Industria europea, torna il segno più. Rieper: “Ora serve accelerare”

Nel 2025 la produzione industriale dell’Ue cresce del 2,9%, primo dato positivo dopo due anni di calo. Per il presidente di Confindustria Alto Adige Alexander Rieper la ripresa è un segnale incoraggiante, ma servono meno burocrazia, più competitività e un mercato unico più forte.

Dopo due anni di arretramento, l’industria europea torna a crescere. Nel 2025 il valore della produzione industriale dell’Unione europea è aumentato del 2,9% rispetto all’anno precedente, secondo i dati Eurostat. È il primo risultato positivo dal 2022, dopo le contrazioni registrate nel 2023 e nel 2024.

Un segnale che Confindustria Alto Adige giudica incoraggiante, soprattutto considerando il contesto in cui le imprese si trovano a operare: tensioni geopolitiche, guerre in Ucraina e Medio Oriente, dazi statunitensi, aumento dei costi energetici, difficoltà nell’approvvigionamento di materie prime strategiche e una trasformazione tecnologica accelerata dall’intelligenza artificiale.

«Il segnale che arriva dall’Europa è incoraggiante e conferma la capacità del settore industriale di reagire a un contesto caratterizzato da incertezze e grande volatilità», osserva il presidente di Confindustria Alto Adige Alexander Rieper.

La ripresa si inserisce in una fase nella quale Bruxelles sta tornando a considerare la manifattura una componente strategica della competitività europea. Tra gli strumenti citati da Rieper c’è l’Industrial Accelerator Act, che punta ad aumentare il peso dell’industria sul Pil europeo dal 14,3% al 20% entro il 2035.

A questo si aggiungono gli accordi commerciali che mirano ad aprire nuovi sbocchi alle imprese europee, tra cui quelli con Mercosur e India.

Per l’economia altoatesina, però, il mercato più vicino resta decisivo. «Il 70 per cento delle nostre esportazioni è diretto verso Paesi Ue», ricorda Rieper. Per questo, un rafforzamento del mercato unico europeo potrebbe rappresentare un ulteriore impulso al commercio estero delle imprese locali.

Secondo Confindustria Alto Adige, il rilancio industriale non può però fermarsi alle politiche europee. Serve una strategia coordinata anche a livello nazionale e locale, con misure capaci di sostenere innovazione, export e produttività.

Tra gli strumenti più immediati Rieper indica gli sgravi fiscali. L’associazione guarda quindi con favore alla proposta della Provincia di Bolzano di ridurre ulteriormente l’addizionale regionale Irpef e chiede un intervento strutturale sull’Irap, con una significativa riduzione dell’aliquota.

Attenzione anche alle misure nazionali in discussione sulla detassazione del costo del lavoro e agli incentivi per gli investimenti in innovazione ed efficienza energetica.

La partita della competitività, però, si gioca anche sulla velocità. Per Rieper la vera sfida trasversale riguarda la semplificazione amministrativa, dall’Unione europea fino ai territori.

«Se vogliamo che le imprese sprigionino appieno il loro potenziale, dobbiamo dare loro la possibilità di farlo attraverso procedure snelle e processi decisionali rapidi», conclude il presidente di Confindustria Alto Adige.

Il ritorno alla crescita dell’industria europea rappresenta dunque un primo segnale positivo. Ora, la richiesta del mondo produttivo è trasformare quel +2,9% in una ripresa strutturale, mettendo le imprese nelle condizioni di investire e competere con maggiore rapidità.

Foto, il Presidente di Confindustria Alto Adige, Alexander Rieper