
Undici cori, circa 250 coristi e coriste, nove solisti e una grande orchestra con una quarantina di musicisti. Numeri importanti per un appuntamento dal forte valore artistico e, soprattutto, umano: ad Amatrice, il Kulturverein Amaté di Merano ha portato in scena “RIMEMBRANZA – Missa da Requiem”, op. 90 di Richard J. Sigmund, in occasione del decimo anniversario del terremoto che ha colpito la città e i territori circostanti.
Un concerto nato dalla volontà di trasformare la musica in uno spazio di ricordo e condivisione. Sul palco, una grande comunità musicale riunita per rendere omaggio alle vittime del sisma e a tutte le persone la cui vita è stata segnata da quella tragedia.
A rendere l’evento ancora più speciale è stata la presenza dello stesso Richard J. Sigmund, alla guida dell’esecuzione della propria opera. La direzione del compositore ha dato al concerto un significato particolare, unendo la dimensione artistica a quella della memoria e del raccoglimento.
“RIMEMBRANZA” è diventata così molto più di una semplice esecuzione musicale: è stata una celebrazione della memoria attraverso la forza delle voci, degli strumenti e della coralità. Undici cori provenienti da realtà diverse, insieme a solisti e orchestra, hanno dato vita a un grande momento collettivo, nel quale la musica ha assunto il ruolo di ponte tra passato e presente.
Ad Amatrice, a dieci anni dal terremoto, quelle centinaia di voci hanno voluto dire una cosa semplice e potente: ricordare significa non lasciare che il tempo cancelli ciò che è accaduto.
La musica, in questo senso, è diventata memoria viva. Una memoria capace di attraversare confini, generazioni e comunità, per riportare al centro le persone e le loro storie.
Per il Kulturverein Amaté di Merano, il concerto ha rappresentato quindi non solo un importante appuntamento musicale, ma anche un gesto di vicinanza e partecipazione. Un grande abbraccio sonoro ad Amatrice, nel segno della musica e del ricordo.