un segnale importante di attenzione nei confronti delle imprese e dell’intera comunità meranese – sottolinea Benetello –. Una serranda alzata non genera soltanto fatturato e occupazione: garantisce servizi, presidia una strada, crea relazioni e rende più attrattivo un quartiere».

Il disegno complessivo prevede anche un Piano nazionale per la rigenerazione urbana del commercio, un Fondo dedicato agli interventi e un Osservatorio nazionale presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, chiamato a monitorare l’evoluzione del fenomeno e l’efficacia delle misure.

Durante l’incontro, Benetello ha sottolineato come la perdita della rete commerciale produca effetti che vanno ben oltre i bilanci delle imprese. Meno negozi significa meno servizi soprattutto per residenti e anziani, meno occasioni di incontro e, in alcuni casi, una maggiore percezione di insicurezza. «Merano conosce bene l’importanza di mantenere un equilibrio tra attrattività, vivibilità e presenza di servizi accessibili – aggiunge Zeller –. Il dialogo con le associazioni di categoria è fondamentale per comprendere le esigenze delle imprese e costruire risposte che tengano insieme sviluppo economico, qualità urbana e coesione sociale».

La mobilitazione punta ora a quota 50.000 firme, il numero necessario per portare la proposta di legge all’esame del Parlamento. Al 24 agosto erano già oltre 43.600 le sottoscrizioni raccolte. È possibile firmare online attraverso il portale del Ministero della Giustizia con SPID, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi, oppure utilizzare i moduli cartacei disponibili nei punti di raccolta.

«Difendere il commercio di prossimità significa scegliere città più vive, sicure, accessibili e capaci di distribuire sul territorio lavoro e ricchezza», conclude Benetello. Una sfida che, a Merano, trova dunque anche il sostegno dell’amministrazione comunale.