Un cuore ardente come simbolo di una vita vissuta nella ricerca, nella fede e nell’amore. È stato questo il filo conduttore della celebrazione con cui l’Abbazia di Novacella ha festeggiato oggi, 28 agosto, la solennità di Sant’Agostino, padre spirituale dei canonici agostiniani.
La celebrazione pontificale nella chiesa abbaziale è stata presieduta dall’abate Markus Eller OSB, alla guida dell’Abbazia benedettina di Scheyern, in Baviera, che ha pronunciato anche l’omelia. Ad accompagnare la liturgia è stato il coro maschile di Novacella.
Il prevosto Eduard Fischnaller CanReg ha accolto confratelli, collaboratori, rappresentanti delle parrocchie dell’Abbazia e numerosi ospiti, rivolgendo un saluto particolare a tre sacerdoti che quest’anno celebrano importanti anniversari di ordinazione.
Si tratta di Rupert Roalter CanReg, che festeggia 65 anni di sacerdozio, del prevosto emerito Georg Untergaßmair CanReg, arrivato al 60° anniversario, e del decano Michael Bachmann CanReg, che celebra 25 anni di ordinazione. A tutti il prevosto ha rivolto un ringraziamento per il servizio svolto nella Chiesa e nelle comunità.
Proprio dal simbolo con cui Sant’Agostino viene spesso raffigurato, un cuore infiammato, è partita l’omelia dell’abate Markus Eller. «Un cuore per vivere e un cuore per amare»: così ha sintetizzato il significato di quell’immagine.
L’amore, nella vita di Agostino, non è stato soltanto un sentimento, ma anche responsabilità, impegno e ricerca. Un amore capace di dare pienezza, ma anche di mantenere viva l’inquietudine e il desiderio di interrogarsi.
Richiamando le parole della Prima lettera di Giovanni – «Non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi» – l’abate ha poi spostato l’attenzione sui presenti, invitandoli a riflettere sui propri talenti e sulle proprie capacità.
Da qui una domanda personale: «Come rappresentereste voi stessi? Che cosa mettereste nella vostra mano come tratto distintivo della vostra persona?»
La diversità, ha spiegato Eller, non dovrebbe diventare motivo di divisione. I talenti ricevuti da ciascuno possono invece essere messi al servizio degli altri.
Per i canonici agostiniani, Sant’Agostino resta padre dell’ordine e riferimento spirituale. La sua Regola continua a rappresentare uno dei fondamenti della vita comunitaria, basata sulla condivisione, sulla ricerca di Dio e sulla concordia.
Un ideale riassunto nell’espressione «un cuore solo e un’anima sola, protesi verso Dio», che ha accompagnato la celebrazione a Novacella.
Al termine della funzione, confratelli, collaboratori e ospiti si sono ritrovati per un momento conviviale presso l’osteria abbaziale.